La costante dell' UNITA' DELLA MASSA ATOMICA (u.m.a.,).
Prima di affrontare la questione bisogna ben puntualizzare alcune
fondamentali PREMESSE.
1) L'unità di misura dello spazio di volume, secondo il S.I., è
il m^3. L'unità di misura della massa unitaria, secondo il S.I.,
è data da 1 dm^3 (pieno d'acqua) chiamato 1 kg e considerato 1
kg-massa. Il che significa che l'identificazione spaziale di una
massa unitaria, che si segnali in linea di caduta gravitazionale,
è riferita dal S.I. a 1/10 dello spazio unitario espresso su
tale linea. Se cio' vale per l'unita', vale per qualsiasi altra
grandezza, multipla o sottomultipla: la massa e' sempre
rappresentata da 1/10 dello spazio, secondo la linea di caduta
gravitazionale. Cio' significa che quando troveremo l'indicazione
10^n questa ricorre allo spazio 10 per quantificare la massa 1^n.
2) Bisogna chiarire bene il concetto di <isotropia>. Quando
una massa risulta simultaneamente grande 1, a 6 osservatori
distinti che, collocati sugli assi cartesiani xyz, osservano la
stessa massa 1 collocata all'intersezione degli assi, cio' accade
perche' ciascuno di essi percepisce 1/6 della massa.
L'informazione del dato 1/6, per giungere a ciascuno dei 6
osservatori, supera sempre, e in linea-tempo, una distanza
lineare, anche quando si tratta di un dato <di massa>.
(Vedremo a tempo debito che cio' e' vero perche' tempo=massa)
Se cio' non basta a capire questo tempo-massa 1/6, si rimanda
alla percezione del moto delle masse nel tempo che noi abbiamo,
per valori sessagesimi, riscontrata dagli stessi astronomi.
Se cio' ancora non basta e si vuole intendere perche' avvenga
cio' che e' stato evidenziato dagli astronomi (ma il discorso si
fa piu' difficile...), occorre conoscere che 1/60 e' il prodotto
tra quanto ruoti per 1/6 (nel fronte di avanzamento) e trasli per
1/10 (avanzando verso il soggetto dalla profondita' intera del
ciclo 10, costituito da 10 <durate>, ciascuna pari al tempo
1/10).
Il valore <cubico> 1/6, si <spiana> in quello dato
dal prodotto <1/3 * 1/3>, e, cosi' facendo, si
<realizza>, moltiplicandosi per 4/4 e divenendo <ore>
4/24. La realta' 1, terrestre, diventa a questo punto <1
ora> delle 4 della frazione 4/24.
Si <spiana davvero>. Il prodotto 1/3 * 1/3 si riduce al
solo semiasse +x (sui 3 della terna xyz) che moltiplica il solo
semiasse +y (sui 3 della stessa terna, ma ruotata di 90°, cosi'
come lo e' y rispetto ad x): ne risulta un'area xy, in cui il
diedro retto a semiassi +x+y e' 1/4 del piano xy.
Cosi' la frazione 1/6 si ripropone come 1/4 (e affida alle due
componenti allineate -z+z la funzione di asse z: di una rotazione
del piano xy perpendicolare a tale asse z, piano xy descritto da
4 semiassi; rotazione intera che avviene esattamente per ore
ventiquattresime del giorno). Ogni 1/4 del piano xy e' divenuto 1
ora, delle 4 ore complessive del piano.
Queste 4 ore, essendo 4/24 =1/6 ripropongono su base <piatta
4> il tempo <1/4 di 4> pari ad 1 ora. Scendere cosi' da
1/6 a 1/4 significa passare dai 60 s di 1 minuto primo e dai 60
primi di 1 ora (cioe' dai due tempi sessagesimi), ad 1 ora,
divenuta tempo 1/24. Alla base di cio', pero', esiste sempre il
rapporto 1/6, solo che esso si e' evoluto in 4/24, e l'ora e'
cosi' divenuta l'unita' della quadridimensione reale terrestre,
fatta nel suo intero da 4 ore. Il tempo, pero', anche se espresso
per ore, procede sempre al ritmo di 1/6.
Per non complicarci eccessivamente la vita, si consideri
semplicemente che l'informazione si divida in modo uguale e
distinto tra i 6 possibili uguali e distinti osservatori,
ciascuno dei quali percepisca sempre per tempi 1/6 perche' in
questo modo avanza il tempo di ogni singola differenziata
percezione (le differenze esattamente scomposte sono 6 e quindi
ciascuna deve essere coerente a tutto l'insieme, che e',
indiscutibilmente, di 6/6).
3) Bisogna chiarire bene i concetti di <inviluppo> e
<sviluppo>.
E' <sviluppo> una massa 6/6 che sia tutta orientata secondo
una sola linea gravitazionale, che allinea tutti e 6 i sesti in
una percezione unica della massa intera, pari a 6 unita'
(ciascuna 1/6).
E' <inviluppo> quello in cui la massa 6/6 e' disposta in
modo isotropo per l'assenza di orientamenti sommari. Cosi' e'
disposta sulle 6 linee diverse di una possibile informazione,
quindi come un valore intrinseco e tutto accorpato in un dm^6.
Questo e' dato da dm^3*dm^3, il primo orientato come la terna
+x+y+z e il secondo come la terna -x-y-z. E' insomma sempre e
solo 1 dm^3, come <inviluppo> delle singole 6 facce,
ciascuna trascinata verso la faccia contrapposta. Da tale
<inviluppo> deriva una tale isotropia che i 6 diversi
osservatori possibili percepiscano sempre dati identici e tutti
coerenti tra loro, di spazio-tempo-massa.
PASSIAMO, finalmente, a determinare l'unita' della massa atomica.
Prendiamo 1 m^3 tutto pieno dell'acqua giusta: esso pesa, in
conseguenza di cio', esattamente 1.000 kg. Allora la massa
segnalata, per gravitazione, verso il centro della Terra è 1/10
di 1.000 kg: sono 100 kg-massa. Questo si puo' affermare -
ripeto, anche se non occorrerebbe piu' farlo - proprio avendo
considerata la relazione che il S.I. pone in essere tra la massa
unitaria e lo spazio unitario.
Nella condizione - generica - in cui NON vi sia un centro di
gravità che orienti, <sviluppi> questa massa tutta in un
unico verso, i 100 kg non cessano indubbiamente di costituire la
massa. Semplicemente i 100 kg si <disorientano>, cioe' si
distribuiscono in un modo isotropo, che e' uguale sulle 6 facce
di uno schema rappresentativo cubico.
La scomposizione riferita ad un modello cartesiano e' perfetta:
quanto è scomposto su un asse (x, y o z) non lo e' su nessun
altro. Quindi e' un vero assetto isotropo, una scomposizione per
valori tutti uguali tra loro e distinti per direzioni
sommariamente diverse, tre perpendicolari tra loro, di cui 3 a
verso negativo e 3 a verso positivo. 6 osservatori distinti -
ripeto, anche se non occorrerebbe piu' farlo -, che osservassero
il cubo collocato in mezzo a loro, al centro delle terne
cartesiane xyz su cui essi osservatori sono collocati, ciascuno
addetto alla misurazione della massa, rileverebbe ciascuno 1/6
della quantita', rilevazione che e' sempre un movimento
effettuato nel tempo, che sempre ha superato un percorso diretto
tra l'oggetto da misurare e il soggetto osservatore. L'insieme
delle 6 osservazioni sommariamente diverse possibili, ciascuna
che rileva 1/6, determina 6/6, l'intera massa.
Dunque nello stato di quiete (fuori di un campo gravitazionale
che orienti tutta la massa secondo le linee di flusso del campo),
essa e' in equilibrio, cioe' orientata in 6 modi tra loro
perfettamente contrapposti. Su ciascuno dei quali i 100 kg-massa
incidono per il valore derivante dal conteggio:
kg 100/6 = 16,6666.... Kg
Per riferire questa segnalazione (espressa per singole
direttrici) all'unità della massa atomica, noi non dobbiamo far
altro che dimensionare in modo opportuno questi 16,6666... kg.
Con questo valore, infatti, essi sono riferiti alla grandezza
unitaria del modello standard del S.I.. Debbono invece assumere
la grandezza unitaria atomica chiamata 1 Angstrom.
1 Angstrom, riferito al campione del S.I. (1 m), vale: 10^-10 m.
Un cubo, che abbia per lato spaziale non 1 bensi' 10 Angstrom,
affida allo spazio (come il solito) la rappresentanza di 1
<massa>, la affida precisamente a 10 <spazi>. Quindi
10 Angstrom rappresentano 1 <massa atomica>.
Dobbiamo considerare che nella generazione (solo a verso
positivo) di un volume, ogni componente (+1x +1y +1z) e' un
caratteristico vettore di velocita', che conferisce al volume le
sue specifiche caratteristiche.
Tre differenti specifiche composizioni dello stesso cubo lo
rendono, da entita' vettoriale, un'entita' scalare, un
<inviluppo> tale da possedere tutte e tre le
caratteristiche (spazio, durata del tempo, massa) in modo
isotropo.
Se disaggreghiamo questa isotropia e la orientiamo tutta su una
sola linea a verso +z (e che e' somma di +x+y+z), la triplice
sovrapposizione (l' <inviluppo>) e' scisso nello
<sviluppo> di 3 cubi unitari, perfettamente accostati, in
cui il volume Angstrom 10^3 e' soppiantato dalla lunghezza di
Angstrom 10^3 che - come si vede - non altera minimamente la
quantita', conferendole unicamente una diversa interpretazione
formale.
Insomma, regola generale: l'<inviluppo>, in un cubo grande
10^3, corrisponde esattamente allo <sviluppo> lineare pari
a 10^3. Possiamo disattendere la forma e presentare la cubatura
come meglio ci aggrada, perche' l'essenza e' la quantita' 10^3 e
non la forma che essa assume.
Angstrom 10^3 sono m 10^-7. Questo valore (m 10^-7) esprime i
gradi di liberta' posseduti dai 3 cubi unitari atomici (cosi' di
per se stessi <vincolati> nel loro <spazio>: 10^3
Angstrom da cui la <massa atomica> di 1 Angstrom cubico).
Essi, perfettamente affiancati, sono poi liberi di spostarsi
(tutti e 3 assieme ed in linea) nel metro, unita' di riferimento
dello spazio lineare secondo il S.I.
Questi gradi di liberta', nel mentre sono gradi di liberta', nel
contempo vincolano anche, <dimensionano> il soggetto-massa
che e' libero. Soggetto-massa che e' precisamente costituito
dalla quantita' di presenza unitaria atomica che e' liberamente
<sviluppata> su una sola linea. Insomma una massa unitaria
atomica, quantificata doverosamente su una sola linea di moto, e
grande m 10^-7.
Tutta la realta' spazio-temporale e' costituita da 4 linee
dimensionali come questa appena vista, perciò il vincolo
complessivo, reale, e' dato da m (10^-7)^4 = m 10^-28.
Giacche' i <m 10>, base di questa potenza, configurano la
dimensione <massa unitaria atomica>, possiamo scrivere che
abbiamo <kg 100/6> (in unita' S.I.) a grandezza
<reale> di 1 u.m.a. (=m 10^-28), quindi *10^-28. Da cui la
formula conclusiva dell'Unita' della massa atomica (u.m.a.):
kg 100/6 * 10^-28,
16,6666.....*10^-28 kg.
A dimostrazione di come metro e kg siano <quasi> valori che
corrispondono esattamente a questo schema modulato per numeri
esatti di dimensioni (ciascuna 1), oggi 1 u.m.a. è conteggiato
essere 16,6056 anziché 16,66666... .*10^-28 kg.