La COSTANTE DI PLANCK.

Quando la massa (ormai sappiamo che, misurata in m^3 pieni della giusta acqua, pesa kg 100), è fatta girare o traslare interamente, se ruota entrano in gioco i 4 semiassi del piano della rotazione (ciascuno di 1 m), se trasla entrano in gioco i 4, identici, del piano (che trasla in modo parallelo e secondo l'asse ad esso normale). Sono sempre 4 m sui 6 spazi complessivi (cioe' *1/6, tempo, 1/s, l'inverso della <durata 1 s>) che descrivono interamente per parametri l'oggetto, schematizzato in modo perfettamente cubico e a valori complessi (3 positivi e 3 negativi).

Occorre qui una precisazione, molto importante, di tipo dimensionale. Il <tempo> e' esclusivamente una porzione dell'intero, esprime di per se stesso una pura quantita' dell'intero. Non e' pertanto un valore s, ma 1/s, ove s e' una <durata>. Infatti s e' una <estensione>, mentre il <tempo> e' una quantita' <concentrata>, avente nella profondita' (di una percezione soggettiva, dell'osservatore) lo stesso valore 1/10 dello spazio, che ha la massa. Come il ciclo intero 10 e' <spazio>, allo stesso modo il ciclo intero 10 e' <durata> 10 del tempo 1/10. Cosi' 1/6, combinandosi con 1/10, porta alla quantita' sessagesimale del tempo Questa precisazione e' necessaria a capire perche' 1/6 sia, dimensionalmente - come ho affermato - 1/s e non s/1. La velocita' c, pari a m*<1/s> esprime questa relazione inversa. Tutte le <interazioni> in natura, sono sempre prodotti. Quella espressa dalla c e' spazio^1 * tempo^-1, in cui <tempo^1> = 1/s.

Tornando alla costante di Planck, sia una rotazione, sia una traslazione (sia la roto-traslazione che le coinvolga entrambe) vale sempre 4 spostamenti sui 6 parametri: quindi 4 m / (6 s), applicando le unita' del S.I..
Considerando che la massa è energia, i kg 100 (energia gravitazionale), che si muovono per 4 m / (6 s), determinano il valore numerico della costante di Planck:
4 m *100 kg / (6 s) =66,66666...kg m s^-1, valore costante anche dell'energia gravitazionale che, per divenire <peso>, deve moltiplicarsi per <m>^2 * r^-2 ( il rapporto tra due masse <m> che si attraggono moltiplicandosi, moltiplicato per l'inverso del quadrato della loro distanza).

Per dare dimensioni di grandezza specifica a questi 66,666... kg m s^-1 (conteggiati in unita' del S.I.), dobbiamo riferirci all'atomo, che è dimensionato spazialmente (come abbiamo gia' visto occupandoci dell'unita' della massa atomica) in 10^-7 m, nel suo volume <sviluppato>, espresso tutto su una sola linea (a m 10^-7 corrisponde infatti Angstrom 10^3, volume atomico, disposto come lo <sviluppo> di tre cubi affiancati e tutti allineati nel dato, unificato, della massa tutta orientata su una sola linea). A proposito di <sviluppo> e <inviluppo>, esaurienti informazioni sono state gia' date nel punto che riguarda l'unita' della massa atomica. Se non e' stato sufficiente il semplice richiamo, si approfondiscano i concetti andandoli a rileggere cola'.

Qui, nella costante di Planck, non dobbiamo considerare più la sola <realtà> a 4 dimensioni. Perche' abbiamo energia di movimento rispetto ad una realta' ferma. La <realta'> spazio-temporale, cosi' come descritta dai 3 parametri spaziali e dal parametro temporale, è una semplice <ubicazione>, che colloca, definisce stabilmente, nello spazio-tempo, la posizione occupata da un volume in questione. Invece nella costante di Planck questo volume <si muove>.
Il movimento intero di questa <presenza di spazio> si ha quando il cubo-presente poi avanza e si sposta di un valore esatto 1 che corrisponda al suo lato spazio-temporale 1.
Quindi una realta' che sia <in movimento unitario> passa da un esponente 4 ad uno che e' 4+1=5.
Ecco allora che la grandezza del volume atomico in movimento, espresso dalla costante di Planck, diventa i m (10^-7)^4 della realta' libera moltiplicati per i (10^-7)^1 dell'intero movimento libero stesso. Detto piu' semplicemente diventa (10^-7)^5 = m 10^-35. Un valore che <vincola> la presenza, di massa, del corpo che ruota o trasla rispetto all'ambiente (considerato un fermo riferimento). Si perviene così al numero che esprime, come una formula, la Costante di Planck :
4 m * 100 kg / (6 s) * m 10^-35...
4 * 100/6 * 10^-35 kg m^2 * s^-1. Tenendo presente che J = 1 kg m^2 s^-2, abbiamo:
4 * 100/6 *10^-35 J s, un J che non moltiplica un <tempo> ma si estende per una sua <durata>.
66,666...* 10^-35 J s

Oggi e' 66,26176 * 10^-35 J s, in m e kg <quasi perfetti>.