Esame e verifica della definizione di 1 s, unita' del tempo, in relazione a 1 m e 1 kg.

A questo punto, chiarito come la velocita' c debba essere espressa a numeri 3/1, e che - come tale - debba essere una velocita' di volume, si ha l'idea di fare una verifica che utilizzi i valori corretti, sia di m che di kg, per controllare se il minuto secondo sia coerente:
con questi nuovi valori,
con i vecchi,
oppure con nessuno dei due.

Convinto io che la c esprima 3 m^3/s, letti come 3 m/s solo nella dimensione lineare di ogni singolo lato componente, decidiamo - per verificare la fondatezza o meno della mia convinzione - di configurare un volume che espanda in linea 3 m^3 ogni minuto s.
L'espansione riguarda la luce emessa centrifugamente da una sorgente puntiforme. E' dunque una espansione bilaterale, per cui il lato complesso generato e di 6 m, e rimanda ad un volume schematico (quello cubico usato a misurare la forma sferica). Volume che e' di (m 6)^3 = 216 m^3.
Ora facciamo entrare in campo l'unita' della massa, il dm^3. Perche'? Perche' questo volume indica lo spostamento delle masse. A noi interessa una compatibilita' tra m ed s, riferita espressamente al valore occupato dalla masse. Dunque scomponiamo i 216 m^3 in 216.000 dm^3, trasformando cosi' tutto lo spazio <vuoto> in spazio interamente occupato dalle masse..
Se allineiamo, perfettamente accostati, tutti questi dm^3, abbiamo 216.000 dm = 21.600 m di lunghezza, per un fronte di avanzamento che e' il dm^2, fronte dell'unita' della massa. Perche' questo allineamento? Perche', avendo supposto prima una velocita' di flusso di volume, tutta accorpata in forma cubica, ora vogliamo presentarla come e' davvero una massa elementare, unitaria, che avanzi tutta in linea.
Questo quantitativo di masse unitarie corrisponde ad una presenza nel tempo 1. Ma noi sappiamo che la realta' e' costituita da quattro tempi unitari come questo. Il valore intero della realta' a 4 tempi, e' allora 21.600 m *4 = 86.400 m. Sono considerabili come fossero una rappresentanza, fuori scala, dell'equatore terrestre. Fuori scala perche' qui il flusso, relativo alla sezione di 1 dm^2, non e' ancora piccolo come la sezione atomica costituita dall'altezza dell'onda elettrica moltiplicata per l'altezza dell'onda magnetica. Ma non ci importa. Qui stiamo creando un riferimento dimensionato rispetto ad uno standard di valori che siano tutti ben coordinati tra loro e che siano alla nostra grandezza e non a quella dell'atomo.
Quello di importante che abbiamo ottenuto e' questa circonferenza corrispondente a 864 m^3 di volume, che si sono disposti tutti con un fronte di avanzamento che sia quel dm^2, superficie del dm^3 e fronte dell'avanzamento rotatorio di tutto il cerchio.
La sua lunghezza e' di m 86.400...
Se anche la durata di un giorno e conteggiata in s, e' di 86.400 s, abbiamo il perfetto allineamento tra m e s, compatibilmente alla dimensione occupata dalla massa unitaria.
E' proprio cosi'. Un giorno terrestre e' costituito esattamente di 86.400 s.

Ne risulta che - per l'eccezionale capacita' degli astronomi - l'unita' del tempo adottata e' proprio questa.

Ne risultano 3 conseguenze:
Avevo ragione a supporre che 3/1 rappresentasse una velocita' di flusso, 3 m^3/s.
Il secondo verifica quella velocita' 3/1 che sia cosi' espressa dalla c.
Una c=2,99792458*10^8 m s^-1 porterebbe non a 86.400 m=s ma a 86.220,80...m contro 86.400 s e non potremmo mai porre 86.220,80../86.400 m/s come una UNITA'.

Questo che abbiamo appena considerato e' una <indiscutibile PROVA> che esiste una perfetta parita' tra m e s, compatibilmente alla massa riferita ad 1/10 di m, <solo se la c e' esattamente pari a 3 m/s>, velocita' di generazione del volume.


Quando noi <presentiamo> tutto questo contenuto di volume (3 m^3/s) su una sola linea, essa si velocizza a causa di una <strozzatura assunta dalla sezione elettromagnetica>.
Il fronte dell'onda elettromagnetica (pari alla sezione dell'avanzamento) si conforma in modo che da 1 m^2 la sezione si riduce a 10^-8 m^2.
Infatti non abbiamo un'onda astratta, ma concreta, dotata di un fronte di avanzamento.
Quando calcoliamo il volume generato in 1 s da questa onda reale, esso e' dato da:
10^-8 m^2 * 3 * 10^8 m = 3 m^3/s.

La c rappresenta l'intero volume, tutto velocizzato in profondita' in quanto la strozzatura frontale e' a livello di grandezza atomica. Si tratta di un'onda complessa, cubica, pari a 10^6 Angstrom (che con l'indice 6 rappresenta le 6 componenti dello spazio rappresentativo complesso.... quello che gia' avevamo trovato con riferimento al 1446, ricordate?). Infatti la dimensione atomica dell'Angstrom, riferita ad m, e' data da 10^-10 m.
Premesso cio', 10^-4 m (lato ideale dell'area 10^-8) vale 10^6 Angstrom.
Tutti valori rispettosamente allineati, per cui l'onda (per di piu' <complessa>) ottenuta su questa base 6, diventa di un 12 il cui fronte di avanzamento e' 12*12=144 e riandiamo al valore gia' osservato in precedenza. Quel valore che letto nella durata intera, 10, del tempo 1/10, diventa 1440 e, sommato al 6 (somme che rimandano ai prodotti delle potenze espresse nella potenzialita' del conteggio decimale) portano a quel 1446 che gia' abbiam visto come il numero dell'onda intera e complessa.

La strozzatura della nostra realta' si propone proprio, idealmente, in linea frontale, come 10^-4. E si capisce con cio' anche in che modo quantitativo, noi si sia in una realta' a 4 dimensioni .