CHI SIAMO ?

 

Siamo persone singole, ciascuna delle quali appare composta da: Anima, Corpo e relativa dinamica.

 

·        Anima: è l’esame Elettroencefalogramma che, in termini fisici ed in base al 3° principio della dinamica, la rivela istantaneamente presente come un fenomeno elettrico

·        Corpo: è la fisica che, in base al 3° principio della Dinamica, lo rivela composto da materia apparente

·        Dinamica: il complesso Anima-corpo, che conserva il suo stato (1° principio) e lo modifica quando intervengono forze esterne (2° principio), appare nel suo insieme muoversi in modo costante ed unilaterale nel tempo, in base al 3° principio della Dinamica, secondo quella di tutto l’Universo (che, come dice il nome stesso, ha un solo verso nel tempo).

Riferita al soggetto vivente, questa dinamica appare aver inizio con la creazione del soggetto, nel punto A della sua vita apparente e appare aver termine nel punto Z della morte cerebrale, quando all’elettroencefalogramma l’onda cerebrale risulta essere piatta, e il corpo, restato senza la guida dell’attività del cervello, inizia il suo differenziato disfacimento.

 

Chi siamo, per quanto sostiene la Legge statistica?

Siamo “osservatori della fisica” che, nel periodo assolutamente chiuso e concluso che va dal punto della nostra nascita al punto della nostra morte personale, osserviamo il farsi degli eventi che appaiono sempre costruiti e determinati dalle loro cause, anche quando esse sono casuali.

Osserviamo, in questo periodo ben chiuso e definito, solo l’aspetto fattivo, il quale, nella dinamica opposta del tempo (se potessimo averla) sarebbe osservato da ciascuno come il suo stesso disfarsi.

Poiché il ciclo è assolutamente chiuso (e dunque vediamo realmente tutte e due le alternative, consistenti nel diritto e nel contrario ) dobbiamo concludere che noi osserviamo realmente il contrario del contrario al fare, ossia il disfarsi dello stesso disfarsi, e ne risulta, nel suo diritto, solo il fare, ottenuto tramite la sua premessa invisibile.

 

 

DA DOVE VENIAMO ?

 

Questa domanda, che inerisce la dinamica nel tempo, ha una esatta risposta dal 3° principio della Dinamica applicata all’Anima e al corpo.

1.       Anima. Il fenomeno elettrico  viene dal fenomeno magnetico che ne è l’invisibile ma vera e reale causa in atto. La sua Azione magnetica si presenta infatti come l’azione uguale e contraria a quella magnetica, che appare realmente in atto come l’Azione elettrica.

2.       Corpo. La manifestazione della sua materia viene dal fenomeno antimateriale che ne è l’invisibile ma vera e reale causa in atto. La sua Azione in forma di antimateria si presenta infatti come l’azione uguale e contraria all’antimateria stessa, che appare realmente in atto come ciò che risulta essere materia.

3.       Dinamica. Il complesso meteria-elettricità dell’Universo deve la sua apparenza alla causa esattamente uguale e contraria. Pertanto, con riferimento al soggetto vivente, che appare dotato di anima e di corpo in moto da A (nascita) a Z (morte), tutto ciò è dovuto con vera certezza al moto da Z verso A del vero soggetto attivo, che è antimateriale e corrisponde ad un fenomeno magnetico.

Pertanto la vera dinamica del soggetto attivo è quella che viene dal punto della apparente morte e va verso il punto della apparente nascita soggettiva.

In poche parole, noi veniamo dal punto della morte, dal quale siamo… già realmente resuscitati.

Se ci vediamo ancora in vita, nell’opposto dell’opposto, è perché ci opponiamo realmente al fenomeno dell’annientamento della vita (tutta già fatta e nel rispetto apparente di tutte le possibili libertà, oggettive e soggettive), e lo “contrariamo” in tutti i modi: nella forma e nel verso dinamico, rifacendo liberamente il tutto… ma è lo stesso di prima.

A riprova, ogni fenomeno elettro-magnetico e materiale-antimateriale, è costituito, dati due punti estremi A e Z, dall’esistenza simultanea di due moti inversi: l’elettrico e materiale si sposta da A verso Z quando il magnetico e l’antimateriale si muove nel senso opposto.

 

Da dove veniamo, a giudicare dalla Legge Statistica?

Per la validità della Legge statistica, il nostro osservare e vedere solo il fare può derivare solo dalla nostra reale attività di disfare il disfare. Dunque veniamo dall’Osservazione reale del disfacimento dell’esistenza, che è cominciata nel punto esatto della morte e si presenta come una stupefacente retrospettiva della retrospettiva che è realmente in atto.

 


DOVE ANDIAMO ?

 

Andiamo verso il ritorno alle origini e (per sintesi tra la tesi finale e l’antitesi iniziale della vita singola percepita) la meta è il godimento personale di tutto il bene idealizzato, con la condivisione e l’immedesimazione reale sia nell’umana storia di tutti gli antenati, sia in quella di tutte le specie della vita.

Passando per i 2 genitori, i 4 nonni, gli 8 bisnonni, e così via, presto si arriva a far nostra ogni avventura vivente, per gustarne però a nostro modo solo il fior da fiore, ossia tutto quanto corrisponda all’ideale personale.

 

Prima, però, di essere ammessi a questo straordinario banchetto, che la Religione definisce “delle Nozze del Figlio”, la dinamica naturale imposta dal Padre  di tutto e tutti (cioè da quanto di Assoluto esista a regolare il mondo) ci ordina di voler confezionare ed indossare il nostro abito bello.

Così, affinché ciascuno lo confezioni e l’indossi a modo tutto suo (e sia un perfetto costume ideale), ogni persona è costretta a compiere un esame incrociato, di andata-ritorno e tesi-antitesi, per fare l’esatto bilancio tra tutta la vita vista in entrata (dalla nascita alla morte) e la stessa vita vista in uscita (cioè osservata nel suo rovescio). Questo apparente, iniziale “giro vizioso, vai e vieni” è una virtuale premessa, un puro antefatto indispensabile a che ciascuno sintetizzi liberamente la sua personale idea del Dio dei valori. Se non si possiede un gusto personale niente può essere gustato dalla persona stessa.