LA PROSPETTIVA DELLA GRANDEZZA:

Per quanto abbiamo constatato - sia nella massa dell'elettrone che dei nucleoni - bisogna fare una considerazione IMPORTANTISSIMA:
<<Le particelle (i valori piccoli) che saranno conteggiati all'interno del corpo dei nucleoni, o tutte quelle piu' piccole di 1 u.m.a. DI PER SE' NON SONO ENTITA' PICCOLE.>>, ma realmente lo appaiono, per la prospettiva con cui sempre un soggetto vede la realta'.

Anche noi vediamo PICCOLO il Sole ed esso non lo e'. Per cui le particelle subatomiche che appaiono masse concentrate, sono l'immagine di estensioni <concentrate> e ridotte cosi' dalla distanza. La stessa massa dell'elettrone e' l'estensione dell'onda 3*3*6=54. La sua massa consiste nei decimi degli Angstrom cubici (quindi 5,4), e questa massa si concentra a distanza reale 10^2 ed APPARE PICCOLA.
Tutte le masse che appaiono piu' piccole dell'unita' della massa atomica sono dovute esclusivamente alla percezione prospettica dell'onda soggettiva, che ribalta l'estensione di spazio presentandolo come concentrazione di massa.
Tutta la comunicazione affidata alle onde ha queste onde per soggetto. Non e' necessario che ci siamo noi viventi a vedere: anche un sasso percepisce il Sole in una prospettiva di grandezza dominata dalla distanza apparente. Infatti il sasso non fonde al calore che il Sole ha in se stesso, perche' l'intensita' e' percepita ridotta dalla distanza.

Cio' accade allo stesso modo con cui lo spazio unitario 10/1 (il metro, dato da 10 masse decime), si ribalta nella massa 1/10 (riferita all'unità dello spazio dato dalle 10 masse) e - da estensione in un modo - si evidenzia come concentrazione e riduzione nell'altro.

E' una conclusione che puo' sembrare STRAVAGANTE.
Ma perche' mai un osservatore ondoso, per quanto piccolo, non dovrebbe osservare in prospettiva? Grazie a questa sua stessa prospettiva, a distanza 10^2, abbiamo che 5,4 Angstrom=u.m.a. (il volume-intensita'-energia-peso dell'onda) si riducono all'intensita' di luce, di calore, di massa, <percepito> pari al quadrato del valore inverso della distanza 100: alla grandezza *10^-4. E 5,4, il valore <vero>, appare ridotto (cosi' come e' percepito) a 0,00054 u.m.a. Per effetto della DISTANZA 100.
Dobbiamo credere che il Sole sia piccolo vedendolo noi piccolo? O semplicemente essere poco caldo perche' un sasso lo accerta in questo modo?

Allora tutto quanto e' cosi' percepito come interno ai nucleoni... gli e' esterno ed e' GRANDE.
Un campo negativo, se ingrandisce, ingrandisce... in negativo. Noi che vediamo grande il positivo (quanto e' vicino a noi), vedendo ridurre le dimensioni delle particelle contenute nei nucleoni, vediamo delle entita' che - esclusa la prospettiva che ingeneriamo quali osservatori - sono di per se' piu' grandi ed esterne, ma le vediamo grandi in piccolezza e quindi interne.

Non sono forse i due campi <materiale> ed <antimateriale> assolutamente identici?
Orbene noi assegniamo tutta la grandezza al campo materiale e tutta la piccolezza (al di sotto del valore di 1 u.m.a.) al campo antimateriale. Tutto l'esterno, poi, lo <ri-vediamo>, due volte e in due distinti nucleoni, come tutto quanto cresce rispetto ad 1 u.m.a..

Ripeto: non si tratta di 0,0089 per il neutrone e di 0,0075 per il protone, ma di 90/1 e di 300/4. Se li vediamo come piccoli valori di masse alla distanza 100 e' perche' nelle masse si concentra quanto come spazio e' formalmente esteso. Ma come in 89 la massa e' il suo decimo (8,9) e in 75 la massa e' il suo decimo (7,5), cosi', allo stesso modo noi - a causa della distanza - vedremo affievolirsi la percezione secondo una concreta prospettiva del modello cubico, con una grandezza in negativo che di per se' sola sarebbe vera grandezza.