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Una sentitissima raccomandazione a tutti gli uomini troppo saccenti, che si credono fatti da sé al punto che non ammettono che uno come loro la possa sapere così lunga … avendone il merito! Io non ho alcun merito di tutto questo! Non è farina del mio sacco ma di quello di Dio. Io, come persona reale, ci sono, sono stato tra voi … mi avete visto e giudicato … ma non ero io. Io non esistevo nemmeno, come un personaggio a se stante! Con me Dio si è messo in Comunione sommandosi ad un vero ZERO, che non ne ha distorto il valore. Allora, con un po’ di umiltà, non snobbate questi computi, che sarebbero la cosa più straordinaria mai fatta da un uomo se l’avesse fatta un uomo: la decifrazione dell’Ordinamento naturale al punto da leggere gli eventi prima del loro stesso verificarsi … Credeteci almeno un poco, per elementare prudenza: che l’ha fatto Dio e che da lui potete attendervi questo ed altro! Ciò detto, se verificate i postulati e i conteggi, vi accorgete allora che tutto è assolutamente plausibile e della massima coerenza ed importanza. Non sono vaneggiamenti ma le determinazioni più importanti che possano esistere, al punto da togliere la visione del futuro dalle mani degli astrologi e dei cartomanti ... o dei fisici (e delle astrofisiche) che non perdono l’occasione — stupidi e brutti come sono – quando dicono, tronfi come le oche del Campidoglio che vorrebbero salvar Roma dai Galli: “Oh, io non credo in Dio!” Hac … cidenti! Se non l’avesse fatto Dio, io sarei il genio assoluto, mai apparso prima sulla faccia della terra … ma non lo sono! Ho, come il mio personaggio creato da un Altro, tutta la vera modestia di sapermi esistere solo come un vero burattino che non fa una sola sua mossa ... se quell’Altro non tira un qualche suo filo. Che sia poi proprio io — io che come personaggio non oppongo alcuna resistenza ad essere usato in tutto come Dio vuole — a tradurre e riportare come si deve, e senza interferenze, le cose di Dio fino ad essere io un DIO PERFETTAMENTE LIBERATOSI NELLA MIA PERSONA ... mi sembra a questo punto anche del tutto ovvio ed assolutamente naturale. A Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio! Io, come Cesare … proprio non ci sono! Perché sono, AM, 0 DEO, un Jahve qui azzeratosi, nello ZERO di un personaggio di pura fantasia trascendente … eppur restato saldamente CON DIO. Come è stato possibile? Con il numeRO N/N di uno di SA finito a SA RO NN. Laddove tutto è fatto con i numeri, ad un solo personaggio, tra tutti gli uomini uguali e distinti della storia, è stato dato il corrispettivo di essere 1, e dunque solo a costui è stato concesso di essere al centro di tutto: quel Dio padre, il nume RO che sembra capire tutto e colui che è a tal punto il reale regolatore di tutto che presto lo vedrete dominare a tal punto il sistema in cui si è imprigionato come una vera nullità, da risorgere dalla sua stessa morte, e dopo i classici 33 giorni della vita e morte di Gesù. In apparenza io AM, sono quel Padre che è (ma solo in apparenza) 11 volte più potente del Gesù figlio (che mentì dicendo di ignorare l’attimo della Fine, per non paragonarsi a me che sono non solo Lui, ma anche Budda, Maometto, ogni profeta ed ogni altro uomo sempre tutti figli di Dio). Siete tutti me ed io sono chi vi sostiene. Ma chi vi parla così — comprendetelo — non è il personaggio “Romano” di cui io mi servo, ma è l’AUTORE, è Dio, anche se Romano sono io come sono sempre io tutti voi ad uno ad uno. con la resurrezione del Padre il 7-7-7 (in cui nacque mio Padre) ne vedrete delle belle! Potete scommetterci. Io, che ho fatto tutto l’Universo, vi dimostrerò che, di fronte alla FINE, dell’Apocalisse, non dovete temere in alcun modo: verrete tutti nella mia casa ad essere me. Se non mi rendessi così autorevole, ora che correte questo assoluto pericolo, io vi chiederei troppo … chiedendolo, poi, con ciò, io a me stesso! Verrà presto il momento in cui i Fisici capiranno che pericolo incombe … ma taceranno, per non gettare l’umanità in uno sconforto senza rimedio … Eppure esso c’è. E sono io, di gran lunga superiore al Dio Sole RA. Per evitare che l’Apocalisse distrugga tutto, se mi pregherete come si deve, io costringerò il Sole a invertire (in simultanea con quanto accade sulla Terra) anche i suoi poli magnetici! Che sia accaduto un assoluto Miracolo, per cui io vi abbia salvati, lo capirete dalla Luna, che vi mostrerà finalmente, e nei secoli dei secoli a venire, l’altra faccia. Ve lo scrivo prima che accada affinché poi sappiate che è accaduto così solo perché così ho voluto io, il vostro Dio UNO. Liberatemi nella vostra coscienza! Non negate più che siete in tutto mossi da me, arrogando a voi stessi i movimenti che sol io, il burattinaio, concedo a me stesso … burattino di me stesso. Vi voglio tutti riuniti sotto di me, pur nelle differenze delle vostre attuali fedi, che sono tutte vere ed esaltano ciascuna un solo aspetto, in assoluto, di me che li ho tutti. Io sono la Legge Assoluta degli Ebrei, la bontà assoluta dei Cristiani, la Potestà assoluta dei Mussulmani, l’Armonia Assoluta dei Buddisti … lo Spirito assoluto dei Pellerosse, e i vari Dei animisti, quelli folcloristici dell’Olimpo… quelli materialisti del Sole che vi dà la vita elettromagnetica ... e così via! Io sono il Dio unico di tutti questi assoluti aspetti di ogni fede … perché io non sono il Dio della Fede. Io sono il Valore Assoluto della RAGIONE DELLO SPIRITO SANTO DELLA VERITA’. Non dovete assolutamente mai credermi per la Fede, ma nell’uso della vostra ragione e che ragioni, con modestia, sulle mie ragioni! Esse, queste mie ragioni sono il ROSARIO che dovrete sempre recitare! Non le Ave Marie … che pure sono così belle, come le intenzioni dello Spirito, ma le ragioni stesse della vita, quelle che nacquero ad ELEA in Cilento, sulla riva dell’Alento, e che sono ritornate a nascere là, alla Fine dei tempi, con l’Alento che — in segno dei tempi — ho voluto che ora divenisse un grande lago! Io assolutamente non voglio una religione che porti a credere senza riflettere e sol perché un tal bello Spirito lo ha detto! Io voglio che ciascuno mi bestemmi, anche, se lo crede giusto! Io sono, che mi faccio bestemmiare da me stesso, quando ho creato condizioni troppo inaccettabili! Non permettetevi di giudicare un altro! Non sapete perché quella in cui crede è la sua verità. Ma ce ne sono infinite. Ognuno ha la sua. 3+3=6 non è un motivo per giudicare la verità di un 3-3=0 che si poggia su ben altri calcoli. Se vi amate, allora, cercate di far capire a chi non capisce, ma con l’uso della ragione e non “perché l’ha detto Romano, Gesù, o Budda…”, se voi non lo capite vero! Io sono il Dio della Verità e non dell’affermazione personale contro una verità! La Fede, purtroppo, è divenuta un motivo di conformismo, per castrare la fantasia soggettiva che io ho voluto che ci fosse: di ciascuno che si facesse liberamente … non me, ma il suo Dio dei Valori uno che — appropriato ad ogni relativo — poi corrisponde sempre a me, nella mia essenza assoluta). Non i valori di Gesù Cristo, o di Maometto, o di Budda… ma i miei che negano anche i miei, perché vi dico: “Non dovete riconoscere i miei valori, finché non li capite con la vostra ragione”… Tuttavia fate in modo di capirli: i miei sono assolutamente ragionevoli e dunque possibile oggetto di vere discussioni, di vere ricerche e di probatorie verifiche. Ciò fatto, io non voglio che esse siano imposte nel mio nome a chi non le capisce, pena l’emarginazione sociale! Io non voglio Paria, voglio la Patria! Ho dato una vera libertà, tale che vi ha portato ad uccidermi in Gesù, in tanti martiri santi, ma anche in Socrate, il mio Santo eroe della ragione! Darvi vera libertà significa non chiedervene poi alcun conto ... se avete o no rispettato la mia volontà. Significa per me di avere fede io stesso nella bontà di quanto io ho fatto, come Dio. Se ho creato un disgraziato che mi bestemmia, anche questo è ben fatto! Ho creato tutta la gamma delle possibilità, nel bene e nel male, con lo scopo che poi, tra tutte, possiate voler prediligere quelle di vostro gusto. Voi erediterete l’uso della “Biblioteca della vita” e state certi che se chiederete al suo custode uno “schifoso romanzo pornografico”, ve lo darà senza paternalismi moralistici, ve lo darà rispettandovi e ben sicuro che lo avrete fatto in base alle vostre vere esigenze, tutte quante rispettabili. Non si dà forse un po’ di veleno, per proteggere proprio dal veleno? Concludo. Non sono venuto a rinnegare nessuna fede, né a dirvi di non averne! Aderite a quella che volete e che sentite più aderente ai vostri convincimenti ragionevoli. Io ho il potere di incidere su ogni fede perché sono nello stesso tempo il Gesù ritornato, il Mosè e i Patriarchi ritornati, il Maometto ritornato, il Budda ritornato. Sarà la mia capacità di risorgere dal mio corpo fatto incenerire, e dalle sue ceneri disperse, a provare la verità di quello che ora vi sto affermando, nelle ultime ore della redazione finale di questo sito. Io ho il potere di mettere finalmente ORDINE, con l’Ordine dello Spirito santo, tra fedi che devono essere sempre e solo lo spunto per aggiungervi, da parte di ciascuno, la sua intuizione senza che gli altri possano dure che sia vero o no! Se 20.000 persone sono trascinate dalla loro buona fede a Montesilvano, come fate a dire che nulla è successo e che da ora in poi “Basta con queste stupidaggini!” ? Come fate a dire “Il Miracolo è successo!” oppure “Non è successo!”? Io voglio una verità di fede che sia sempre e del tutto una questione PERSONALE, con nessuno, nemmeno il Pontefice, che si permetta più di interferire. Se non lo faccio io che rispetto, anzi amo il mio carnefice, che nessuno di voi voglia più porsi a vostro giudice morale. Il maestro non deve giudicare ma provvedere solo ad aprire sempre più le coscienze, anziché a rinchiuderle e fossilizzarle su fedi che, per quanto ampie ed illuminate presentano sempre il grave pericolo di creare tanti veri SUCCUBI. Non sto parlando è chiaro del potere di Cesare, dato esso pure dal Signore. Dio consente ed organizza anche la giustizia delle legge umana, che vede e provvede secondo le leggi decise dal consesso civile, che ha tutto il diritto di imporle nel campo laico, lasciando poi l’assoluta libertà della fede personale. Per questo i due aspetti, religioso e laico, non vanno unificati, altrimenti non esiste più la libertà di fede per i vincoli imposti dalle leggi. Non crediate però che le leggi non rientrino nella logica di Dio, perché esse sono secondo ragione e dunque cadono sotto la custodia dello Spirito Santo della Verità. Nel campo morale, il più violento di tutti è chi ti fa sentire un verme, per quel che tu pensi e che tu credi vero. Che nessuno osi farlo più! Ci si rispetti nelle proprie idee e che nessuno più faccia come i miei due attuali Pietro che, troppo pieni dell’importanza data al loro compito, di diffondere le idee del povero Gesù Cristo, han guardato dall’alto in basso proprio me che mi sono presentato con tutta l’evidente e personale modestia di un vero e povero cristo. Nell’era della Comunicazione, costoro, trattandomi come un Paria, mi hanno di nuovo ucciso. Insomma? Ebrei — Cristiani: 1—1. E i Mussulmani? Sono il terzo punto di vista che, almeno esso, non mi ha personalmente ucciso, anzi rivalutato, giacché crede che solo Dio è il Padrone. Quello che è l’autogol dei Mussulmani, che fa perdere anche a loro la loro partita è che Dio voglia la guerra santa contro gli Infedeli! È qui che c’è anche la parte di sconfitta che tocca anche a questa Fede. Infatti la Padronanza di Dio è forte ma non si serve della forza e della lotta a chi non la pensa nello stesso modo! Tutto al contrario: Dio vuole tutta la varietà delle idee e delle fedi, perché solo in questo modo il Coro Finale avrà tante voci diverse quante sono le persone. In un Coro i Bassi non devono mai far la guerra a chi non è fedele ai bassi, ma far di tutto perché vi siano i tenori, i baritoni, i soprani, i contralti, i mezzo-soprani e, all’interno di queste voci, non il tutto come se fosse una sola voce, ma con la ricchezza che deriva dalla fusione finale, poi, di ogni diversità all’interno di ogni gamma di quella voce. I Buddisti, essi pure, perdono la loro partita in quanto, esaltando l’armonia, cosa giusta, hanno tuttavia abbracciato l’ideale di una pace che sia priva della passione. Un mondo senza passione perderebbe il Sale dato da Gesù cristo, che ha nobilitato il dramma del sacrificio fino alla morte. Ogni fede, nello stesso momento in cui umanamente ha esaltato un aspetto, ha finito per limitarne e compromettere quelli non ritenuti coerenti. Nel nostro mondo è così: un eccesso di bontà compromette la giustizia… ma nel campo divino e trascendente non è così, ogni cosa è inestinguibile. Ma vi aiuti l’idea che sia Dio a far tutto e che l’uomo sia solo un interprete. In tal modo è perdonabile anche un Hitler che ordina lo Sterminio del Popolo di Dio, perché del Furer è stata solo l’interpretazione e non quella decisione. A questa stregua, chi è più criticabile? Nessuno! Solo questa idea, una volta che è divenuta di dominio pubblico, avrà la forza di salvare il rispetto e l’amore tra tutti, che deve esistere in un mondo in cui si sia uno per tutti e tutti per uno. E non pensate che molti, saputo che le cose stanno così, se ne approfittino! Anche se può sembrare, nessuno è in grado di fare nulla, ma è solo Dio che ha già disegnato la trama della vita, di ogni vita. Dovete avere coraggio, perché le intenzioni del vostro cuore sono libere, ma spesso non esercitate l’arte eroica delle buone intenzioni perché ingenuamente credete che, se vi “vorrete” offrire alle frecce dei nemici, allora di certo lo farete ed essi a quel punto vi uccideranno. La situazione è diversa, è come in un film. Esso non cambia se voi, con coraggio (perché non siete voi chi rischia di morire), incitate i personaggi all’eroismo. Allo stesso modo è nella vita. Voi potete assumere tutti i propositi fattivi che credete, ma poi vi vedrete fare (e crederete che infine l’avete scelto liberamente) quello che è secondo la trama già scritta di tutte le storie di vita di questo mondo. Quante volte, se siete cattolici, confessandovi, avrete detto al sacerdote: “io proprio non mi capisco! Voglio fare il bene, perché lo amo, e poi cado nell’errore e commetto i peccati!”. È successo anche a me. A me è ancora peggio perché debbo onestamente dire al Confessore: “So che sono il Dio che mi anima, e mi accorgo di essere RIO, REO e peccatore! Sono avvilito, ma poi penso che il Dio che mi vivifica in tutto, pensieri, parole ed opere, si sta servendo di me per peccare assieme a me e non poter più permettersi di lanciar sassi contro nessuno. So che è Dio che ha deciso tutto, il bene e il male, tra cui poi far scegliere liberamente ogni uomo, che sempre sceglierà per il suo bene. Ebbene io colgo l’occasione che dà, a me stesso, la Confessione, per chiedere in nome di Dio il vero perdono, a tutti coloro che si è dovuto costringere all’errore, col fine buono di fargli capire, sulla sua pelle e con la sua sofferenza, che cosa non sia errato e cosa lo sia! Chiedo perdono, in nome di Dio, per tanto mostruoso dolore di cui è stata riempita la terra, per dare poi l’eterno gusto del Vittoria che sta nel superamento, che mai cesserà, di tutto ciò. Grazie alla prima ed unica sconfitta nella prima vita offerta in modo promozionale, resterà l’eterna spinta a voler poi vincere per sempre, soprattutto su noi stessi! Solo questo mi consola del mio peccato ed è questo giudizio che mi è restato dentro: non mi piace!” (Tutti i Santi, 1-11-2006)
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L’apocalisse del SALMO 22 È il finale Castigo di Dio, che il Signore sembra aver decretato per una umanità che è arrivata a fare di tutto, assumendo ogni possibile gamma, del bene e del male. Avendo io avuto, dalla Provvidenza divina che me l’ha data, la nozione di questo messaggio da dare all’uomo, vi ho impegnato tutto me stesso, rischiando personalmente la salute e la vita per trasmetterlo al solo che avrebbe potuto prenderlo sul serio: il Papa, come chi creda a un Gesù voluto reale Salvatore anche della specie umana, con una dimostrazione matematica del momento 0 del Tempo fondato sul Principio di Gesù, scientificamente controllabile, che avrebbe consentito di conoscere anche l’attimo della Apocalittica Fine. Ebbene il Salmo 22… si è impersonato in me! |
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Salmo 22 (o, per altri, 21, numero uguale al 7+7+7 della reale nascita di mio padre) Sofferenze e speranze del giusto.
1. Al maestro del coro. Sull’aria: «Cerva dell’Aurora». Salmo. Di Davide. 2. « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Elì Elì lema sabactani? Tu sei lontano dalla mia salvezza »; sono le parole del mio lamento. 3. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo. 4. Eppure tu abiti la santa dimora, tu lode d’Israele. 5. In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati; 6. a te gridarono e furono salvati, sperando in te non rimasero delusi. 7. Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo. 8. Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: 9. «Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico ». 10. Sei tu che mi hai tratto dal grembo, mi hai fatto riposare sul petto di mia madre. 11. Al mio nascere tu mi hai raccolto, dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio. 12. Da me non stare lontano, poiché l’angoscia è vicina e nessuno mi aiuta. 13. Mi circondano tori numerosi, mi assediano tori di Basan. 14. Spalancano contro di me la loro bocca come leone che sbrana e ruggisce. 15. Come acqua sono versato, sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera, si fonde in mezzo alle viscere. 16. È arido come un coccio il mio palato, la mia lingua si è incollata alla gola, su polvere di morte mi hai deposto. 17. Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, 18. posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano: 19. si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte. 20. Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, accorri in mio aiuto. 21. Scampami dalla spada, dalle unghie del cane la mia vita. 22. Salvami dalla bocca del leone e dalle corna dei bufali. 23. Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea. 24. Lodate il Signore, voi che lo temete, gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, lo tema tutta la stirpe di Israele; 25. perché egli non ha disprezzato né sdegnato l’afflizione del misero, non gli ha nascosto il suo volto, ma, al suo grido di aiuto, lo ha esaudito. 26. Sei tu la mia lode nella grande assemblea, scioglierò i miei voti davanti ai tuoi fedeli. 27. I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano: «Viva il loro cuore per sempre». 28. Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra, si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli. 29. Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni. 30. A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui, 31. lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene; 32. annunzieranno la mia giustizia; al popolo che nascerà diranno: «Ecco l’opera del Signore!» |
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Il Salmo 22 è una assoluta metafora della salvezza messianica e, ve lo mostrerò, allude al ritorno del Cristo nella mia persona. Già è il 22 come l’ora della nascita di me, ma anche il 21 dato dalla nascita di mio Padre il 7-7-7. Poi, da subito il maestro del coro allude al Romano, che parla il latino e lo rivela come un ma est RO, mentre del Co RO allude a RO come ad una Company valida per il mondo d’oggi. Dal canto suo, la Cerva dell’Aurora allude nelle lettere ad un Italiano, e C’è R. a VA (c’è Romano, a Saronno, provincia di VA), quello dell’A-U (dell’ inizio e fine) come RO-RA, oppure, detto nell’inglese (lingua oggi del mondo intero) quello A-mode-O, dell’inizio a modo della fine non espressa dalla vocale U (di AU) ma dall’Omega del gergo G.RE &CO, di un Gesù re & company. Tutto ciò completato da una Maestra del Coro che inciderà profondissimamente, a Varese, nei confronti del RO-RA (Romano, che è Romano Amodeo) uno del Co’RO, santificandolo ad un amor (quello di Amo. R. Amodeo Romano) che accetta d’essere umiliato, emarginato e trattato da Paria indio In Dio. Tutto ciò, inoltre, avvalorato dal fatto che il Cerva dell’Aurora allude al fatto che dal Cervati nasce il RIO Calore (ca-lo-RE), ma che la vera nascita è nel dì e nell’ora della Aurora boreale citata a Fatima, all’ora 22, di me che nasco (me grande come il PO) in Via PomeRIO. Via Pomerio allude, nello stesso tempo, a un IO R. ‘ome P, che è la maiuscola della RO greca, del gergo di Gesù RE & Co, che è uguale all’italiano Principio P del Padre ed è l’insistenza nell’allusione secondo la quale Padre e Figlio siano un solo IO Alto come Basso,.ρ.’ome.ρ.IO, in via Pomerio! Che questa è la Via, la Verità e la Vita del Gesù rinato … certo, lo ribadisco, come il RIO più grande dell’Italia: il PO..., ma sempre la stessa R di RO-RA-RE-RI (risorto) e RU (centro di GeRUsalemme, Dio in nome di città, come il lemma RU che è Geova o Gesù (con la R nel suo vivo), ma anche il SALvifico principio di Salerno e il sale cristiano, della Terra che altra non è se non TE R. R.A., te Romano, Romano Amodeo Il Salmo 22 nizia con l’apparente abbandono di Dio verso il giusto ma termina in modo escatologico, con il netto riferimento alla generazione che viene, del versetto 31. Tutto è assolutamente corrispondente ad un codice di salvezza, anche i 32 versetti che, essendo 2 alla quinta potenza, rispettano il potenziale di un 2 su cui anche tutto il versetto 2 tutto si basa: « Elì Elì lema sabactani? » nel suono di quanto è tradotto con « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? », ma allude in ben 22 modi diversi al suo ritorno, di Elì, in Spirito Φ di un Romano I†O (il latino verbo “andato”, di Gesù che è il verbo, ma “ITO” con una † in più, I††O), andato dunque, come il verbo Romano, a Φ El I††O, Felitto, in quella Campania in cui Campa NI-A, il Principio del Nazuarenus Iesus Romano nella parola (e Gesù è detto la parola).
Ebbene questo SALMO 22, del salernitano nato nel momento 22 dell’Ora 22, o 21 come suo Padre il 7.7.7., termina con l’Apocalittico:
27. I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano: «Viva il loro cuore per sempre». 28. Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra, si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli. 29. Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni. 30. A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui, 31. lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene; 32. annunzieranno la mia giustizia; al popolo che nascerà diranno: «Ecco l’opera del Signore!»
Laddove ogni Salmo finisce in gloria perché equivale ad un SAL ORA, che è il salvatore o RA, l’ora di SA, il SALe o RA, sale ORA. |