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Da questo momento in poi tutta la natura è caratterizzata dal modo complesso di una esistenza che è simultaneamente "in potenza" e "in atto". Quanto è prima in potenza come 0, appare poi in atto come 1 e il "complesso" presenta, espressi in sequenza, i due valori come il numero 01 che, da sinistra verso destra, "attua dinamicamente" la potenza 0. Ora sappiamo molto bene, dal 3° principio fondamentale della Legge dinamica (chiamato di "Azione e Reazione") che l'azione (espressa nel complesso da sinistra verso destra) è osservata sempre e solo nella reazione (l'azione uguale e contraria). La vista reattiva (espressa così da destra verso sinistra) porta al ciclo (reattivo) di 10/1 unità "spaziali", che è osservato sulla base "attiva" del ciclo inverso 1/10, che determina il "tempo" dell'unità. In tal modo il complesso "in atto / in potenza" si qualifica come "in spazio / in tempo". Pertanto è sulla base di quanto esiste in potenza 0, che il ciclo spaziale, realizzato per calcolo, assume sia il numero 10/1 (di 10 unità spaziali), sia il numero 1/10 dell'unità temporale. La visione "complessa" porta pertanto lo spazio/tempo ai 10/10 corrispondenti al prodotto 10/1 x 1/10, che combina assieme l'azione 1/10 e la reazione 10/1. Infatti è sulla base della percezione "nel tempo 1/10 dell'unità", che l'unità assume doverosamente (per "reazione dinamica") il numero ciclico di 10/1 unità spaziali.

Attuato lo "spazio" come l'espansione decupla dell'unità e il "tempo" come la corrispondente contrazione decima, la mente umana usa le potenze su base 10 e i Log decimali per "ammassare" in numeri quanto non lo è. Pertanto non è vero che le quantità esistono "prima" dell'intervento della mente umana e che essa si limita solo a qualificarle come SPAZIO e TEMPO. E' invece vero che è la Ragione ad assegnare il numero di 10 unità spaziali a tutto quanto le si presenta come INTERO. E' come se, dovendo misurare tutta una indeterminata quantità (ad es. di acqua), la mente le assegnasse arbitrariamente il numero 10, che esprime la condizione unitaria del TUTTO; a questo punto, utilizzandone la decima parte come una intrinseca unità di misura posta a denominatore comune, con essa "determina" il numero delle altre 9, poste nel numeratore della frazione unitaria 9/1. Ebbene la Ragione, dividendo il TUTTO associato al numero 10 (unitariamente indeterminato) per la sua unitaria determinazione, data da 9/1, pone in atto l'illimitata percezione nel tempo unitario come 1/10, corrispondente al calcolo "posto in atto" nel risultato 1,1111... e si trova inserito nel periodo eterno di questa eterna divisione, dello spazio, sempre nei suoi 10 tempi decimi.

Vi ho appena dimostrato il come e il perché noi "rendiamo eterno" il tempo, nella percezione eternamente in atto di quanto esiste solo alla dimensione 0 della potenza. Dove è, questa "eternità", nella frazione 10:9 ? Essa subentra ed appare "presente in atto" solo a partire dall'attuazione reale della divisione, che dà luogo al periodo eterno del valore decimo cui noi attribuiamo poi la "qualità" del tempo.

Dunque il "tempo" non è una "cosa in se", una costante unitaria ed autonoma della natura, ma lo appare solo in relazione al calcolo "parziale", limitato solo ad 1/10, dell'unità assegnata, qualunque essa sia!

A questo punto è la matematica dei numeri decimali che si impone come la LEGGE ASSOLUTA che può essere usata ad "accorpare in masse" quanto accorpato non è ma assolutamente soffuso ed indeterminato. E' proprio e solo questa matematica a portare al possibile ammassamento che noi vediamo, degli atomi e di tutte le sue particelle. E' la matematica decimale a "presentare in atto" lo spazio, e a visualizzare in conseguenza una sua geometrizzazione. L'angolo giro assume il numero di 360 gradi relativo al calcolo (3+3)x(3+3)x(3x3 +3/3). In questo calcolo vedete molto bene come il 10 corrisponda alla somma delle operazioni inverse tra loro, date da 3x3 e 3/3. Sempre nello stesso calcolo, vedete nel 3+3 i 6 semiassi +x, +y, +z, -x, -y e -z, che siano considerati a verso "centrifugo" e gli altri 6 (combinati per prodotto) che siano considerati nel verso opposto, ossia il "centripeto". E la percezione tridimensionale dello spazio impone il modello cartesiano delle tre direttrici x, y, z, opposte tra loro da quella condizione di perpendicolarità che è la sola che, dinamicamente, faccia rimbalzare secondo la stessa linea una palla da bigliardo diretta contro una sponda. La dimensione 3, del volume unitario, rende il lato di un cubo pari alla radice cubica, ossia alla potenza 1/3, del volume, il quale è unitario solo quando la sua potenza è di 3/3. Ora, se noi vogliamo considerare "intero" il lato di un cubo (che intero non è, essendo letto nella potenza 1/3 del volume unitario), dobbiamo e possiamo solo ASSEGNARGLI la "velocità assoluta" data da 3/1 (tre Dimensioni di spazio fratto 1 D. di tempo).

Possiamo dedurre che nella Relatività Generale E=mc^2, dato che la velocità assoluta di 1 lato è e può essere solo 3/1 (essendo esso in potenza solo 1/3 del volume unitario), la c^2 è e può essere solo quanto (3/1)^2, ossia 9/1... per riscoprire come il nostro mondo "diventi infinito, nel tempo" quando noi osserviamo il rapporto E/m, tra l'Energia e la massa, come quel rapporto 9/1 che usiamo per dividere il 10 assoluto ed indeterminato nel risultato uguale ad 1,1111... che mostra l'unità della eterna massa unitaria e sempre decima, come quella del tempo. Al punto che possiamo scoprire che anche il numero della massa è sempre uguale al rapporto 1/10. Cosa sarebbe allora la "massa"? Niente più che la necessità che siano osservati in sequenza 10 decimi, tanto che l'osservazione "presente in atto" di un solo 1/10 ingenera assolutamente la necessità di altri 9/10, espressi come "unità decime di energia", della massa decima. Per questo sia la massa, sia il tempo, sono costretti a "presentarsi in sequenza": perché noi "non possiamo dividere l'unità", essendo essa "come un Dio onnipotente ed indivisibile".

Quando una religione "assegna a Dio" le cosiddette "decime", le assegna a DIO come alla D.10. Non vi stupisce che DIO e D.10 si assomiglino così tanto, nella loro espressione formale? Il Cristianesimo pone Dio come "la parola", nel mentre il nostro RIFERIMENTO ASSOLUTO, in una linea, è proprio la Dimensione "numerica" 10... dunque ciò non dovrebbe stupire più di tanto, perché è proprio la nostra intelligenza che organizza la rappresentazione "alfanumerica" e "divina, trascendente", della nostra realtà, creandola dal nulla.

Su quale base, dunque, esiste l'universo, nel tempo e nello spazio? Esiste solo sulla base della percezione "divisionistica e potenziale" di un IO  che "lo usa e si erge a DIO", quando ricorre alla Assoluta verità matematica, ossia allo SPIRITO SANTO della Verità trascendente quanto appare nel reale, quella verità matematica riconducibile alla D. esponente 10, di una POTENZA che non può che essere "divina", se trae 1 da 0.

Dubitate che sia "divina"? Ma se, a partire dalla D. 0, la "realizza" come il TUTTO di un 1, l'IO non si comporta forse come un DIO che crei il tutto proprio dal nulla? Ebbene, il nostro IO è veramente un DIO... un potere assoluto ed indeterminato che si è determinato nel nostro limite; la nostra singola "essenza", infatti, non può "essere" in altro, collocata, che in "tutto l'essere", ossia nel DIO DELL'ESSERE, essendone una parte "determinata", laddove DIO sia quella del riferimento "indeterminato ed assoluto".

Per come vi ho dimostrato, infatti, è proprio il nostro apparentemente misero IO a "creare dal nulla" ogni aspetto dell'universo, quando ricorre alla PERFEZIONE DELLE REGOLE, alias... A DIO.

L'ASSOLUTO è il riferimento di tutta la RELATIVITA' GENERALE, e si tratta proprio del numero 10! Quando, disponendo di una matematica decimale, gli illuminati matematici dell'Illuminismo francese spinsero affinché tutte le unità fossero riferite al Sistema Metrico Decimale, automaticamente fu questo Sistema a porsi come il Riferimento assoluto della Relatività generale, esistente tra tutte le unità della Natura vista da noi nell'esercizio delle potenze su base 10 e dei Log. decimali. Anche la Trigonometria si impone nella sua verità al punto che è grazie al fatto che la Tg 45° =1, che noi mettiamo a fuoco, come unitaria e tangenziale, la particella chiamata elettrone.

Il rapporto assoluto E/m, tra l'energia e la massa, non può che essere uguale al rapporto 9/1, tra i 9 spazi in tutto percorribili da 1 massa, quando tutto il suo ciclo corrisponde alle 10 masse del ciclo unitario spaziale, nel contesto dei numeri "decimali". Se il genio di Einstein, a partire dalle sue stesse tesi (che x, y, z, t fossero i 4 parametri assoluti dello spazio-tempo, tanto uguali tra loro che spazio e tempo coincidono) non avesse "sonnecchiato", avrebbe senza dubbi dedotto che il porsi assoluto della relativa velocità, espressa come (x+y+z) / t, quando ciascuna è 1 (essendo unitaria), si risolve nei numeri solo come (1+1+1) / 1, ossia come 3/1.

Pertanto questo ORDINE DELLO SPIRITO SANTO sta conseguendo una tale opera di reale RIORDINO di tutte le teorie, matematiche, geometriche, fisiche e persino religiose, che riesce a definire in modo assoluto il valore della c^2! Questo valore di "velocità assoluta" non può e non deve essere "dedotto" - come accade oggi - dall'esperienza; la quale assoluta non è, perché è relativa al nostro tempo, che vediamo passare nel nostro mondo relativo. Pertanto tutti gli scienziati che pongono nella famosa equazione E=mc^2 il valore della c^2 per come esso è osservato "nel relativo", non ne stanno - come credono - ottenendo il valore "assoluto", ma solo quello "relativo al tempo unitario" della nostra indagine. Chi lo fa (e sono tutti gli scienziati del nostro tempo) non ha ancora capito il rapporto esistente tra la quantità assoluta 10 (riferita a 0, e quindi di per sé indeterminata) e quella unitaria 9/1 esistente nel suo ambito assoluto, come il suo riferimento unitario. Si osserva benissimo come la relazione 9/1 sia unitaria e relativa al riferimento assoluto esistente solo come la somma 9 +1, tra lo spazio totale percorso come Energia, dalla massa 1, e la massa 1 che è presente per 1/10 nella quantità assoluta di 10/1 unità. Questa dizione, di "10/1 unità", espressa in matematica, porta a (10/1) x1, tanto che, per semplificazione tra l'1 diviso e l'1 moltiplicato, resta il 10 "indeterminato unitariamente".

Nella nostra opera di RIORDINO, si arriva così a risultati davvero strabilianti, degni veramente - se fosse possibile - di tutta una serie di Nobel in Fisica. Si giunge infatti, limitandoci qui solo alle verità della fisica, a:

definire in modo assoluto la Relatività Generale di Einstein,

definire che cosa ci sia, di assolutamente uguale, tra le 7 dimensioni differenti del S.I. (sistema Internazionale dei pesi e delle misurazioni);

dimostrare con i logaritmi naturali della matematica, che tempo e spazio sono (come sosteneva Kant, senza saperlo dimostrare) solo "categorie" della percezione umana. 

dimostrare con la matematica che la massa dell'elettrone deriva dal calcolo virtuale della nostra mente.

dimostrare con la matematica come Pi greco (ottenuto per divisione tra la circonferenza e il diametro aventi le stesse dimensioni), porti al puro "appiattimento" di quanto, nella sua interezza, vale esattamente i 360 gradi dell'angolo giro, angolo che è nuovamente vigente in questo suo numero, allorché sono reintrodotte (nelle loro quantità "assolute") tutte le dimensioni tolte di mezzo in Pi greco grazie alla loro unificazione.

dimostrare il vero valore delle quantità assolute nella Fisica; le quali sono osservate ridotte, nel relativo del riferimento unitario, quando sono espresse mediante i rapporti unitari anziché quelli assoluti.