La costante MASSA DEL NEUTRONE.

È una durata intera, piena (la massa e' tempo, lo vedremo), e riguarda il tempo 1/4, in cui c'è la presenza del solo cubetto +1x+1y+1z tutto a parametri positivi, sui 4 quadranti retti che costituiscono il quadro di insieme costruito sui 4 semiassi del piano xy per una altezza +1z.
Giacché l'energia di spostamento della massa della particella è data dalla sua massa moltiplicata per la costante di Planck e per le quattro dimensioni della realtà poste come indice della base 10 a cui sono numericamente riferite (0,00054*66,666...*10^4=360°) questo 360° è il valore intero dell'energia reale, per cui un suo 1/4 vale proprio l'energia relativa alla rotazione di 90°.
90 è insomma l'energia di 1.000 elettroni, espressa in unità J applicate per 1/4 di s di durata.

Il soggetto elementare della percezione è l'onda elettromagnetica, che conteggia l'esponente 90 come 3*3*10 (il fronte elettromagnetico 3*3, che si realizza alla velocita' 3/1). Questo fronte e' conteggiato in base al ciclo 10 spazio-temporale del suo muoversi (1 movimento, tempo, tra i 4 spazi esistenti tra 2 poli elettrici e 2 magnetici. Il tutto ripetuto due volte per l'invertirsi dei segni dei poli e del verso del flusso. In complesso un ciclo intero, 10, della misurazione relativa al soggetto-onda): 10^90. Il 90, di per se' solo non significa nulla: e' 90/1, e sono (sia 90 che 1) indici del 10. Percio':
10^90 *10^-1 = 10^89
quantifica soggettivamente il 90 in base al suo tempo unitario 10^-1, ottenendo 10^89.
Questo indice va visto alla dimensione reale (indice 4) negativa in quanto esprime un vincolo: m 10^-4=0,0001. Tale dimensione e' riferita alla grandezza unitaria dell'atomo (Angstrom). Pertanto:
(10^89)^0,00001=10^0,0089 Angstrom.
Definita le reale grandezza in fatto di <tempo unitario>, di dimensione quantitativa percepita a distanza, ora il soggetto la indaga in termini di <spazio unitario>:
10^1*10^0,00089 = 10^1,0089,
il che ripristina l'esattezza delle cose: prima il soggetto aveva moltiplicato per 10^-1, cioe' per 1/10, ora moltiplica per 10. La moltiplicazione di un <tempo-massa> per uno spazio ripristina l'unita e, contemporaneamente, con il *10 esprime i valori spaziali resi tutti pieni di massa.
Questo indice 1,0075 e' cosi' misurato, dall'osservatore onda, mediante il ciclo 10, una base che e' unificata nell'indice 1 ed e' una base che non e' piu' importante (e' servita solo come la base quantitativa dell'esponente 1).
Se - per capire meglio - definiamo il m in n. di lunghezze d'onde, questo metro e' l'indice 1 posto su questa base numerica, e poi noi usiamo solo l'indice 1: i metri. Non ci interessa assolutamente conoscere a quante onde corrispondano <n> metri. Cosi' e' anche per il soggetto inda, che sia si avvale del ciclo 10 come di un suo personale metro, composto da 10 alternanze di segno.

L'esponente 1,0075 e' un valore neutro perché il soggetto ondoso stesso ha, per singolo suo riferimento di massa, la particella elettrone. E questi, facendosi 1 nell'esponente, si porta sostanzialmente sul centro dell'atomo, sul nucleo, e valuta se stesso da intero, non piu' da particella, neutralizzando con cio' la carica negativa che lo è (negativa) solo allorche' essa particella e' decentrata, nella periferia dell'atomo (e appunto per questo cola' e' particella). Quando essa e' riportata sul nucleo diventa 1 u.m.a. e neutralizza con cio' la sua carica negativa.
Elettrone e neutrone sono nello stesso settore di un angolo retto (occupato dall'onda) di cui il neutrone e' il vertice. E' vero anche che, quando una carica negativa ne osserva un'altra che di per sé è altrettanto negativa, la riscopre <neutra>, identica a sé. Cio' spiegherebbe perche' neutrone e protone poi si attraggano (costituiscono una doppia antitetica immagine di quel centro). Un nucleone, contenuto nell'angolo retto (e in quanto a cio' neutrone), ed uno esterno (ma sempre sullo stesso piano frontale, e in quanto a cio' protone). E ciascuno di essi e' piu' che 1 per contenuti <visti interni> che sono di fatto <di per se' esterni>. Essi sono valutati cosi' (interni) per la prospettiva di una realta' che cosi' appare a causa della distanza 10^2, la quale, nel quadrato del suo valore inverso (10^-4), trasforma una porzione di spazio estesa di ben 89°, e tutta relativa al neutrone (che fa da vertice di quell'angolo), in una concentrazione di massa, dai contenuti di presenza, che vale 0,0089.

Abbiamo a che fare con riferimenti ad <1 u.m.a.> perché il prodotto di 89 per 10^-4 riferisce allo spazio di <10> Angstrom la quantità 89, il cui decimo (di <10>*8,9) e l'unita' della massa atomica corrispondente, pertanto, ad 1 Angstrom tutto pieno di massa.