Gesù in croce, sotto l’acronimo I.N.R.I., iniziò il

Salmo 22/21 di Davide. Al Maestro del Coro. Sull’Aria «Cerva dell’Aurora»

accennando al suo ritorno in me per 2 ordini di motivi:

A) senso proprio; B) senso improprio

 

A)    senso proprio, 8 fondamentali motivi:

1. Dio mio, Dio mio! Perché mi hai abbandonato? È la condizione presente, vissuta in proprio.

2. È il Salmo 22 che io impersono, nato a Sal. (Salerno) mo’ (ora) 22, io nato alle 22, II secondo il Dio 1+3.

3. Salmo che è anche il 21, riferito a mio padre nato il 7-7-7 (tot. 21, tot. 3) e una sola cosa con me, 1 e 3.

4. Salmo di Davide allude alla V (il 5 Romano) del piccolo sul gigante. Ossia: Dio a V id. è (l’io Dio è identico alla Vittoria a 5 dita di RO-mano, che è ogni NUME-RO, Dio-RO e, in fine, con Gesù “il verbo”, è ogni verbo nel suo futuro in 1a persona, quella di ogni piccolo UNO che pensa “sa, viv, ame, da, fa, av...”).

5. Al Maestro allude ad AL (Dio Padre) MA (Madre) est RO (è il solito Ro-mano, o per tutti man = uomo).

6. Del Coro allude al D. El C. o RO, al Dio Eli, Cristo oppure RO (il solito numeRO  meDIO:  1 o 0).

7. Sull’Aria allude ad A.R. IA (IA è dizione ebraica di Dio, A.R. son io, Amodeo R. … Me A.R.IA, Maria.

8. Cerva dell’Aurora allude al Monte Cervati dal cui Rio Calore (ca il Re) e Rio Tanagro (tana del Gesù-RO) si forma il Rio Sele (il Dio S. Ele, perché il principio di Dio qui si trasforma in R). Il Calore bagna la ΦEli††o in cui lo Spirito Φ di El ha il suo IO che ha assunto le 2 croci dell’Ego (io Romano) già in quell’ Egi††o da cui è tratto il popolo di Dio e Dio stesso. L’Aurora è l’aurora boreale che ci fu nell’ora 22 del 25-1-1938 in cui io nacqui a Felitto, in via Pomerio, la solita RO (che ha forma di P) ‘ome Rio, quello che dorma il Rio Sele, il Dio Santo Ele.

 

B) senso improprio, i 14 cicli 10 di Eli Eli Lema sabactani la cui somma dei numeri corrispondenti all’alfabeto delle 21 cifre di mio padre è di 139/1, che sono 139+1 in assoluto. Si raggruppano in 3 tipologie:

 

Elì è lì! Le Ma’ san BA(RA)TTà(re) N.I.? (barattare il Nazarenus Iesus  dell’INRI non ancora RI, rinato né risorto).

E li, e lì! Le Ma’ san BAC(chet)Tà(re) N.I.? (bacchettare il Nazarenus Iesus dell’INRI non ancora RI).

e lì Elì l’è... ma... sab. àcta N.I.? (Romanus et alii, sab. àcta Nazareni: Iesus Rex Iudeorum?)

 

 

Nel 1° tipo c’è una TERNA MATERNA,

ISTITUTIVA di LE MA m ME:

1) la MA di tutti, un medico testimone, NI;  2) la mamma mia e il suo baratto;  3) la mamma Stella del Natale dei  suoi 3 figli: Mario, Sabato, Rosario.

 

1) E lì Eli l’è: Ma’ (mamma) Sabatella (il medico) N.I.       il che rivela le parti in causa e dove si presentano. E lì Elì l’è. E gli attori sono 3. Il primo è la mamma per eccellenza (la Madonna), poi c’è il dottor Sabatella (che accerta che è intervenuto un miracolo che ha attivato la Ma di tutti, la Maria Madonna, attraverso la mamma umana … dunque le Ma’). Ella ha dato nuova vita, infine e ha ripresentato ora, in fine, NI, il Nazarenus Iesus detto in Romano perché ogni Romano parla latino.

2) E lì a Felitto l’è, ma’ (mamma BARATTA) sa barattà NI,         il che rivela la causa reale di questo miracolo: è la mamma Mariannina BARATTA che, implorando la sua alter ego (la Maria SS., figlia di S. Anna, che la custodiscono e guidano per Battesimo) sa operare, da BARATTA, il sublime baratto del N.I. con il figlio reale Romano Amodeo, R.A.. Ma deve restare un RA da tenere assolutamente nascosto, da omettere (tra parentesi), e BARATTA, resta il BA...CTA, riferito al baractare nel verbo” Romano, ove è noto che Gesù è il verbo, ma non è considerato che Gesù è il Romano Gesù, prima che l’Ebreo, egli che è nell’Impero Romano e riconosce sempre i massimi sistemi e non i provincialismi … Del resto, vi è mai stato, in questo Impero, un Romano più grande di Gesù?

3) E lì a Felitto l’è: Mario, Sabata, NI          il che rivela la presenza di una famiglia di servizio, che sarà sempre presente e proteggerà umilmente la nuova Sacra Famiglia. È quella della mamma, la Serva Stella Mucciolo, che è la luce (il moccolo) della Stella natale di Gesù N.I. come Rosario, il figlio di mezzo della Stella, che ne ha 3, tutti e 3 maschi, e si chiamano Mario, Sabato e Rosario. Come al solito, il maggior coinvolto è Rosario, tenuto nascosto nel N.I. il figlio benedetto della Nostra Signora del Rosario, un Rosario di cui si ignora, che sembrerà cattivo, ma impedirà al fratello Sabato di aiutare RO, per non disperdere il patrimonio dell’eredità lasciata un giorno ai figli dalla madre. Rosario sarà accusato come RIO, ma è la stessa fine che farà Gesù, accusato RIO proprio da ROSARIO e non aiutato, quando Sabato glielo chiederà. Ecco, MA, Sabat e N.I. saranno proprio i 3 figli della Stella… del Gesù Rinato.

 

 

Nel 2° tipo, ben 9 Marie, una TERNA MATERNA ×3, tanto da avere un totale di 4 terne ( i 12)

di LE MA che ora, come un sol uomo, sa bactà (romanamente “ bacchettare ”) NI,

in segno di tutte le varie situazioni che accadono ove Elì è lì, l’è ! ma…

Le 9 Ma sono il pieno di tutti i 9 moti di 1 nel 10, per realizzare tutti i possibili modi dell’aiuto della divina Maria che sa bac-ta’ ,

o, se preferite, sabet àcta Nazareni Iesi, conosce persino (et) gli eventi del Nazareno Gesù

ed interviene  nei vari campi, con una progressione di campo sempre più ampia, dall’interesse umano fino al divino:

4) danaro in croce; 5) famiglia in croce; 6) famiglia allargata in croce; 7) fedeli in croce (e 1 muore davvero, attendendo la croce); 8) fedeli che accertano il risorgere di un nuovo Natale per la croce; 9) amore consacrato a Gesù da un prete messo in croce; 10) amore consacrato a Gesù da una suora messa in croce; 11) consacrazione a Dio in un Principe della Chiesa messo in croce; 12) Amor umano crocefisso, secondo la Provvidenza divina, per il colpo di grazia al nuovo Monte Sion per il nuovo Monte Calvario

 

4) Maria Proietti Cefalo, ottima persona, impersona la catarsi derivante dalla croce di una Maria per l’amore dei soldi. Elì è lì, l’è, ma… Maria , sa proiettar Pietre Sacre contro NI. Questa Maria aiuterà Romano, con i soldi, quando egli costruirà la sua risposta a Dio come Simon Pietro detto Cefa aiutò Gesù. Ma, ora, in questo presente, lo-Cefa, il Cefa-lo in questione, è il padre vero, ma lui non l’accetta come figlia, per cui lei è la Proietti d’adozione e il Cefa (padre vero) è solo un attributo di conoscenza, come il Cefa che fu attribuito a Pietro. Ebbene lei abita nel suo stesso Palazzo e, fallito Romano, messa in croce per il denaro perso, lei proietterà le sue pietre contro di lui e lo lapiderà, nel tentativo di tenergli sempre presente le tante persone che si son fidate, gli han dato i loro soldi e tanta fiducia e poi sono state fregate, anche senza volerlo, da lui tuttavia Reo, RIO. Anche dopo il Fallimento in Tribunale lei seguiterà a tenere acceso un debito inestinguibile, e sarà una vera persecuzione, anche ingiusta, perché il Fallimento dovrebbe chiudere tutti i conti in sospeso. Così, di suo, questa Ma’ sa lapidar NI.

5) Mario Scaglioni  é la catarsi, indotta da Mario, ottima persona, e derivante ora dalla sofferenza per  l’amore messo in croce, della Famiglia. Mario è il suocero di RO. Figlio di Anna e nato il 15 agosto dell’Ascensione della Maria SS. figlia di Anna, egli è una nuova figurazione della Madonna che ha per sposo Giuseppe (mentre egli realmente ha per moglie Giuseppina). Ha dato a RO la figlia Giancarla, dunque Giancarla Scaglioni, GS… che è una tipo-GESù  figlia com’è di Mario (a sua volta di Anna) e di Giuseppina Benedetti. Questo Mario è il gestore di un negozio atto a BAR, ha ripetuto il metaforico Baratto RO-GS, dandogli in sposa la figlia, ma poi RO diventa RIO, e lui fa chi è e chi sa di essere: lo Scaglio-NI, colui che scaglia via (con alquanto sconcerto e disappunto) il genero NI, che è divenuto RIO, Reo, a sorpresa, e Maria, in Scaglioni, lo caccia in un nuovo scaglione della sua vita messa in croce.

6) Maria T. Mazzola é la catarsi, indotta da Maria, maestra e ottima persona, e derivante dalla sofferenza per  l’amore messo in croce, essendo carnale e proibito. Questa Maria compare nella vita di RO quando DIO vuol metterlo di nuovo in croce e fargli fallire quanto stava facendo, con le risorse iniziali di Raho (tratto dall’Egitto), ad Ortonovo tra gli ulivi, l’Orto del Saccomani, nella frazione di Nicola (che è l’ultima metafora, ora del NI colà). Nel nuovo Orto degli Ulivi, già Getsemani, NI colà e tratto dall’Egitto del Dio RA, RA (Romano Amodeo) doveva indurirsi nel cuore, per salvarsi. E allora Dio gli mandò questa Maria T sensuale, che aveva bisogno di calore e che lui poteva aiutare. Egli ci provò, ma s’innamorò di lei e superò l’amore giusto, che è quello sessualmente per la moglie consacrata in Cristo. Ma doveva superarlo: egli era destinato ad essere il punto finale di ogni profeta e Maometto, per citarne uno, ha avuto più mogli, come gli stessi Patriarchi Ebrei. Scorgendo anche il sollievo personale che ne derivava, RO si lasciò amare e, tradendo con ciò Gesù, fu cristianamente RIO. Così questa Maria Teresa corrisponde alla RESA di TE voluta da Maria, che, di suo, è una maestra di nome Maria che sa MAZZOLA’ N.I., a fin di bene, e lo salva in un momento in cui senza questo amore allargato, RO forse sarebbe stato spacciato. Il Giorno 24 giugno 87 Ro percepisce di colpo chiaramente che questa storia è finita … e quel dì la Madonna appare a Maria Fioritti, a Monteslvano e prepara quanto attende un Santo Ro nel suo futuro. Il 28-2-1988 RO sceglie la croce per il suo tentativo di dar corpo a Gesù, con la sua impresa economica, e chiede al Tribunale di Milano di Fallire, come persona e come azienda, essendo quella croce il solo modo che ha per liberarsi da una situazione resa assolutamente ingestibile.

7) Maria Fioritti e Don Diodati sono gli animatori della catarsi popolare, per via del sole della croce, indotta su oltre 20.000 persone (ed una, Floridi, morrà) proprio in quel 28-2-1988 in cui i Santo Romano si mette in croce (ma essendo invisibile, a Milano), nel giorno che però celebra ovunque, anche a Montesilvano, il San Romano. È una strana coppia di Padre e Figlio (Diodati un Padre e Fioritti una sua Figlia, ottime persone) che fotografa a Montesilvano, nel suo stesso fallimento, il momento esatto della resa di Romano a San Romano. Dio Padre e Fio Figlia, dati ritti, elevati in croce (come hanno scritto nel loro stesso nome e nelle loro vesti di un Padre e di una Figlia, in Gesù Cristo) il 28 febbraio ‘88 assieme al San Romano, sono dati ritti (come Dio e il suo Figlio) sulla croce del pubblico discredito per avere affermato una verità trascendente e così non apparente.  Hanno visto un Gesù con la tunica oro (se lieto) o rossa (quando triste) e ciò trascende il Tu N.I. (il solito Nazarenus Iesus scritto in un acronimo Romano) ca’ (qua) o RO (Romano)… oppure RO SS. A., ossia  Romano santissimo Am0deo, egli che dice Son ridotto a ZERO (fallito come ora sono!), ma con Dio. Anche la scritta che si aspettavano in cielo, di notte, doveva restare un segreto, e Dio non dà a vedere che è il Fallimento decretato per iscritto, il 5 maggio 88, una buia notte, per le intenzioni che aveva RO di dar corpo a Gesù mediante una impresa che fosse reale ed economica, anziché ideale e senza necessità di alcun mezzo! È  proprio da questo momento in poi che Le (due) Mamme di RO (la naturale e quella del Cielo che gli aveva dato nuova vita il 4.6.1940) E li, e li ... sab àcta NI., proprio così come il grido, Le Ma sabunt acta NI, apprendono e sanno alla sola e vera radice stessa del sab, gli atti del Nazareno Gesù! E, così, mentre RO si annienta del tutto dedicandosi solo a curare la MA terrena (messa letteralmente in croce nella sua ragione da una incipiente demenza senile), la MA celeste dona a lui tutto quanto il trascendente sapere ha tolto a sua madre. C’è un nuovo ed ideale baratto che dona a Ro tanta Sapienza e Giustizia da farne un uomo nuovo, che è la forza di sua mamma… è la MA che attendevano a Montesilvano, ma che a quel punto è indotto a trasferirsi a Saronno e ad aprirvi una scuola di Epistemologia, in cui spiega le verità di Gesù con i principi fondamentali della scienza umana. Il Ro di SA è ora a SAR, con il suo IO santo e materno, sempre più il Rosario ideale … come il figlio reale della Stella Mucciolo, e fratello di Sabato e Mario.

8) Le Marie che sab acta N.I. (del Nazareno Iesus) come l’evento numero 8 (della pienezza del volume a lato esteso da –1 a +1) sono la catarsi di una vera e risaputa rinascita del santo RO-SAR-IO in un nuovo Presepio, ove ora anche da parte degli altri (ottime persone, e una di nome Elia, un pizzaiolo)  si sanno (e si indicano col latino di un Romano e la radice sab di sabunt) àcta N.I. (gli atti di un povero cristo Romano venuto dopo il 1997 a Saronno). Qui vi sarò NN, come un illegittimo FIO, a Cassina Ferrara (di RA, il RA principiato a FE, Felitto, come R.). Rinascerò come il Rosario, il frutto del seno della Madonna, Sede della Sapienza, un una cucina (la mangiatoia) avente Reina (la Maria Regina) a destra, a sinistra e sopra la mangiatoia, mentre, sul davanti, vi era il tabernacolo della Santissima Maria. Tutto questo è il Presepio della Rinascita del povero cristo, con il contorno di le Maria Rosa (Cogliati e Sposato), e di tutte le altre Mamme e Marie e gli Elia che sanno di Romano e sua Madre solo come di due poveri cristi, pieni di amore, ma alquanto poveri di spirito, specie sua madre … e poi quel Sabato, come un Rom! Tutti e 3 come Rom, ani di Rom (Romani), deretani per i rifiuti spettanti a veri senza patria.

9) La Mamma Maria Carnelli, di Padre Luigi (Luigi, come il padre carnale di R.A.) é la catarsi, indotta dalla Mamma Maria (del prete), ottima persona.. È  la messa in croce derivante ora dalla sofferenza relativa al ministero di uno sposo di Dio, bravo parroco e maestro, che è però costretto dal Padre Nostro a santificare R.A. povero cristo, combattendolo e non riconoscendolo come tale … per l’immagine divina che egli ha (e non umana) del Cristo, che non gli consente di scorgerlo in un povero cristo come Ro, che gli sembra senza né arte né parte, anche se è pieno di voglia di fare (ma per fare certe cose, bisogna esserne all’altezza, ed egli non la vede). Invece sua Mamma la scorge davvero, ed un giorno ha pietà, di lui e di sua madre, e gli offre aiuto spontaneamente, per pura carità verso i due di cui le Ma sab (sabunt) àcta Nazareni Iesi (le mamme sanno, conoscono per dono divino gli atti della povertà del povero cristo). Proprio la mamma di questo sacerdote  è li e li sa al punto che, visti RA e sua madre da distante (dalla finestra del primo piano, mentre passano sotto, per la via), gli grida dall’alto e gli intima di fermarsi! Scesa da loro, fino in strada, la Santa Maria mamma del prete  offre a mamma e figlio un mucchietto di centomila lire, accolte dai due con lo stesso cuore grato di chi glieli aveva porti con tanta avvedutezza e buona grazia, ma girate alla carità che lei avrebbe dovuto poi avere verso altri poveri cristi, ancora più poveri di loro, perché loro due lo sembravano - e glielo dissero - ma erano i poveri cristi più ricchi del mondo.

10) La Maestra Maria T. Legnani, maestra elementare di musica, davvero persona che non ce n’è di migliori (per quanto sia molto piena di sé), é l’occasione della catarsi Mariana derivante dalla sofferenza, ora, proprio per  l’amor nuziale, messo in croce, di una sposa di Gesù (che si aggiunge a quella appena vista dello sposo). Questa Maria è Teresa, essa pure, come la Mazzola, ma, soprattutto come sua nonna, Maria Teresa Russo (la Russia per cui pregare, di Fatima, maltrattata dall’Amore carnale, come dalla MT Mazzola). Ma questa MT sarà il segno dell’amore mio ideale, quello che cede sempre alla voglia altrui, sia che sia amore che vuole per sé, sia che sia amore che respinge da sé! Lei è suora per 10 anni, ma Dio la fa ammalare, tornare a casa per le lunghe cure e poi guarire, dopo 3 anni, per un miracolo legato ad una preghiera trascendente di Romano (trascendeva la sua persona, era per un’altra ammalata del suo stesso male, la quale guarì subito dopo, assieme alla suora). MT Legnani, quando fu risanata da Gesù, per gratitudine... si spogliò e con ciò divenne come dice il suo cognome, una che sa Legnà NI! Divenne allora, nel disegno divino, la Maestra del coro si cui parla il Salmo 22, Salmo che va intonato con l’aria “Cerva dell’Aurora”. Il Salmo 22 è il Salvatore di Salerno del momento 22, nato l’ora 22, è RO, che diventa, per lo svolgimento del disegno di Dio, suo corista che, quando la vede e conosce, il Gesù in lui davvero vivo ama divinamente. Egli ama molto quella sua suora sposa, costretta a lasciarlo per santificare RO. Lei, infatti, riesce a intervenire provvidenzialmente per quanto era restato del RO di SA, RIO, e lo santifica come il Ro di Sar… io! Accade per un amore per lei, MT, che, a differenza dalla precedente MT Mazzola, è divenuta da mazza, ora l’essenza “legno” di quella mazzola, ed ogni essenza è assolutamente pura, tutta dedita ai canti di Dio. Così Ro,  costretto dal modo di essere di lei, che si è come staccata dal mondo degli uomini, anche se non è più suora, accetta di stare al suo posto e di contenere il più possibile il suo amore, anche se è puro e santo, essendo quello del Gesù Cristo in lui. Così qui LE MA sono quella della MAestra Maria, di una RESA di TE non per l’amore terreno e sensuale, ma per quello sacro e divino, trascendente. Con queste due MA, della RESA di TE (quella carnale e quella santa), Maria SS. sa santificare ora chi si contiene anche se a fatica e si fa ingiustamente discriminare e trattare proprio come un Paria, sia da lei, sia dalla sua metaforica celeste famiglia, in cui suo padre e sua madre sono un Angelo e un’Angela.

11) E. Maria Martini é la catarsi, indotta da Maria attraverso l’ottima persona di questo Arcivescovo e Cardinale (però un po’ suscettibile e tronfio), catarsi derivante dalla sofferenza ora per l’amor nuziale, ora messo in croce, d’un consacrato Principe della Chiesa.Il cardinale Enrico Maria Martini sarà il responsabile di tutte le traversie portate ora contro il RIO (reso nuovamente Santo da Maria Teresa) da una Chiesa che non è mai in grado di riconoscere e apprezzare i profeti in Patria. Succederà che RO si troverà a dover rispondere, come messaggero della Sede della Sapienza, all’Enciclica “Fides et Ratio” di Papa Giovanni Paolo II, ma anche accadrà che, nella risposta, per lodare l’iniziativa illuminata del Santo Padre, egli metterà in luce la cecità precedente, portando a esempio il comportamento della Curia milanese che, con lui che proponeva conferenze gratuite per dimostrare con la Scienza (e non Scientology) l’esattezza del Vangelo di Gesù, gli rispondeva uno stupefacente “perché lo dice proprio a noi?” (a noi Maestri non serve altro! Abbiamo la Fede!). Il Martini, saputolo e sentendosi umiliato da quel giudizio, deciderà di fargli negare ogni audience e credito. RO metterà allora in gioco la sua vita: se non fanno la volontà del Papa, lo lasceranno morire di stenti … e allora accadrà come allora: l’attuale Sinedrio, espresso dai Principi della Chiesa Cattolica, gli daranno “morte mediatica”, nell’era in cui “è vivo solo chi comunica”. Le Ma (di Maria Martini, in veste del Magistero della Chiesa) sono il Ma’ che sa Marti(rizzare)NI , ove tra parentesi c’è il suo rizza il Re sulla croce ... di quella Gerusalemme di cui poi sarà, per Provvidenza di Dio, l’Eminenza cristiana. È questo martirizzare il povero cristo FIO di DIO a martire che porterà al finale avverarsi di quanto previsto per San Romano dalla FIOritti e dal DIOdati. Infatti Romano, per l’avversione dei Principi della Chiesa di Milano (Io la no!), si sposterà a Monte Sion e con LV giorni di penitenza papale, per lui Romano, sarà MontesiLVano.

12) Elì è (infine a Monte Sion) l’è, MA l’arpione del cuore umano crocefisso sa arpionar NI per il colpo di Grazia). é ora la catarsi, indotta da una Maria, Grazia dell’Amore, e derivante dalla sofferenza per  l’amore Provvidenziale, divino sempre, ma troppo malinteso dall’uomo. Il nuovo Gesù, mortificato ormai dal principato della Chiesa per l’amor suo verso il Compito cui Egli era stato chiamato proprio da un Papa,  doveva giustificare anche il nome della Monte Sion e del Monte Calvario del Cristo. Ed allora RO è veramente arpionato da una donna (validissima persona, ma solo troppo schiva e timorosa dei detti della gente) che è sia un pino per lui AR, sia un arpione, nel richiamo del suo nome … ma che lei non vuole sia nominato. È allora, proprio lei, come il finale Pietro che non vuole essere associato al Cristo (ma non per disamore: solo per schivare i pericoli). RA è condotto da Dio, arpionato da Maria, a Montesilvano, e qui seguita a dire le cose giudicate “pazze” come quella che “ogni io e Dio sono la stessa cosa” con le quali lei non vuole essere pubblicamente coinvolta, per non patire a sua volta quelle accuse rivolte a lui, che per lei sarebbero pugnalate mortali. Sarà il colpo di Grazia di Maria, chiamandosi lei inoltre Grazia, e sarà dato a Gesù ora da un Pietro, con il solito gallo che poi canta 3 volte. Mentre RO è a Montesilvano, proprio il Papa, Pietro in persona, l’avrebbe di nuovo rinnegato. RO si sarebbe fatto presentare ufficialmente da un Giornale (Il Centro, dell’Abruzzo), al Papa, come “un povero cristo”, senza nome e cognome, che, vivendo solo del Corpo e Sangue di Cristo,  avrebbe digiunato finché Sua Santità non avesse concesso udienza a lui, appunto “povero cristo”… Ebbene il Papa non solo non l’avrebbe concessa ma non si sarebbe degnato nemmeno di rispondere, né in pubblico né in privato, a tale anonimo povero cristo la cui serietà d’intenti era garantita da un giornale, però senza che esso ne facesse oggetto di pubblicazione. Così Romano sarebbe restato digiuno 55 giorni, il che è LV per un Romano e Monte Sion, città di tale povero cristo, avrebbe assunto in sé LV (i 55 giorni del suo sostenersi col solo Cristo) e sarebbe divenuta per tutti MontesiLVano ed anche il Monte Calvario, della pena toccata al RIO venuto da VA (la Provincia cui appartiene la SARonno da cui RO va a Monte Sion). Il Calvario di Gesù, infatti, dovrà il suo nome ad un Ca LV A.R. IO, cioè alla metafora (riguardante un futuro rispetto al Gesù sulla croce) di un Qua i 55 giorni di pena sacra per Amodeo Romano, io. Insomma un RIO (la fine atroce del Calvario) che quando la R è la greca RO si scrive PIO. Questa è la segreta ragione per cui Dio avrebbe fatto poi esistere (2.000 anni dopo Cristo e durante la nuova e reale presenza umana del Cristo), sia Padre PIO, sia le sue stimmate, sia le sue bilocazioni Italia-Brasile, tra Mondo e Nuovo mondo. Insomma come il dì in cui PIO (l’IO di RO, scritto P) nacque, quel 25-1-38 in cui il Figlio del Duce Prepotente trasvolò Italia-RIO, in Brasile. Pertanto, nell’escalation di una catarsi sempre su scala maggiore, questo della dodicesima allusione dell’ INRI (del Romano Iesus Nazarenus Rex Iudeorum) è il momento più alto della sublimazione e della catarsi umana, come se fosse al cospetto dei dodici apostoli.