La costante MASSA DEL PROTONE.

Succede qui lo stesso che nel caso appena visto: l' <osservatore> è l'onda elettromagnetica gia' vista occupare 1/4 del volume frontale, che, a sua volta, e' meta' di tutto il volume.
L'esterno a 1/4 e' dato da 3/4 (sempre parte dei 4/4 del semi-volume definito dal piano frontale all'osservatore esterno e dalla componente +z rivolta verso di lui).
Qui di fatto abbiamo due osservatori: uno sintetico (e siamo noi, nella sintesi costituita dal nostro <io>) e l'altro elementare, complesso (elettro-magnetico, meta' onda e meta' particella), che gli riporta i dati, dall'interno dell'atomo.
Anche qui 3/4 costituisce un valore grande, esterno al vertice dell'angolo in cui sarà collocata la massa del protone. Ma anche qui, questi 3/4 (tutta l'estensione spaziale riferita alle 4 dimensioni percepibili della realta') diverranno un valore osservato in prospettiva di grandezza, per la distanza in essere tra l'osservatore ondoso e il campo contrapposto. Poi l'unita' vera non e' l'1 di massa (del dm), ma le 10 masse (contenute in 1 m), per cui l'area frontale in cui giace l'osservatore si imposta su un lato che e' dato dalla differenza assoluta che intercorre tra 1/10 e 10, differenza che e' 100. Per cui l'area 10*10=100 ha lati che corrispondono ad accelerazioni, e diventa 10^4, il cui tempo unitario e' 10^-4. L'area 10^4 e' pero' osservata solo nel suo indice dimezzato, solo materiale, che scompone l'accelerazione in semplice velocita', per cui appare solo il fronte reale 10^2, contro una profondita' avente lo stesso numero.
Sono cosi' 100*3/4=75, osservati a distanza intera 100 e quindi percepibili (come tutta l'energia elettromagnetica) nel valore inverso del quadrato della distanza, cioè pari a 10^-4.
Così 75, moltiplicato per 10^-4, diventa 0,0075.
Questo numero è sempre un indice della sola lettura spaziale effettuata dal soggetto, che, moltiplicata *10, coinvolge poi le 10 masse unitarie presenti nello spazio unitario, e presenta cosi' questo spazio come uno che sia interamente pieno di massa. Quindi:
10^1*10^0,0075 = 10^1,0075 .
Valore che, come sempre, essendo una misurazione, e' considerata poi nel solo esponente.
Sono sempre u.m.a. Solo che stavolta sono opposti di segno rispetto al negativo elettrone, tanto da risultare - questo - un nucleone positivo, che è chiamato protone.
Si osservi molto bene: anche qui, ad 1 u.m.a., vera unità di massa, e' associato, come contenuto <INTERNO>, un contenuto che di per se solo e' <ESTERNO>.
E' in atto una vera prospettiva della grandezza apparente, apparente al solito <osservatore> elettromagnetico.