Le quantita' conteggiate in termini di energie gravitazionali non corrispondono alle altre (elettro-magnetiche, forze del campo debole, forze del campo forte). Manca la cosiddetta UNIFICAZIONE.

Per controllare come qualche cosa non torni in fatto di energia gravitazionale, facciamo un esperimento, utilizzando campioni unitari della massa: dm^3 pieni di acqua e pari ad 1 kg cadauno.
La formula di Einstein afferma come l'energia stia alla massa nel rapporto definito dal quadrato della velocita' della luce, c^2.     E/m = c^2.
E' una legge generale che, proprio perche' si riferisce all'energia insita nella massa allorche' essa si annichilisce, descrive esattamente il generale contenuto energetico di una massa, come la sua integrale capacita' di compiere lavoro. Anche quando questo lavoro consiste nell'abbassare di un niente il piano di una bilancia, che, in diretta proporzione, ne riveli il peso.
Dato il valore attuale di c=2,99792458 * 10^8 m s^-1, la formula della Relativita' Generale, numericamente espressa,  vale:
E/m =   8,987551787368 (* 10^16 m^2 s^-2) 
Senza bisogno di addentrarci in calcoli complicati si puo' osservare che le varie misurazioni unitarie dell'energia (conteggiate in J unitari e riferite alla parte evidenziata tra parentesi) non dovrebbero in alcun modo alterare il rapporto numerico 8,98755.../1  espresso da c^2, se il J e' veramente unitario e unitari sono i kg, m, s, che lo definiscono,  anche se posti al quadrato. 
Questo e' un passaggio logico che bisogna capire veramente bene: un numero che sia conteggiato da una unità che sia veramente 1, resta inalterato. 8,98 m sono inevitabilmente 8,98 m... se m e' veramente 1. Ma se noi, in mancanza del metro vero, ne abbiamo costruito uno a memoria (naturalmente sbagliando l'esatta sua misura) e conteggiamo quegli 8,98 m (che sappiamo essere veramente 8,98 m) come 9 volte il nostro metro improvvisato, allora possiamo essere certi di non avere usato (improvvisandolo) un metro veramente esatto. Che poi questa unita' sia semplice, o somma di altre unita', il problema non si sposta per niente: dalla somma di unita' esatte deve risultare una unita' esatta, e questa non deve alterare le quantita' riconosciute esatte, come - nel caso di cui ci stiamo ora occupando - l'8,987551787368/1 espresso dalla c^2.

Vediamo allora di verificare se cio' e' vero con un esempio che utilizzi 1.000 dm^3, campioni di massa, che pesano esattamente 1.000 kg e che - come energia - debbono compiere il lavoro di muovere adeguatamente l'ago di una bilancia, la quale ci segnalera' l'energia gravitazionale, esprimendocela in kg.
Per verificare scrupolosamente proprio quanto e' espresso dal J, che e' uguale a (1 kg m^2) s^-2, disponiamo 100 dm^3 sul piano della bilancia. Noi facciamo cio' nel rispetto di quanto abbiamo evidenziato tra parentesi: 1 kg * m^2, e' dato da 1 kg (1 dm^3 pieno d'acqua) che si moltiplica, si estende per tutto 1 m^2 e diventa i 100 kg contenuti in uno strato che tocca il piano della bilancia per 1 m^2 e che riguarda chilogrammi, quindi per una altezza esatta di 1 dm. 
Abbiamo 100 dm^2 per 1 dm in altezza. Altezza che esprime la linea di azione della attrazione gravitazionale. Essendo essa 1/10 di 1 m possiamo veramente affermare che questo primo strato corrisponde alla unita' della massa riferita ad 1 m, che il Sistema Internazionale dei pesi e delle misurazioni (S.I.) per sue buone ragioni riporta a 1 m di caduta di una forza-peso che occupi 1/10 dell'altezza del metro stesso. 
In quanto poi al fatto che cio' debba durare 1 s, secondo quanto afferma, nella parte evidenziata tra parentesi,  il J=1 kg m^2 *(s^-2), possiamo convenire che se non diamo tempo al piatto della bilancia di abbassarsi - e cio' deve durare almeno 1 s - essa non ci rivelerà in modo adeguato l'energia. Dopodiche' la bilancia si blocca automaticamente su quella misurazione (che segnalerebbe in eterno), essendosi abbassato il piatto esattamente di tanto quanto esso e' stato sollecitato dall'energia che gravita su di essa.
Disponiamo ora, ordinatamente, 9 strati come questo (che ha base 1 m^2 ed altezza 1 dm) sul primo strato poggiato sulla bilancia, a costituire la forma relativa ad 1 m^3 esatto, forma intera dell'unita' del volume avente per lato l'unita' dello spazio, e consideriamo il primo in relazione a questi 9 aggiunti. 
Possiamo affermare che il primo strato poggiato <immediatamente> sul piatto della bilancia, e' veramente rappresentativo dell'unita' della massa (sono tutti dm^2 pieni di acqua). Possiamo affermare che, in relazione al piatto della bilancia, e' una quantita' ad esso <presente>, che si segnala per <contatto diretto> e che puo' sostituire a tutti gli effetti <il tempo> nelle 4 dimensioni del sistema dinamico, proprio per questa <immediatezza> di comunicazione derivante dal <contatto diretto>.
I 9 strati superiori, che non toccano direttamente il piatto della bilancia, segnalano essi pure il loro peso alla bilancia, ma attraverso una comunicazione <indiretta>, che grava come energia sul primo strato, quello definito <di massa>, e che questo trasmette al piano della bilancia, ma soltanto <a mano a mano> che tale segnalazione gli arriva, viaggiando, nel tempo, alla velocita' c. Dunque e' coinvolta intimamente, in questa Energia che si segnala al primo strato di massa,  proprio la velocita' c, e riguarda proprio <piani> di segnalazione, riguarda realmente tanti <piani c^2> che si trasmettono verticalmente a velocita' c.
Possiamo allora chiaramente inserire - e con ottime ragioni - nella equazione di Einstein, il valore di 100 kg (che rappresenta massa) al  posto della m della formula. Abbiamo <perfettamente trasformato> il J in un <modo> di premere, espresso tutto per unita' <conformate> in m, m^2, s, s^2 e kg che hanno <interamente sostituito> la relazione c^2, evidenziandocela <concretamente> come comunicazione di peso. La formula dovrebbe divenire, pertanto, nei numeri:
E = (100 kg) * 8,98...      e il risultato dovrebbe essere esattamente   E = 898,... kg.

Vediamo chiaramente che non e' cosi'. Chi ci informa di cio' e' la bilancia, il cui ago si e' collocato a segnalare 1.000 kg: i 100 <di massa> e i 900 <di energia>.
Se non crediamo alla bilancia controlliamo personalmente e contiamo 900 cubetti di 1 dm^3 tutti pieni di acqua: SONO 900 kg.

Dobbiamo essere allora nella condizione <supposta> prima: che la <verita' indiscutibile> dei 900 kg risulti 898 a causa di unita' convenzionali <improvvisate> e tali da non essere <vere unita'>. Non esiste alternativa possibile: se 900 kg <sono davvero> 900 kg e risultano 898 usando una misurazione in J, questo J non e' una <vera> unita'. Ma poiche' tale unita' e' solo riferita alle unita' <kg>, <m> e <s> essa inevitabilmente trascina un errore contenuto in <kg> oppure <m> oppure <s>.
 
Esiste anche un'altra <unica> possibile alternativa: che sia sbagliata la formula della Relativita' Generale... una volta che abbiamo dimostrato (come abbiamo fatto prima di usarla) che il suo uso e' corretto ed ineccepibile. Ma qui mi si permetta un ATTO DI FEDE, un assoluto ATTO DI FEDE nella genialita' di Einstein: la sua formulazione generale E' ESATTA.
Per cui, su questa basilare preliminare convinzione, indagheremo per accertare se le UNITA' espresse dal S.I. siano o non siano <vere> unita'. Solo nell'ipotesi che dall'indagine risulti che esse <siano davvero> esatte unita' passeremo a mettere in dubbio la Relativita' Generale affermata esatta da Einstein, e al cui genio profondamente crediamo al punto da accettare per esatto, tutto quanto cosi' ci abbia affermato: E=mc^2.
 
Puo' darsi che l'UNIFICAZIONE della fisica sia impossibile proprio per questa mancanza di <vera unita'> contenuta nelle unita' della fisica, e tale che quando si considera una entita' espressa nella linea di caduta (come nell'esempio da noi fatto) le risultanze <gravitazionali> discordino da quelle <elettromagnetiche> che veicolano i dati gravitazionali. E' l'esatta discordanza che abbiamo posta in luce proprio nel nostro esempio della pesatura di 1 m^3 pieno di acqua. La forza gravitazionale indica 1.000 mentre le forze relative alle energie elettromagnetiche conducono a 989, 7551787368.
Sia ben chiara una cosa, allora: noi stiamo tentando di UNIFICARE LA FISICA, se - cercando, trovando e correggendo un errore nelle unita' di misura - facciamo in modo che il conteggio, fatto nel nostro esempio, TORNI  PERFETTAMENTE.

	Si e' voluto sottolineare cio' perche' l'Unificazione nella fisica e' un fatto GRANDIOSO, degno di ogni attenzione, e che e' in sostanza proprio quello a cui noi ci stiamo accingendo. E - perche' fin da ora si conosca l'esito di questa ricerca, al fine di stare molto attenti a questa importantissima trattazione - anticipiamo che essa ha avuto esito favorevole e che la fisica e' stata davvero unificata.