La fissazione delle unità di misura decimali.

Gli illuministi francesi ritennero utile approntare unità di misura riferite al sistema metrico decimale utilizzato nella matematica. Pensarono di utilizzare la rotazione della massa della Terra per raccordare tra loro lo spazio e il tempo unitari, riferiti alla libera rotazione, nel tempo, della massa unitaria.
Ritennero di trasformare la Terra in una ideale sfera di riferimento, espressa dalla sua circonferenza. Risolsero di mediare lo spanciamento della Terra al livello dell'Equatore, come quello assunto da un meridiano che fosse idealmente composto tutto da 10^3 cm^3 affiancati per ogni ciclo unitario di 10 m, l'unità di lunghezza. Poiché 10^3 cm^3 equivalgono ad 1 dm^3, questo intero quantitativo avrebbe corrisposto ad 1 kg come al ciclo intero della massa-energia e al ciclo intero di 10 m. In tal modo, 1 massa di 100 g (la decima parte dell'unità di 1 kg) avrebbe corrisposto alla lunghezza di 1 m (a sua volta la decima parte dell'unità del suo ciclo intero). In sostanza pensarono che la massa 1 (costituita da 1/10 del chilo) doveva esistere come l'uno della matematica esiste nel suo ciclo 10, tanto che 1 kg corrispondesse al ciclo intero 10 della sua massa decima... e dunque era il numero assoluto 1 (perché 10/10 equivalgono a 10^0, dimensione assoluta). Anche il metro, decimo di 10 m, era 1 allo stesso modo e corrispondeva alla dimensione assoluta che si ha quando è 0 l'esponente di qualsiasi numero diverso da 0.
A questo punto gli innovatori dovevano attribuire idealmente un conveniente numero di metri (e quindi di kg) a questo meridiano ideale, che assolutamente unificava la massa con la lunghezza, e gli imposero intanto il numero 4, come i 4 tempi della rotazione dei 4 angoli retti costituenti l'angolo giro.

Questi veri e perfetti "RELATIVISTI ante litteram" riconobbero nell'angolo retto la funzione importantissima, nella trigonometria, di essere la base intera e totale della variazione angolare, poiché tutte le funzioni trigonometriche riguardanti angoli maggiori di quello retto andavano tutte "ridotte al primo quadrante", previa solo l'opportuna inversione dei segni, caso per caso.

Riconosciuta così nel primo quadrante tutta la funzione trigonometrica, riconobbero come, poste affiancate le 10^3 masse unitarie nei cm^3 corrispondenti ad 1 dm^3, cui conferire l'unità del peso, esse fossero da riferire esattamente a 
quanto espresso unitariamente (in assoluto) dalla potenza 10^10, che misura la base solo in base al suo stesso esponente. Per presentare il totale 10^10 nel numero delle 10^3 unità del ciclo di 10 m, corrispondente ad 1 kg, divisero 10^10 per 10^3 ed ottennero il numero di 10^7 cicli unitari di 10 m e di 1 kg., valido per ognuno dei 4 quadranti di 90°. In questo numero di cicli, 1 metro doveva valere come la decima parte. Poiché 10^7 cicli di 10 m sono 10^8 cicli di 1 m, la decima parte era di 10^7 m per ogni quadrante.
Pertanto la circonferenza del meridiano terrestre, idealizzata come un seguito di cm^3, doveva corrispondere nell'unità del metro (decimo del suo ciclo), esattamente a 4 volte 10^7 m, equivalenti al ciclo intero della massa. Insomma, la lunghezza unitaria del meridiano ideale doveva essere configurata come 40 milioni di 40 suoi milionesimi, ciascuno lungo 1 m. Il metro doveva essere così la 40 milionesima parte del meridiano.

Tale meridiano poi avrebbe ruotato nel tempo intero girando per 4 quarti di un angolo giro che doveva avere necessariamente il numero di 360°.

Infatti, quale dimensione numerica (che esprimesse ora il tempo) andava collegata all'intera rotazione del meridiano spaziale, cui era stato dato per numero il 4?
Avendo imposto 4 dimensioni alla realtà spaziale lineare della massa, quella lineare del tempo sarebbe stata dedotta dalla dimensione assoluta del ciclo del 10, imposto nella numerazione, sottraendo a tale ciclo assoluto le 4 dimensioni attribuite allo spazio. Pertanto, 10 (assoluto) -4 (spazio) = 6 (tempo). 6 sarebbero state tutte le componenti lineari del tempo complesso (positivo-negativo) riferito al volume tridimensionale; dunque 3 +3, come tutto il solo tempo lineare dell'espansione centrifuga dell'energia, espressa dai 6 parametri unitari +1x, +1y, +1z, -1x, -1y, -1z. Questo tempo unitario dell'espansione binaria del volume a 3 D., naturalmente, avrebbe dovuto combinarsi con il tempo, esso pure ad indice 6, della contrapposta compressione centripeta della massa. In tal modo 6 volte 6 avrebbe dato un 36 che, espresso nel ciclo di 10 unità, avrebbe portato esattamente - come tempo - ai 360° della rotazione intera e prima del meridiano che abbiamo prima visto rappresentare in numero di metri la presenza dei numeri della massa. Questa rotazione intera, esattamente di 360° primi, si sarebbe dovuta presentare essa pure espressa nelle decine di unità, tanto da portare così ai 3.600 "minuti secondi", dati dal 60 per 60 che conteggia tutti i secondi contenuti in un'ora. I 3.600 secondi equivalenti all'ora andavano poi moltiplicati per le 24 ore costituenti il giorno intero dell'intera rotazione della massa terrestre.
Pertanto di 60x60x24 = 86.400 minuti secondi, sarebbe stata la quantità dei minuti secondi, ossia dell'unità "tempo" giustamente ordinata rispetto alle unità dello spazio e della massa. Pertanto,
grazie al ciclo assoluto 10, 1 s di un "tempo" (agganciato al complesso binario 6) avrebbe corrisposto, in numero unitario, agli 1 kg e 1 m agganciati alle 4 dimensioni grandi ciascuna, nel ciclo 10, 10^7 volte l'unità 10^3 della massa millesima, per un assoluto di 10^10 unità di massa ciascuna.

Per gli ideatori di questo perfetto ed ideale sistema di riferimento decimale, la forma irregolare della massa terrestre si contemperava nel meridiano medio terrestre. La difficoltà stava solo nel determinare la sua 40 milionesima parte, da chiamare "metro". Ne risultò una lunghezza perfettamente comoda da usare e maneggevole.

Un dettaglio alquanto significativo, detto di passaggio: calcolata in metri, l'altezza umana media "reale" corrisponderebbe agli 1,60 metri equivalenti al prodotto 4x4 delle dimensioni reali, calcolate unitariamente nei decimi della massa, o nei decimi della potenza 2^4=16 esprimente la piena realtà a potenza 4 poggiata sulla base binaria della nostra esistenza complessa. Lo scrivo per sottolineare come la dimensione reale dell'uomo corrisponda egregiamente, nella sua altezza, alle ideali dimensioni reali della fisica, calcolate nei decimi esatti della "massa-tempo".

Tornando ai metri, ai chili e ai secondi, solo l'italiano GIORGI comprese, anni dopo, la necessità e convenienza che il metro, il kg e il minuto secondo costituissero un unico SISTEMA ASSOLUTO DI RIFERIMENTO UNITARIO, chiamato prima "Sistema Giorgi" e poi MKS, dalle unità del metro, del chilo e del secondo. Bisogna rendergli l'onore dovuto, perché il sistema CGS, formato da centimetro, grammo e secondo, non è perfettamente allineato. Il minuto secondo è allineato e corrisponde unitariamente solo alla dimensione di 1 metro e di 1 kg.
Di fatto, quando furono aggiunte anche le 4 unità dell'Ampere, del grado Kelvin, della mole e della Candela, a costituire le 7 unità del Sistema Internazionale, esse furono aggiunte alle 3 del Sistema Giorgi e non del CGS.