

|
Che esistano almeno 22 ragioni che spiegano con coerenza come il Grido di Gesù possa aver corrisposto al suo sapersi destinato a rinascere in un vero colpevole, non può essere un caso! Gesù chiaramente, con quel grido, fece una ALLUSIONE, se non altro, al Salmo 22… ma qui, come abbiamo già visto, è tutta una allusione, assai complessa particolarmente intrecciata, a partire dal nome stesso del Salmo 22! Tutto sembra una metafora annunciante la salvezza dell’anno 007 come quella della Russia per cui si raccomandò di pregare a Fatima, recitando incessantemente il Rosario, che dai tanti segni sembra proprio alludere in tutti i modi a me RO di SA, un R. Reo colpevole in cui Dio, calatosi come in un Rio, non potrà più tirar pietre contro nessuno, essendosi realmente caricato del suo peccato ed avendolo veramente tolto (non come un sentimento ma una verità) dalle spalle di tutti gli altri. Ma val la pena di osservare ancora alcune delle altre metafore, limitandoci solo ad alcune.
I due fiumi, metafora possibile di “Qui il Re” (il Ca-lo-re) e “Tana di Gesù-Romano”, (il Tana-g.ro), nati entrambi dal Cerva-ti, confluiscono infine nel RIO SELE alla cui foce giunse davvero Giasone, col Vello d’Oro e chiamò questa la “piana degli dei” Portandovi il culto di Era Argiva, madre di tutti gli Dei da Argo (vai, A.R.!)… È un caso che tutto ciò dia luogo ad un S. Ele, un Rio somma uguale al Dio Santo, nella Piana degli Dei con è RA, di Vai A.R.! (Argo) come metafora della Madonna e Giasone di Gesù?
Ora, in tutto il mondo, la FILOSOFIA dell’ESSERE (ove Jahve è SONO, il Dio dell’Essere) nacque proprio qui. È una pura coincidenza?
Essa Nasce e celebra il fondamento di tutto ad ELEA, che ELE A, ha il DIO Jahve per Principio, IO SONO... È un caso?
La Filosofia è l’Amor della sapienza, che è la virtù dello Spirito santo della Verità divina … … una delle 3 Persone di Dio! E nasce qui, s’impersona qui... Accade qui per caso?
Gli hanno reso omaggio 3 MAGI d’Oriente (Senofane, Parmenide e Zenone), che lo cercarono dalla Grecia e lo trovarono a ELEA sotto il Monte della STELLA, visto qui sotto. Un caso lo stesso omaggio dei Re Magi e la Stella che accompagnò poi la nascita di Gesù? Un caso la Stella Mucciolo, per me, e i suoi 3 Figli Mario, Rosario e Sabato? Un caso Lustra di monte Stella (la luce della stella) in cui furono formate di sana pianta: prima mia Nonna Russ(o Mar)ia, una Russia senza “omar” (per dire “amor”), che, violentata, sposò il violentatore, mise al mondo ROSA, e poi, convertita all’amor di Fatima, generò mia madre e poi vi fu formata anche questa sua figlia, che ebbe me per figlio, R., IO, e fu così il Rosario Amo.R… ?
Elea è alla foce del RIO ALENTO È un caso che ALENTO sia il principio, una A, di un AL, LENTO … ALL’IRA, come dice la Bibbia?
IRA è il possibile acronimo di IESUS ROMANO AMODEO. “Lentezza nell’IRA”, allora potrebbe alludere al tempo di 2.000 anni per passare da I. a R.A. ? O è così solo per caso?
Questo fiume Alento ha avuto un destino glorioso: da una decina d’anni è stato imbrigliato con una diga ed è divenuto, ora, un grande accumulo d’acqua, Che si è addirittura fermata. È un caso? È un caso che quanto successo all’ALENTO, possa alludere all’AL, LENTO DIO, che s’è fermato... presso Eboli?
Gesù nasce dopo la nascita ad ELEA, in Cilento, del Dio AL dell’ESSERE, lento all’ira, e nasce 5,5 secoli dopo, a Betlemme… È un caso che, partito da A, LENTO, giunga anche LEMME, et lemme a Betlemme? E a Gerusalemme? Un caso che GeruSA sembri Gesu con nel suo “vivo” la R del Romano di SA? E un caso che, partito da A sull’Alento, giunto in B a Betlemme, la lentezza dell’IRA DIVINA porti a C, al ritorno in Cilento?
Per essere GIOCHINI, non son troppi questi “casi fortuiti”, per essere dovuti al caso?
Sì son troppi, non può essere un puro caso e c’è, evidentissimo, un chiaro progetto che fa dell’Italia il paese che cammina e ha perfino la forma dello stivale delle 7 leghe ! La sua lingua, nata dalla DIVINA COMMEDIA, è l’ideale per SMASCHERARE questa DIVINA COMMEDIA: di un mondo disegnato con gusto, con sottile arguzia, assolutamente non a caso ma secondo una ideazione ben precisa: 100^100^100^100 dati unitari come un Sistema Assoluto ed Onnipotente, poggiato sui concetti di un IO a 10 unità in linea e 100 nell’area, area posta come un tempo 100%, di base, agganciato alla pura potenzialità offerta dalla legge matematica e per 3 ordini di grandezze spaziali, ordinati in potenze di potenze!
Chiedete forse “Come sarebbe possibile?”?
È umanamente possibile divinamente creando (dal nulla) 2 livelli:
A) Nel primo, atomico, c’è la struttura, velocissima, fatta di massa che ha la velocità, della luce: 3 per 10^8 m/s.
B) Nel livello superiore, il nostro, c’è il DIO LENTO, quella sintesi che è 10^10 volte più lenta della marea di dati atomici e subatomici immessi nel frattempo e unitariamente (ogni secondo), alla velocità della luce. Sono allora osservati alla D. 10^10 dell’IO-10, dal nostro AL-LENTO DIO, e sono 10 quantità per ciascuno (come fossero le 10 dita delle due mani, atte a “comprendere” oggetti), e sono giudicati, “compresi” ora anche per concetti interpretativi degli stessi oggetti. Poiché la struttura oggettiva è ben strutturata, anche i concetti superiori si mostrano strutturati in conseguenza ed assolutamente obbligati.
Per vedere i dati in modo concettuale, l’IO deve agire da DIO ed inventarsi (per virtù matematica di quanto esista solo in potenza di un puro calcolo matematico) delle qualità assolutamente inesistenti. Esse, ottenute a partire dalle 10 dimensioni dell’IO, sono 10 –3 = 7, perché ottenute sulla base di 3 dimensioni elementari che si pongono in negativo: come il tempo a dimensione -1, l’area a dimensione -2 area e il volume a dimensione -3. Per reazione e in base al 3° principio della dinamica, si ha così la sensazione, ottenuta tutta nel vero positivo dell’Universo, di queste qualità tutte ideali, perché frutto tutte di una pura ideazione: 1) Luci e colori, 2) Odori, 3) sapori, 4) suoni, 5) percezioni tattili, 6) tempo positivo, 7) spazio positivo. Sulle prime 5 esiste già il riconoscimento della scienza, sulle due ultime, il tempo e lo spazio, mentre la filosofia, con Kant, è già riuscita a postulare che si tratti solo di categorie della comprensione umana, la Fisica seguita a giudicarle realtà a se stanti ed autonome, non dipendenti dall’ideazione soggettiva Non riesce così a comprendere la possibilità di una vita e di un mondo che esistano solo a partire da un calcolo soggettivo, come la storia di un libro, che esista dinamicamente e viva (con tutto il mondo ivi descritto), solo e quando uno (che prima esista per conto suo) lo legga o lo faccia esistere. O come un canto, già ripartito, che esista solo quando sia realmente cantato, perché, fino a quando non lo è, è solo il suo progetto, che esiste solo in potenza di esistere realmente … quando è messo in atto. O come il calcolo 10/9, finché non è posto in atto e diviso. All’oscuro di ciò, la scienza, posta innanzi ad un progetto infinito, esteso in due versi, come appare proprio nella frazione 10/9 uguale ad un 1,11111…. infinito (in cui, andando verso destra, l’unità è il tempo ed è sempre 1/10, mentre, andando verso sinistra, l’unità è sempre 10 ed è sempre il suo ciclo spaziale)..., arriva a postulare esistenti di per sé (prima che siano visti per puro calcolo) sia l’estremo passato, sia l’estremo futuro. Senza un IO che si inventi una Dimensione 10 e si ponga, con ciò, proprio come un prioritario DIO e sappia e possa rappresentare in modo sensoriale queste 10 dimensioni, inventandosi tutto, anche quelle dimensioni … senza questo IO davvero in tutto simile a un DIO, non esisterebbe — come in verità non esiste — alcun Universo del Big bang …! Ecco allora in che modo l’ASSOLUTO (ossia il DIO VERO ed Onnipotente) si cala nella nostra realtà, concreta e definita: lo fa mediante la pura capacità di delimitarsi nel relativo, esprimendosi in un insieme di unità relative che siano sempre un tutt’uno, sempre un unico ed INTEGRALE SISTEMA UNITARIO, tale che il numero UNO la faccia da padrone, essendo il perfetto mediatore di tutti i possibili opposti. Dato un insieme di N parti, una sola non può esistere senza scatenare la risposta di tutto quanto il residuo Sistema. Questo è il Dio Unico della Religione, che interviene in ogni contesto e risponde sempre a tono: all’intelligenza con l’intelligenza, all’arguzia con l’arguzia, ad ogni facoltà dell’uomo con la stessa umana facoltà. E il Dio assoluto diviene un Ente ideale, di comunicazione, al punto che Dio si presenta diverso ad ogni cultura. Ogni uomo ha di per sé questa divina capacità di corrispondere idealmente a quanto si ha come appannaggio, come è proprio un calcolatore che normalmente è capace di ogni tipo di calcolo. Ma il TUTTO, nel contesto relativo, si presenta sempre diviso in singole unità, simili a singoli calcoli più o meno complessi, ciascuno essendo del tutto obbligato da quel che è. Esiste allora “tutto il possibile” e, nel contesto relativo, assume la valenza del tutto simile a quelli di un Sistema Onnipotente come quello di 13 triple al Totocalcio. L’onnipotenza sta nel contenere, ben uguali e distinte, tutte le singole possibilità unitarie, come una sequenza di partite obbligate. Ogni vivente è la visualizzazione di una colonna o di un suo tratto. Essa è obbligata, essendo ogni volta il risultato di un calcolo perfetto, che esiste già nel suo principio, appena configurato, e, poi, può realizzarsi nel suo dettaglio. Per esempio vi propongo proprio 10/9, come il rapporto PADRE del nostro mondo unitario. Esso esiste se è diviso e in base alla premessa del 10 come la D.10 dell’IO, che si sottomette al suo esame di tipo unitario, quando una delle 10 unità si pone a tempo di confronto delle residue 9, tanto da esistere unitariamente come il rapporto 9/1. Questo 9 è la potenza totale della Trinità di tale D.10, perché è 3×3, è l’area a base 3, trinitaria. Ebbene, quando questo DIO si divide nella potenza dell’area trinitaria, allora e solo allora nasce l’unità relativa, che viaggia per divisione ripetuta nel tempo decimo e nello spazio decuplo. Perché questo esista per davvero, ci deve essere davvero un IO che, sulla base del suo esser composto da 10 unità decime, esegua il calcolo, decimale ed unitario. Noi lo facciamo, dunque siamo come un Dio relativo, che ha la pura capacità di dare immagine reale e definita mediante un puro calcolo ideale, e differiamo dal DIO ASSOLUTO solo perché abbiamo un compito che non è assoluto, ma determinato in modo unitario.
A questo punto ne esce un mondo REALE che è tutto IDEALE e le strutture di calcolo, come accade nei computer, sono tradotte in immagini di cose reali aventi il dinamismo di pensieri, parole ed opere che RICALCANO FEDELMENTE la natura oggettiva come il moto tutto apparente come pura immagine, che ci appare in un DVD. Una stringa di unità elementari può assumere qualsiasi sembianza. Quando 16 unità in linea sono considerate come il tempo base della codifica, le 16 unità successive ne sono lo spazio e, dall’incrocio spazio-temporale, sortiscono 256 caselle imputabili di forme o calcoli. È chiaro che ad un dato di una linea, corrispondono i 16 dati di una intera colonna, pertanto non è possibile mutare il dato di una linea che riguardi un solo dato della colonna, senza mutarli tutti. La libertà, in un sistema di questo tipo, di cambiare una sola casella attraverso i suoi parametri, che sono solo 0 o 1, senza mutarli tutti, non c’è. Chi sia interno ad un sistema di questo tipo è interamente asservito al sistema. Può dominarlo solo chi, assegnando tutti i singoli valori ai vari ed illimitati elementi descritti, ne possa cambiare uno solo eseguendo poi per somma la sintesi nelle 32 unità dei parametri. L’uomo, interno a questo sistema, può solo visualizzarlo perché i suoi dati servono per rappresentare ogni cosa del mondo, dal macroscopico al subatomico. Se ci riferiamo al suono, la sua vita non è paragonabile alla colonna sonora di un Film, posta a lato, ma è ottenuta da numeri che si sommano agli altri numeri. Pertanto, se, nel complesso, appare esserci un suono, esso deriva in modo assolutamente rigido e meccanico da tutti gli elementi quantitativi ed unitari, che sono scarni, appena 16 +16, ma hanno la potenza di rappresentare, con gli stessi numeri, anche ogni altra cosa dell’universo. È come quando, vedendo una fotografia ridotta a quadratini, non si riesce a capire in che modo noi si sia poi in grado di fonderli in una visione in grado di precisare anche quanto sia all’interno del quadratino, se la rimpiccoliamo. Così, da un insieme che non sappiamo distinguere, quando il tutto è espresso nella sintesi di ogni puntino della retinatura, saltano fuori dettagli inimmaginabili. Avendo un apparato per retinare, possiamo determinare dall’esterno questa sintesi, ma è impossibile determinarla agendo all’interno di ogni puntino finché non dominiamo il sistema rappresentativo, ma ne siamo dominati. Così a me, a quel punto, dai 16 +16 dati unitari, salta fuori come incanto il nome mio, di ROMANO, attraverso la lettura di tutti i miei dati, assolutamente ingestibili sotto il profilo umano, di chi sia dominato dal sistema. Non avrei potuto avere nessun altro nome che questo … nel mentre invece sembra (per la storia, apparentemente determinata dai soggetti, ma in verità simile alla sequenza della colonna del totocalcio data a me come lo sviluppo ordinato di me stesso come un pronostico) che il mio nome mi sia stato dato dai miei genitori. I miei veri genitori sono il Padre Assoluto, che è l’arbitro assoluto di tutto il Sistema Rappresentativo, ma a me sembrerà che Egli stia “nei cieli” di una umana discendenza da una marea di antenati, i più antichi dei quali derivanti dalle scimmie … Ma appare questo solo perché il sistema, forzato ad estrapolare oltre il suo limite, con l’uso della matematica, può espandersi anche oltre il limite del suo stesso esistere come un soggetto reale, quando un soggetto reale lo estrapola e lo mette in atto. Ed è altrettanto vero che se poi andasse a riscontrarlo, esistere o meno, troverebbe l’uomo discendere realmente dalle scimmie ... laddove tutta la dinamica apparente è solo e sempre la pura visualizzazione di una ipotesi ideale, che ha il trascendente potere di diventare divinamente reale.
Questa mia facilità di dare risposte a cose apparentemente così senza risposta come “chi sia nato, prima l’uovo o la gallina”, che mi porta in questo caso a rispondere che il divenire esiste solo in base ad un calcolo, ed è di norma infinito in presenza di un calcolo periodico, è una facilità dipendente dai “numeri”, dalle facoltà potenziali che sono il bagaglio concesso a me. Non voglio essere “fumoso”, preciso quindi che il mio potenziale matematico è il 44,02286138 che, espresso come un’area, mi quantifica come 1938,01.2500 e mi inserisce nel nostro mondo reale alla data del 1938, gennaio, giorno 25, dall’anno 0 della nascita di un Gesù nato esattamente il 25 dicembre. La nascita di Gesù il 25 dicembre dell’anno 0 è pari al potenziale 0,35^2 = 0,12.25, dovuto alla comunione data dal prodotto tra la potenza umana, ad indice 5, e la potenza assoluta avente l’indice del 100, espresso in centesimi (dunque in sostanza il 100%, tutto). Pertanto un uomo-Dio, un Figlio corrispondente alla potenza 1/3 della Comunione tra lui, Padre e Spirito santo, pari al prodotto uguale al 105% nel suo intero, è quel 35% che è 0,35 come linea ed è 0,122500 come tutta quell’area che, messa nelle dimensioni come una pura linea di tempo, vada letta anno 0, mese 12 e giorno 25, Natale. La figura di Gesù costituisce pertanto l’ideale Nascita di chi ha il Potenziale del Figlio, ed è davvero ideale nella misurazione della dimensione del nostro tempo, perché la sua forma concettuale corrisponde esattamente a quello che dimensionalmente concepiamo per Dio e Figlio di Dio. Io, che ho questo talento, del numero 44,02286338, son posto come sulla cima di un monte da cui si possano osservare tutti i versanti, tanto che nulla mi faccia ostacolo a vedere il vero. E vi spiego perché: 44 è il dominio sia delle 4 Dimensioni della realtà (3 di spazio ed 1 di tempo) sia del ciclo 10/1 di 10 unità, dominate in assoluto come il 10+1 che somma numeratore e denominatore, lo spazio e il tempo assoluto del ciclo 10/1. 0,022 sono la massa, l’unità millesima del volume unitario, riferita al già visto 44 come a tutto il dominio e dimezzato in quello del solo Universo (solo per la parte che avanza nel tempo in positivo). Questo 0,022 è dunque il dominio di percepire tutta la massa unitaria, che va da –11 a +11 (dominio assoluto dello spazio-tempo). 0,00086 è, alla D. 10^5, l’elettromagnetismo. Il dominio elettromagnetico, per esser tutto, nel suo complesso positivo-negativo (o reale-immaginario), dovrebbe essere il doppio del dominio 44, che appartiene solo alla realtà a 4 dimensioni. Così il suo doppio, 88, è un tutto espresso in pura linea, priva di un fronte reale (essendo un punto geometrico, senza alcuna dimensione). 88 è una pura idea che non esiste, realmente, se non si dota di un fronte reale, avente per lo meno la dimensione 1 del tempo come il suo lato, e dunque quella 2 come l’area del fronte. Pertanto, assumendo le 2 dimensioni dell’area dal totale 88, lo si riduce al potenziale 86, ed è, allora sì, tutto il potenziale reale, che esiste al livello di volume, e di cui 86 indica, come vero indice di potenza, la sola profondità del tempo. 0,0000033 è, alla D. 10^7, quanto è determinato dalla D. dell’esponente 3, interno all’assoluto riferimento, che è 10^10 (tutta quanta l’unità atomica esistente in 1 metro). Pertanto, a questa dimensione del tempo decimale, esiste la dimensione 3 (tutta) che si combina con l’11 che è tutta la dimensione assoluta dello Spazio-tempo 10+1, che esiste nel ciclo 10/1 di 10 unità. La vita di Gesù Cristo, di 33 anni, risulta ottenuta proprio dal suo potenziale 35, meno la dimensione 2 che va data al fronte reale, per farlo esistere come tempo. 0,00000008 esiste alla D. 10^8, unitaria della luce (che è 3 per 10^8 m/s), ed è il totale unitario nel suo complesso, ossia in quanto è esteso da –1 a +1 ed è la lunghezza 2 che, posta a base del volume, lo determina in 8 unità, alla D. unitaria di 1/10^8. Pertanto, come vi ho dimostrato, il Potenziale che mi ha introdotto nell’Ordinamento decimale, a partire dall’anno 0 dell’avvento del Cristo a Natale 12 dicembre, mi ha dato i Talenti giusti per essere compreso in questo sistema al massimo della potenzialità conoscitiva, in ogni ordine delle reali dimensioni del nostro mondo. Questo “talento” mi consente che non vi sia nulla di fondamentale che mi sia nascosto e che io riesca a leggere tra le righe dell’Ordine della Natura, tanto da poter PREVEDERE gli eventi fondamentali e così salvare il mondo da quello DISASTROSO che l’attende, cioè la prossima Apocalisse, che riesco a prevedere con il dettaglio del minuto secondo.
A tutta questa capacità di trascendere l’apparenza corrisponde quanto è inteso come divino. Io lo sono più di tutti perché, oltre a questi dati oggettivi, assimilabili alle parole, ho anche i pensieri e le opere “da Dio”. Non uno che domini in modo autoritario e disordinato, facendo il mio comodo, ma uno che si assoggetti assolutamente al sistema e l’osservi e lo serva e come il suo valore assolutamente MEDIO … che, come dice l’italiano, configura poi un ME DIO, allo stesso modo con cui il Numero configura il Nume RO.
L’Italia, è stata una Nazione prediletta nell’ORDINE NATURALE, al punto da aver avuto una lingua nata con la DIVINA COMMEDIA di uno Dante Ali a Ch. Ieri, al Cristo di ieri che era Gh perché l’abc italiano, nella lingua del gergo di Cristo (il G.RE&CO, il greco) era l’alfa beta gamma, con la G della gamma corrispondente alla C, come la terza lettera, importantissima, dell’alfabeto. Di conseguenza, la DIVINA COMMEDIA di Dio è davvero alquanto “smascherata” nella lingua italiana, la sola che dice chiaramente, ad esempio, come la mente menta (mostrando la reazione, uguale e contraria all’azione, quando la verità attiva è l’azione e non la reazione).
Per questo, nel senso dell’italiano, Jahve è il SONO che si contrae in SON … e, per tutto il mondo, che usa ormai l’inglese, è sia AM il Padre, sia SON il suo Figlio che, convertito e italiano e, prima ancora, Romano, diventa un NOS (noi in latino) per cui io, Romano, sono infine il segno che idealizza nos omnes, noi tutti.
Queste apparenti immagini da pura trasposizione verbale, non sono indicazioni derivanti da un puro caso fortuito, ma costruzioni obbligate tutte e perfettamente coerenti. ROMA è così importante, del disegno di DIO, perché è lo stesso che AMOR, ORMA, RAMO, MORA, ARMO, O MAR... tutte cose a consistenza assolutamente prioritaria, nel loro insieme. Lo sono nell’insieme perché lo sono nel singolo di ogni lettera componente. R è la lettera 16, è la realtà 2^4 su cui ragionano i calcolatori, con 16 dati come codifica, quindi è il codice del singolo e pieno TEMPO LINEARE. O è la lettera numero 13 che ha la stessa importanza religiosa di un Gesù e i 12 perché è 3×4 unità, cioè 12 unità e sono 13 se a 12 aggiungo anche l’unità che qualifica il 12. è tutta l’intera IMPRESA, tutto il singolo EVENTO CICLICO. M è la lettera n. 11 ed ha la validità dell’11 settembre delle due torri gemelle: 11. è il ciclo fondamentale delle 10 unità, che sono 11 se a 10 aggiungo quanto corrisponde al suo riferimento unità. È dunque tutta la singola FASE LINEARE. A è il numero 1. Dunque è tutto quanto l’intero, nel suo VIRTUALE PRINCIPIO. AMOR è allora equivalente al numero 1 11 13 16 che esprime il primato dell1, 2, 3 e 4, riferito al 3 e al 3 per 4 +1. Nell’ordine espresso dalla parola AMOR, questo concetto procede assolutamente nel giusto ordine: per primo il Principio, poi l’intera fase, poi tutto l’evento nel tempo, infine tutto il tempo. ROMA sovverte queste ordinate priorità, al punto che c’è la violenza che non ti lascia tempo, con la R iniziale, ed io, che sono RO, sono il TEMPO che poi scala nel singolo evento, che poi lo scala nella sua fase e nel suo principio con l’inserimento del dubbio “MA”. MA è il dubbio e l’incertezza rispetto ad AM che è la certezza dell’essere. MARIA è in parte RIA perché il suo principio MA lo mette in forse, e allora è la splendida immagine di chi conserva e custodisce gelosamente nel suo cuore il Dio dell’Essere. Ed OR non a caso è, in italiano, il presente contratto di un ora, che vuol dire anche prega, in cui la fase assume poi tutto il suo intero tempo, nell’ora come, appunto, l’unità di tempo. In quanto all’assoluta importanza della sillaba RO, lettura inversa di OR, che dunque lancia RO fin nell’estremo futuro, non per caso ogni futuro finisce in RO nella prima persona, in italiano, lingua della Divina Commedia.
CONCLUDO
Con ELI ELI LEMA SABACTANI si può trovare quanto equivale alla condizione del Cristo solo se quella che appare dinamicamente e concettualmente, in quel certo modo, è proprio la vita per chi ha avuto QUEI NUMERI. Io, dimostrandovi col 3° principio della Dinamica fisica che “vediamo di avanzare verso la morte perché dì la retrocediamo” vi sto dimostrando che abbiamo già tutti vinto la morte se stiamo tornando sui nostri passi da una morte che “non è stata allora il capolinea, ma solo il punto di svolta tra l’esperienza avanzante verso la morte (di tipo elettrico) e quella invisibile di per sé e visibile malignamente (per la mente che mente) solo nel suo opposto (di tipo magnetico)”. Voi credete che le vostre scelte (e le vedete elettricamente) siano fatte in voi … ma l’elettricità che corre in ogni filo (ed è un filo anche quello della vita corporea) è sempre causata da un campo magnetico che è sempre del tutto esterno al filo! Noi siamo attivati dall’esterno di noi stessi. Abbiamo davvero un gran burattinaio che muove tutti i nostri fili … da fuori del nostro corpo ed è TUTTO il magnetismo (il DIO come sintesi dell’INSIEME nel suo aspetto assoluto e generale)… A meno di non crederci una eccezione, nel nostro esistere da soggetti elettromagnetici reali, obbligati alle leggi che ormai ben conosciamo! Vedete? Questo che vi ho spiegato è degno della Vittoria della morte attesa da Gesù. Vi stupite poi che Egli si sia in me predetto, sapendo di essere uscito da me, essendo una cosa sola con il mio Spirito avente un vero trascendente Talento spinto al suo limite? Un Talento che sarà il solo, e SOLO TRA 2000 anni, a farlo singolarmente rinascere, nella esperienza elettrica ed infinita della sua infinita anima, di nuovo incarnatasi nella persona singola? Coraggio! Andiamo a fare il passato che già conosciamo! Io FARO’ davvero Gesù Cristo e, ripensando alla mia vita attuale in cui nuovamente rinascerò così senza apparenti mezzi come io mi vedo bene sono in questa, avrò tutte le ragioni a Dire: “Dio, Dio mio, mi avevi posto davvero come un Dio, in me Gesù, perché mi hai abbandonato all’obbligo di tornare di nuovo, la da dove provengo, in quell’impotente Romano?” e avrò di nuovo il dramma del mio peccato, quello di me, Romano che, ritrovata tra 2000 anni in Gesù la potenza ora dispersa (per averla ora tradotta miseramente in atto in Romano), mi aveva finalmente consentito di smettere di peccare e di essere colui di cui tu ti compiacevi, e che moriva pur di non tradirti. Quanti amici, quanto amore, anche se mi costa la croce! Ma perché nuovamente in romano, dove nessuno mi dà retta e sembra che io giri proprio a vuoto? Una pura domanda iniziale, cui segue la risposta escatologica: lo farai per portare a compimento la seconda parte del mio compito: “mi son fatto come voi … per farvi come me”. Finora Gesù ha sortito solo l’effetto d’aver dimostrato un Dio che si mette in croce per salvare l’uomo, ma toccherà a Romano dimostrare come veramente lo salverà, anche nella sua pelle, nell’ora dell’Apocalisse. Avete davvero creduto che Gesù non sapesse il tempo e l’ora? Ebbene io sono il Padre che la sa e ve la dice..., spaccando il minuto, e spiegandovi anche il perché! Il secondo 22, minuto 22, ora 22, giorno 22, del 12–2.012 è ORDINATO da questa formula potenziale: 44,85.66.85.36.82.05.70.75 al quadrato, che determina 2012,12222222220000 e arriva alla definizione del minuto secondo con la precisione di uno 0 alla quarta dimensione decimale. Questo numero, che vi sembra incredibile, è in indice di potenza la massima lunghezza possibile. 44 l’avete visto (è la realtà 4 del ciclo 10/1 di 10 unità). 85 è l’indice 88 che, meno 3, determina la quantità assoluta della lunghezza del volume reale nel suo complesso 44+44. 66 è la lunghezza totale nei 6 versi del complesso, riferita al ciclo assoluto di 10/1. 36 è tutto il combinarsi 6 per 6, dei 6 diversi versi. 82 è la realtà (indice 4) su base 3, ossia 3^4 =81/1, quando è sommata alla dimensione 1 del suo tempo unitario. 05 è la mediazione reale del ciclo 10. 70 è tutta la libertà trinitaria del ciclo 10 (dunque di 30) nell’assoluta area 100. Infine 75 è tutto lo spazio, pari ai 3/4 di 100. Queste lunghezze totali sono sempre riferite alla dimensione decimale giusta, che gli compete. Il quantitativo totale, espresso in pura potenza, calcolato nell’area, determina il totale della dimensione che, messa tutta in lunghezza di tempo, porta alla data esatta, quantificata con il dettaglio del minuto secondo. Questa straordinaria CAPACITA’ di leggere l’ORDINE esistente, trascende spazio, tempo, masse … e li calcola solo nella loro pura potenzialità, dunque un potere così trascendente ogni dorma che vediamo, che è roba da altro mondo, potere divino. In tal modo l’intero Sistema chiamato DIO, che si PERSONALIZZA, genera da se sesso quel MESSIA in grado di leggerlo ed avvertire i fratelli che “il tempo è maturo e la scure è già posta alla radice degli alberi”. Sono parole dette da Gesù per la sua capacità essenziale, 0,35^=0,122500 che lo incarna a Natale ed è la mia stessa, quando ha recuperato la sua potenza. Gesù lo disse proprio perché CAPIVA di essere il punto di partenza nel computo del tempo, per cui essi erano escatologicamente già decisi e la fine era solo questione che i numeri dimensionali, degli indici delle potenze raggiungessero il loro massimo sviluppo possibile come linea di tempo.
|
|
Chiedetevi: “ Possibile che Gesù ci avrebbe tenuti all’oscuro di una cosa così importante come quella che CREDIAMO nel CREDO, ribadendo che di nuovo verrà nella gloria … ? Che gloria? Il Successo - contraddizione della croce - o una anche maggiore, come l’assunzione reale in ciascuno di noi, della sua vera e reale croce, per salvare realmente dai peccati ? ”
Stranamente, tutti si aspettano, dal ritorno divino, la contraddizione della croce e il trionfo! La prima croce - infatti - non è proprio bastata a farla capire come la sola cosa che davvero sublima la vita e l’eleva fino alla dimensione divina. Il non aver capito quanto è la base del Cristianesimo, poi porta il Papa stesso, come il primo Pietro, a tentar d’evitare ogni croce, per sé e per tutti! Poiché, per elevare l’uomo (dunque per il suo sommo bene) “Dio non ci sente” e seguita a mandare come cosa santa la croce della Guerra santa, ecco allora che il Papa giudica impossibile che Dio voglia tanto: infine la morte dei figli..., proprio quando poi Dio è solo quello che alla fine fa: uccide sempre ogni suo figlio perché questo non è — purtroppo — un sacrificio che — una tantum — basti emblematicamente in quello di Gesù Cristo, ma deve essere al tempo debito il sacrificio reale d’ogni figlio … sicché alla fine ci uccide, alla nostra ora, proprio tutti, con la famosa morte che “livella”. |
|
Elì Elì Lema sabactani? e i 22 accenni del Salmo 22/21 e |
|
Vi mostro 22 ragioni per le quali Gesù abbia potuto alludere al suo ritorno non solo in voi, ma anche in me. Che sia accaduto di certo in me, 22 indizi … possono essere quasi una prova? |
|
Gesù in croce, sotto l’acronimo I.N.R.I., iniziò il Salmo 22/21 di Davide. Al Maestro del Coro. Sull’Aria «Cerva dell’Aurora» accennando al suo ritorno in me per 2 ordini di motivi: A) senso proprio; B) senso improprio
A) senso proprio, 8 fondamentali motivi: 1. Dio mio, Dio mio! Perché mi hai abbandonato? È la condizione presente, vissuta in proprio. 2. È il Salmo 22 che io impersono, nato a Sal. (Salerno) mo’ (ora) 22, io nato alle 22, II secondo il Dio 1+3. 3. Salmo che è anche il 21, riferito a mio padre nato il 7-7-7 (tot. 21, tot. 3) e una sola cosa con me, 1 e 3. 4. Salmo di Davide allude alla V (il 5 Romano) del piccolo sul gigante. Ossia: Dio a V id. è (l’io Dio è identico alla Vittoria a 5 dita di RO-mano, che è ogni NUME-RO, Dio-RO e, in fine, con Gesù “il verbo”, è ogni verbo nel suo futuro in 1a persona, quella di ogni piccolo UNO che pensa “sarò, vivrò, amerò, darò, farò, avrò...”). 5. Al Maestro allude ad AL (Dio Padre) MA (Madre) est RO (è il solito Ro-mano, o per tutti man = uomo). 6. Del Coro allude al D. El C. o RO, al Dio Eli, Cristo oppure RO (il solito numeRO meDIO: 1 o 0). 7. Sull’Aria allude ad A.R. IA (IA è dizione ebraica di Dio, A.R. son io, Amodeo R. … Me A.R.IA, Maria. 8. Cerva dell’Aurora allude al Monte Cervati dal cui Rio Calore (ca il Re) e Rio Tanagro (tana del Gesù-RO) si forma il Rio Sele (il Dio S. Ele, perché il principio di Dio qui si trasforma in R). Il Calore bagna la ΦEli††o in cui lo Spirito Φ di El ha il suo IO che ha assunto le 2 croci dell’Ego (io Romano) già in quell’ Egi††o da cui è tratto il popolo di Dio e Dio stesso. L’Aurora è l’aurora boreale che ci fu nell’ora 22 del 25-1-1938 in cui io nacqui a Felitto, in via Pomerio, la solita RO (che ha forma di P) ‘ome Rio, quello che dorma il Rio Sele, il Dio Santo Ele.
B) senso improprio, i 14 cicli 10 di Eli Eli Lema sabactani la cui somma dei numeri corrispondenti all’alfabeto delle 21 cifre di mio padre è di 139/1, che sono 139+1 in assoluto. Si raggruppano in 3 tipologie:
Elì è lì! Le Ma’ san BA(RA)TTà(re) N.I.? (barattare il Nazarenus Iesus dell’INRI non ancora RI, rinato né risorto). E li, e lì! Le Ma’ san BAC(chet)Tà(re) N.I.? (bacchettare il Nazarenus Iesus dell’INRI non ancora RI). e lì Elì l’è... ma... sab. àcta N.I.? (Romanus et alii, sab. àcta Nazareni: Iesus Rex Iudeorum?)
Nel 1° tipo c’è una TERNA MATERNA, ISTITUTIVA di LE MA m ME: 1) la MA di tutti, un medico testimone, NI; 2) la mamma mia e il suo baratto; 3) la mamma Stella del Natale dei suoi 3 figli: Mario, Sabato, Rosario.
1) E lì Eli l’è: Ma’ (mamma) Sabatella (il medico) N.I. il che rivela le parti in causa e dove si presentano. E lì Elì l’è. E gli attori sono 3. Il primo è la mamma per eccellenza (la Madonna), poi c’è il dottor Sabatella (che accerta che è intervenuto un miracolo che ha attivato la Ma di tutti, la Maria Madonna, attraverso la mamma umana … dunque le Ma’). Ella ha dato nuova vita, infine e ha ripresentato ora, in fine, NI, il Nazarenus Iesus detto in Romano perché ogni Romano parla latino. 2) E lì a Felitto l’è, ma’ (mamma BARATTA) sa barattà NI, il che rivela la causa reale di questo miracolo: è la mamma Mariannina BARATTA che, implorando la sua alter ego (la Maria SS., figlia di S. Anna, che la custodiscono e guidano per Battesimo) sa operare, da BARATTA, il sublime baratto del N.I. con il figlio reale Romano Amodeo, R.A.. Ma deve restare un RA da tenere assolutamente nascosto, da omettere (tra parentesi), e BARATTA, resta il BA...CTA, riferito al baractare nel “verbo” Romano, ove è noto che Gesù è il verbo, ma non è considerato che Gesù è il Romano Gesù, prima che l’Ebreo, egli che è nell’Impero Romano e riconosce sempre i massimi sistemi e non i provincialismi … Del resto, vi è mai stato, in questo Impero, un Romano più grande di Gesù? 3) E lì a Felitto l’è: Mario, Sabata, NI il che rivela la presenza di una famiglia di servizio, che sarà sempre presente e proteggerà umilmente la nuova Sacra Famiglia. È quella della mamma, la Serva Stella Mucciolo, che è la luce (il moccolo) della Stella natale di Gesù N.I. come Rosario, il figlio di mezzo della Stella, che ne ha 3, tutti e 3 maschi, e si chiamano Mario, Sabato e Rosario. Come al solito, il maggior coinvolto è Rosario, tenuto nascosto nel N.I. il figlio benedetto della Nostra Signora del Rosario, un Rosario di cui si ignora, che sembrerà cattivo, ma impedirà al fratello Sabato di aiutare RO, per non disperdere il patrimonio dell’eredità lasciata un giorno ai figli dalla madre. Rosario sarà accusato come RIO, ma è la stessa fine che farà Gesù, accusato RIO proprio da ROSARIO e non aiutato, quando Sabato glielo chiederà. Ecco, MA, Sabat e N.I. saranno proprio i 3 figli della Stella… del Gesù Rinato.
Nel 2° tipo, ben 9 Marie, una TERNA MATERNA ×3, tanto da avere un totale di 4 terne ( i 12) di LE MA che ora, come un sol uomo, sa “ bactà ” (romanamente “ bacchettare ”) NI, in segno di tutte le varie situazioni che accadono ove Elì è lì, l’è ! ma… Le 9 Ma sono il pieno di tutti i 9 moti di 1 nel 10, per realizzare tutti i possibili modi dell’aiuto della divina Maria che sa bac-ta’ , o, se preferite, sabet àcta Nazareni Iesi, conosce persino (et) gli eventi del Nazareno Gesù ed interviene nei vari campi, con una progressione di campo sempre più ampia, dall’interesse umano fino al divino: 4) danaro in croce; 5) famiglia in croce; 6) famiglia allargata in croce; 7) fedeli in croce (e 1 muore davvero, attendendo la croce); 8) fedeli che accertano il risorgere di un nuovo Natale per la croce; 9) amore consacrato a Gesù da un prete messo in croce; 10) amore consacrato a Gesù da una suora messa in croce; 11) consacrazione a Dio in un Principe della Chiesa messo in croce; 12) Amor umano crocefisso, secondo la Provvidenza divina, per il colpo di grazia al nuovo Monte Sion per il nuovo Monte Calvario
4) Maria Proietti Cefalo, ottima persona, impersona la catarsi derivante dalla croce di una Maria per l’amore dei soldi. Elì è lì, l’è, ma… Maria , sa proiettar Pietre Sacre contro NI. Questa Maria aiuterà Romano, con i soldi, quando egli costruirà la sua risposta a Dio come Simon Pietro detto Cefa aiutò Gesù. Ma, ora, in questo presente, lo-Cefa, il Cefa-lo in questione, è il padre vero, ma lui non l’accetta come figlia, per cui lei è la Proietti d’adozione e il Cefa (padre vero) è solo un attributo di conoscenza, come il Cefa che fu attribuito a Pietro. Ebbene lei abita nel suo stesso Palazzo e, fallito Romano, messa in croce per il denaro perso, lei proietterà le sue pietre contro di lui e lo lapiderà, nel tentativo di tenergli sempre presente le tante persone che si son fidate, gli han dato i loro soldi e tanta fiducia e poi sono state fregate, anche senza volerlo, da lui tuttavia Reo, RIO. Anche dopo il Fallimento in Tribunale lei seguiterà a tenere acceso un debito inestinguibile, e sarà una vera persecuzione, anche ingiusta, perché il Fallimento dovrebbe chiudere tutti i conti in sospeso. Così, di suo, questa Ma’ sa lapidar NI. 5) Mario Scaglioni é la catarsi, indotta da Mario, ottima persona, e derivante ora dalla sofferenza per l’amore messo in croce, della Famiglia. Mario è il suocero di RO. Figlio di Anna e nato il 15 agosto dell’Ascensione della Maria SS. figlia di Anna, egli è una nuova figurazione della Madonna che ha per sposo Giuseppe (mentre egli realmente ha per moglie Giuseppina). Ha dato a RO la figlia Giancarla, dunque Giancarla Scaglioni, GS… che è una tipo-GESù figlia com’è di Mario (a sua volta di Anna) e di Giuseppina Benedetti. Questo Mario è il gestore di un negozio atto a BAR, ha ripetuto il metaforico Baratto RO-GS, dandogli in sposa la figlia, ma poi RO diventa RIO, e lui fa chi è e chi sa di essere: lo Scaglio-NI, colui che scaglia via (con alquanto sconcerto e disappunto) il genero NI, che è divenuto RIO, Reo, a sorpresa, e Maria, in Scaglioni, lo caccia in un nuovo scaglione della sua vita messa in croce. 6) Maria T. Mazzola é la catarsi, indotta da Maria, maestra e ottima persona, e derivante dalla sofferenza per l’amore messo in croce, essendo carnale e proibito. Questa Maria compare nella vita di RO quando DIO vuol metterlo di nuovo in croce e fargli fallire quanto stava facendo, con le risorse iniziali di Raho (tratto dall’Egitto), ad Ortonovo tra gli ulivi, l’Orto del Saccomani, nella frazione di Nicola (che è l’ultima metafora, ora del NI colà). Nel nuovo Orto degli Ulivi, già Getsemani, NI colà e tratto dall’Egitto del Dio RA, RA (Romano Amodeo) doveva indurirsi nel cuore, per salvarsi. E allora Dio gli mandò questa Maria T sensuale, che aveva bisogno di calore e che lui poteva aiutare. Egli ci provò, ma s’innamorò di lei e superò l’amore giusto, che è quello sessualmente per la moglie consacrata in Cristo. Ma doveva superarlo: egli era destinato ad essere il punto finale di ogni profeta e Maometto, per citarne uno, ha avuto più mogli, come gli stessi Patriarchi Ebrei. Scorgendo anche il sollievo personale che ne derivava, RO si lasciò amare e, tradendo con ciò Gesù, fu cristianamente RIO. Così questa Maria Teresa corrisponde alla RESA di TE voluta da Maria, che, di suo, è una maestra di nome Maria che sa MAZZOLA’ N.I., a fin di bene, e lo salva in un momento in cui senza questo amore allargato, RO forse sarebbe stato spacciato. Il Giorno 24 giugno 87 Ro percepisce di colpo chiaramente che questa storia è finita … e quel dì la Madonna appare a Maria Fioritti, a Monteslvano e prepara quanto attende un Santo Ro nel suo futuro. Il 28-2-1988 RO sceglie la croce per il suo tentativo di dar corpo a Gesù, con la sua impresa economica, e chiede al Tribunale di Milano di Fallire, come persona e come azienda, essendo quella croce il solo modo che ha per liberarsi da una situazione resa assolutamente ingestibile. 7) Maria Fioritti e Don Diodati sono gli animatori della catarsi popolare, per via del sole della croce, indotta su oltre 20.000 persone (ed una, Floridi, morrà) proprio in quel 28-2-1988 in cui i Santo Romano si mette in croce (ma essendo invisibile, a Milano), nel giorno che però celebra ovunque, anche a Montesilvano, il San Romano. È una strana coppia di Padre e Figlio (Diodati un Padre e Fioritti una sua Figlia, ottime persone) che fotografa a Montesilvano, nel suo stesso fallimento, il momento esatto della resa di Romano a San Romano. Dio Padre e Fio Figlia, dati ritti, elevati in croce (come hanno scritto nel loro stesso nome e nelle loro vesti di un Padre e di una Figlia, in Gesù Cristo) il 28 febbraio ‘88 assieme al San Romano, sono dati ritti (come Dio e il suo Figlio) sulla croce del pubblico discredito per avere affermato una verità trascendente e così non apparente. Hanno visto un Gesù con la tunica oro (se lieto) o rossa (quando triste) e ciò trascende il Tu N.I. (il solito Nazarenus Iesus scritto in un acronimo Romano) ca’ (qua) o RO (Romano)… oppure RO SS. A., ossia Romano santissimo Am0deo, egli che dice Son ridotto a ZERO (fallito come ora sono!), ma con Dio. Anche la scritta che si aspettavano in cielo, di notte, doveva restare un segreto, e Dio non dà a vedere che è il Fallimento decretato per iscritto, il 5 maggio 88, una buia notte, per le intenzioni che aveva RO di dar corpo a Gesù mediante una impresa che fosse reale ed economica, anziché ideale e senza necessità di alcun mezzo! È proprio da questo momento in poi che Le (due) Mamme di RO (la naturale e quella del Cielo che gli aveva dato nuova vita il 4.6.1940) E li, e li ... sab àcta NI., proprio così come il grido, Le Ma sabunt acta NI, apprendono e sanno alla sola e vera radice stessa del sab, gli atti del Nazareno Gesù! E, così, mentre RO si annienta del tutto dedicandosi solo a curare la MA terrena (messa letteralmente in croce nella sua ragione da una incipiente demenza senile), la MA celeste dona a lui tutto quanto il trascendente sapere ha tolto a sua madre. C’è un nuovo ed ideale baratto che dona a Ro tanta Sapienza e Giustizia da farne un uomo nuovo, che è la forza di sua mamma… è la MA che attendevano a Montesilvano, ma che a quel punto è indotto a trasferirsi a Saronno e ad aprirvi una scuola di Epistemologia, in cui spiega le verità di Gesù con i principi fondamentali della scienza umana. Il Ro di SA è ora a SAR, con il suo IO santo e materno, sempre più il Rosario ideale … come il figlio reale della Stella Mucciolo, e fratello di Sabato e Mario. 8) Le Marie che sab acta N.I. (del Nazareno Iesus) come l’evento numero 8 (della pienezza del volume a lato esteso da –1 a +1) sono la catarsi di una vera e risaputa rinascita del santo RO-SAR-IO in un nuovo Presepio, ove ora anche da parte degli altri (ottime persone, e una di nome Elia, un pizzaiolo) si sanno (e si indicano col latino di un Romano e la radice sab di sabunt) àcta N.I. (gli atti di un povero cristo Romano venuto dopo il 1997 a Saronno). Qui vi sarò NN, come un illegittimo FIO, a Cassina Ferrara (di RA, il RA principiato a FE, Felitto, come R.). Rinascerò come il Rosario, il frutto del seno della Madonna, Sede della Sapienza, un una cucina (la mangiatoia) avente Reina (la Maria Regina) a destra, a sinistra e sopra la mangiatoia, mentre, sul davanti, vi era il tabernacolo della Santissima Maria. Tutto questo è il Presepio della Rinascita del povero cristo, con il contorno di le Maria Rosa (Cogliati e Sposato), e di tutte le altre Mamme e Marie e gli Elia che sanno di Romano e sua Madre solo come di due poveri cristi, pieni di amore, ma alquanto poveri di spirito, specie sua madre … e poi quel Sabato, come un Rom! Tutti e 3 come Rom, ani di Rom (Romani), deretani per i rifiuti spettanti a veri senza patria. 9) La Mamma Maria Carnelli, di Padre Luigi (Luigi, come il padre carnale di R.A.) é la catarsi, indotta dalla Mamma Maria (del prete), ottima persona.. È la messa in croce derivante ora dalla sofferenza relativa al ministero di uno sposo di Dio, bravo parroco e maestro, che è però costretto dal Padre Nostro a santificare R.A. povero cristo, combattendolo e non riconoscendolo come tale … per l’immagine divina che egli ha (e non umana) del Cristo, che non gli consente di scorgerlo in un povero cristo come Ro, che gli sembra senza né arte né parte, anche se è pieno di voglia di fare (ma per fare certe cose, bisogna esserne all’altezza, ed egli non la vede). Invece sua Mamma la scorge davvero, ed un giorno ha pietà, di lui e di sua madre, e gli offre aiuto spontaneamente, per pura carità verso i due di cui le Ma sab (sabunt) àcta Nazareni Iesi (le mamme sanno, conoscono per dono divino gli atti della povertà del povero cristo). Proprio la mamma di questo sacerdote è li e li sa al punto che, visti RA e sua madre da distante (dalla finestra del primo piano, mentre passano sotto, per la via), gli grida dall’alto e gli intima di fermarsi! Scesa da loro, fino in strada, la Santa Maria mamma del prete offre a mamma e figlio un mucchietto di centomila lire, accolte dai due con lo stesso cuore grato di chi glieli aveva porti con tanta avvedutezza e buona grazia, ma girate alla carità che lei avrebbe dovuto poi avere verso altri poveri cristi, ancora più poveri di loro, perché loro due lo sembravano - e glielo dissero - ma erano i poveri cristi più ricchi del mondo. 10) La Maestra Maria T. Legnani, maestra elementare di musica, davvero persona che non ce n’è di migliori (per quanto sia molto piena di sé), é l’occasione della catarsi Mariana derivante dalla sofferenza, ora, proprio per l’amor nuziale, messo in croce, di una sposa di Gesù (che si aggiunge a quella appena vista dello sposo). Questa Maria è Teresa, essa pure, come la Mazzola, ma, soprattutto come sua nonna, Maria Teresa Russo (la Russia per cui pregare, di Fatima, maltrattata dall’Amore carnale, come dalla MT Mazzola). Ma questa MT sarà il segno dell’amore mio ideale, quello che cede sempre alla voglia altrui, sia che sia amore che vuole per sé, sia che sia amore che respinge da sé! Lei è suora per 10 anni, ma Dio la fa ammalare, tornare a casa per le lunghe cure e poi guarire, dopo 3 anni, per un miracolo legato ad una preghiera trascendente di Romano (trascendeva la sua persona, era per un’altra ammalata del suo stesso male, la quale guarì subito dopo, assieme alla suora). MT Legnani, quando fu risanata da Gesù, per gratitudine... si spogliò e con ciò divenne come dice il suo cognome, una che sa Legnà NI! Divenne allora, nel disegno divino, la Maestra del coro si cui parla il Salmo 22, Salmo che va intonato con l’aria “Cerva dell’Aurora”. Il Salmo 22 è il Salvatore di Salerno del momento 22, nato l’ora 22, è RO, che diventa, per lo svolgimento del disegno di Dio, suo corista che, quando la vede e conosce, il Gesù in lui davvero vivo ama divinamente. Egli ama molto quella sua suora sposa, costretta a lasciarlo per santificare RO. Lei, infatti, riesce a intervenire provvidenzialmente per quanto era restato del RO di SA, RIO, e lo santifica come il Ro di Sar… io! Accade per un amore per lei, MT, che, a differenza dalla precedente MT Mazzola, è divenuta da mazza, ora l’essenza “legno” di quella mazzola, ed ogni essenza è assolutamente pura, tutta dedita ai canti di Dio. Così Ro, costretto dal modo di essere di lei, che si è come staccata dal mondo degli uomini, anche se non è più suora, accetta di stare al suo posto e di contenere il più possibile il suo amore, anche se è puro e santo, essendo quello del Gesù Cristo in lui. Così qui LE MA sono quella della MAestra Maria, di una RESA di TE non per l’amore terreno e sensuale, ma per quello sacro e divino, trascendente. Con queste due MA, della RESA di TE (quella carnale e quella santa), Maria SS. sa santificare ora chi si contiene anche se a fatica e si fa ingiustamente discriminare e trattare proprio come un Paria, sia da lei, sia dalla sua metaforica celeste famiglia, in cui suo padre e sua madre sono un Angelo e un’Angela. 11) E. Maria Martini é la catarsi, indotta da Maria attraverso l’ottima persona di questo Arcivescovo e Cardinale (però un po’ suscettibile e tronfio), catarsi derivante dalla sofferenza ora per l’amor nuziale, ora messo in croce, d’un consacrato Principe della Chiesa.Il cardinale Enrico Maria Martini sarà il responsabile di tutte le traversie portate ora contro il RIO (reso nuovamente Santo da Maria Teresa) da una Chiesa che non è mai in grado di riconoscere e apprezzare i profeti in Patria. Succederà che RO si troverà a dover rispondere, come messaggero della Sede della Sapienza, all’Enciclica “Fides et Ratio” di Papa Giovanni Paolo II, ma anche accadrà che, nella risposta, per lodare l’iniziativa illuminata del Santo Padre, egli metterà in luce la cecità precedente, portando a esempio il comportamento della Curia milanese che, con lui che proponeva conferenze gratuite per dimostrare con la Scienza (e non Scientology) l’esattezza del Vangelo di Gesù, gli rispondeva uno stupefacente “perché lo dice proprio a noi?” (a noi Maestri non serve altro! Abbiamo la Fede!). Il Martini, saputolo e sentendosi umiliato da quel giudizio, deciderà di fargli negare ogni audience e credito. RO metterà allora in gioco la sua vita: se non fanno la volontà del Papa, lo lasceranno morire di stenti … e allora accadrà come allora: l’attuale Sinedrio, espresso dai Principi della Chiesa Cattolica, gli daranno “morte mediatica”, nell’era in cui “è vivo solo chi comunica”. Le Ma (di Maria Martini, in veste del Magistero della Chiesa) sono il Ma’ che sa Marti(rizzare)NI , ove tra parentesi c’è il suo rizza il Re sulla croce ... di quella Gerusalemme di cui poi sarà, per Provvidenza di Dio, l’Eminenza cristiana. È questo martirizzare il povero cristo FIO di DIO a martire che porterà al finale avverarsi di quanto previsto per San Romano dalla FIOritti e dal DIOdati. Infatti Romano, per l’avversione dei Principi della Chiesa di Milano (Io la no!), si sposterà a Monte Sion e con LV giorni di penitenza papale, per lui Romano, sarà MontesiLVano. 12) Elì è lì (infine a Monte Sion) l’è, MA l’arpione del cuore umano crocefisso sa arpionar NI per il colpo di Grazia). é ora la catarsi, indotta da una Maria, Grazia dell’Amore, e derivante dalla sofferenza per l’amore Provvidenziale, divino sempre, ma troppo malinteso dall’uomo. Il nuovo Gesù, mortificato ormai dal principato della Chiesa per l’amor suo verso il Compito cui Egli era stato chiamato proprio da un Papa, doveva giustificare anche il nome della Monte Sion e del Monte Calvario del Cristo. Ed allora RO è veramente arpionato da una donna (validissima persona, ma solo troppo schiva e timorosa dei detti della gente) che è sia un pino per lui AR, sia un arpione, nel richiamo del suo nome … ma che lei non vuole sia nominato. È allora, proprio lei, come il finale Pietro che non vuole essere associato al Cristo (ma non per disamore: solo per schivare i pericoli). RA è condotto da Dio, arpionato da Maria, a Montesilvano, e qui seguita a dire le cose giudicate “pazze” come quella che “ogni io e Dio sono la stessa cosa” con le quali lei non vuole essere pubblicamente coinvolta, per non patire a sua volta quelle accuse rivolte a lui, che per lei sarebbero pugnalate mortali. Sarà il colpo di Grazia di Maria, chiamandosi lei inoltre Grazia, e sarà dato a Gesù ora da un Pietro, con il solito gallo che poi canta 3 volte. Mentre RO è a Montesilvano, proprio il Papa, Pietro in persona, l’avrebbe di nuovo rinnegato. RO si sarebbe fatto presentare ufficialmente da un Giornale (Il Centro, dell’Abruzzo), al Papa, come “un povero cristo”, senza nome e cognome, che, vivendo solo del Corpo e Sangue di Cristo, avrebbe digiunato finché Sua Santità non avesse concesso udienza a lui, appunto “povero cristo”… Ebbene il Papa non solo non l’avrebbe concessa ma non si sarebbe degnato nemmeno di rispondere, né in pubblico né in privato, a tale anonimo povero cristo la cui serietà d’intenti era garantita da un giornale, però senza che esso ne facesse oggetto di pubblicazione. Così Romano sarebbe restato digiuno 55 giorni, il che è LV per un Romano e Monte Sion, città di tale povero cristo, avrebbe assunto in sé LV (i 55 giorni del suo sostenersi col solo Cristo) e sarebbe divenuta per tutti MontesiLVano ed anche il Monte Calvario, della pena toccata al RIO venuto cà da VA (la Provincia cui appartiene la SARonno da cui RO va a Monte Sion). Il Calvario di Gesù, infatti, dovrà il suo nome ad un Ca LV A.R. IO, cioè alla metafora (riguardante un futuro rispetto al Gesù sulla croce) di un Qua i 55 giorni di pena sacra per Amodeo Romano, io. Insomma un RIO (la fine atroce del Calvario) che quando la R è la greca RO si scrive PIO. Questa è la segreta ragione per cui Dio avrebbe fatto poi esistere (2.000 anni dopo Cristo e durante la nuova e reale presenza umana del Cristo), sia Padre PIO, sia le sue stimmate, sia le sue bilocazioni Italia-Brasile, tra Mondo e Nuovo mondo. Insomma come il dì in cui PIO (l’IO di RO, scritto P) nacque, quel 25-1-38 in cui il Figlio del Duce Prepotente trasvolò Italia-RIO, in Brasile. Pertanto, nell’escalation di una catarsi sempre su scala maggiore, questo della dodicesima allusione dell’ INRI (del Romano Iesus Nazarenus Rex Iudeorum) è il momento più alto della sublimazione e della catarsi umana, come se fosse al cospetto dei dodici apostoli.
Nel 3° ed ultimo tipo c’è solo una coppia … di un primo ed ultimo ... ma per attuare che cosa di più? Che cosa ancora possono aggiungere, come catarsi, il 13) e il 14)? Coinvolgono direttamente come 13) la catarsi (1 e 3) dell’amore del Dio uno e trino per se stesso, primo e ultimo e 14) l’accadimento dell’ultimo(-PRIMO per tutti) baratto (il Bar ONE) per una morte e resurrezione che trasformano Romano Amodeo, RIO DIO FIO di Luigi 7.7. in RA Dio Sole e Figlio del Re Sole… nell’Apocalisse elettromagnetica che sarà causata dal Sole il 22-12-2012.
13) Elì è, lì l’è, ma sab.àcta NI ? È la catarsi derivante infine proprio dall’amor proprio, di DIO uno e trino, per se stesso. Resta radicalmente (nella radice sab del verbo sabet) esattamente così come lo grida Gesù ed ha un senso pieno ed assoluto, anche per me, quando la motivazione è quella dell’uno aggiunto ai 12 apostoli, che riguarda l’IO in assoluto così simile al 10, sommato alla realtà dello spazio umano a 3 dimensioni. Ora tocca direttamente, a me-Gesù, di aggiungermi ai 12 e di operare concretamente contro me stesso e procedere assistendo alla mia stessa santificazione, mortificandomi io con la mia propria e personale croce. Gesù sa che dovrà castigarsi realmente, in me Romano, che sono un vero Reo peccatore. Affermato che Elì è lì ! l’è, ma… prosegue in lingua latina, come se Egli Romano ne dubitasse: sabet àcta NI ? Sa, questo latino ROMANO, compiere et acta N.I. (Nazareni Iesi) , anche gli atti del Nazareno Iesus? Il vero dramma di Gesù è che sa che Romano non saprà compiere tutti gli atti del Cristo, perché sa che rinascerà e pagherà attraverso di lui il FIO, la COLPA per tutti, come un RIO, un REO un paria senza più credito e senza più alcun potere! Uno “puro come lui” sarà veramente abbandonato dal Padre se, divenuto un peccatore non solo rigettato e disprezzato, sarà anche incapace di compiere gli atti miracolosi di Gesù? Allora, per farsi apprezzare nella sua essenza sublime, non avrà più altro mezzo che le Ragioni dello Spirito santo, ma che nessuno vorrà seguire e — questa è bella ma anche paradossale! — proprio nel rispetto della Fede in lui! Il Ciclo santo si trasformerà in ciclo vizioso, come un boomerang ? Gesù, insomma, ora deve subire la sublime catarsi del suo divino AMOR PROPRIO, proprio nell’umano AmoR che non è riconosciuto “proprio come Amo. R”, pur essendo detto verbo e parola avente l’esemplare evidenza di quel ROMANO Amo DEO in cui io, Iahve, AM 0, son ridotto a ZERO !
14) Elì è lì, l’è... Ma sa B(ARONE)actà NI ? È la sofferenza dall’amore UNICO di quell’ONE assoluto che infine sovverte e converte tutto, uccidendosi in AR e facendosi risorgere in RA. Ciò metterà fine a tutto, per DIVINA PROVVIDENZA, e si tratterà dell’ultimo baratto fatto dagli altri in metafora di LUI, quando Egli sarà nuovamente morto, anche nella sua reale ripresentazione. Chi per metafora lo farà (mentre egli è morto e per rendere lui stesso il San Liberatore di Atri, A-tri, uno e trino) sarà la dottoressa Barone (ottima ed attenta persona) dell’ospedale San Liberatore di Atri. Lei, per cognome Barone, è l’addetta all’atto del BAR ONE, all’ultimo baratto, che avverrà nel reparto psichiatrico che cura i malati mentali. È un Baratto tenuto ben segreto (tra parentesi) nelle lettere AR ONE, che rivelano che chi è nascosto è il number one per tutto il mondo, che, burocraticamente (il cognome prima del nome) è A.R. Se abbattiamo quant’è burocratico e sveliamo quanto è tra parentesi e lo riveliamo (attuando con ciò il processo inverso al celare) AR ONE (che così com’è è la metafora, è ”una sorta” di Aereo Presidenziale: l’Ear One) rileviamo un chiarissimo “ e no! RA! ” Abbasso la burocrazia e la discriminazione di chi vuol nascondere e definitivamente sopprimere AR ONE (il burocratico numero uno del mondo) ! Nel grido esatto di Gesù c’è la ribellione a quant’è disumano e l’avvalorarsi di tutto l’esatto opposto a quest’occultamento del valore divino della persona, non solo la sua, ed è il chiarissimo e no! RA! Il che indica, imponendo l’essere di tutto quanto vi sia di omesso e tenuto tra parentesi, che ci sarà la provvidenziale Resurrezione del Cristo, anche per la seconda volta. In verità non si sarà trattato di un personaggio burocratico, di un Amodeo Romano NN come fosse un qualunque NN Esposito Gennaro di Napoli, o di quando il suo IO si rivedrà in un SARO’ NN a Saronn, ma di un Romano Amodeo che non è affatto NN! E no! RA! non A.R. ma addirittura il DIO RA. Insomma il punto 11 preannuncia che infine RA MORRA’, mo’, momentaneamente, ma, POI, essendo IO P, io Padre e RO, io la figura anticipata da Padre PIO, letto RIO nel gergo G. RE & CO, RA risorge … rà come IL Dio e per la 14^a ragione di Luigi XIV, Re Sole .
Perché questo CONCRETO RIFERIMENTO al sole? Perché dio è il dio dei vivi e non dei morti. Ciò significa che sarà proprio il Sole, concretamente, a determinare tra breve le condizioni elettromagnetiche dell’Apocalisse: inversione dell’Asse terrestre che determinerà un assoluto e devastante: †Sun am I DA LEGGERSI Sono il Sole della Croce!
Io, il San Liberatore di Atri sarò il Dio del PRINCIPIO A, uno e Trino che, informandovi che questa inversione inizia al minuto 22, ora 22, giorno 22 del 12 del 2.012, ora 22 Romana (0-12 per Gerusalemme), libererò l’uomo per una ulteriore generazione e ci sarà infine quella Terra popolata solo da quei Cristiani che comprendono il valore sublime della Croce e del suo Dio che già ha dato la credenziale di uno †Sun am I di questo genere, il 26-12-2004 quando si è incoronato in un Romano di esattamente 22.222 + 2220 giorni di vita, per presentarlo, in modo metaforico e trascendente, come il 22 del Salmo 22 il Sal del mo-mento in cui ora non mento, essendo io nato all’ora 22. Se dubitate di questa verità, controllate, fate il conto e accerterete come chi è nato il 25-01-1938 ha compiuto esattamente 22.222 + 2.220 giorni di vita, il 26 dicembre 2004, giorno dello Tsunami nel Paradiso terrestre della Natura, che l’ha incoronato SANTO... a Santo Stefano (Incoronato), nel gergo GRECO del Gesù Cristo Re & Company, o, se volete, in quel G.RE.CO. in cui fui già SO.C.R.A.TE, un SO che NON SO, e SO’, sono Cristo, Romano Amodeo, TE. Io, Dio, D grande, divina dell’IO … sono sostanzialmente ogni TE IO offro a TE tanta possibilità di controllo, mo, e — poi, finalmente — TI ridarò la metafora di Giona, perché S. AL, ora 22, sono il SALMO 22, e davvero il Salvatore di Salerno dell’ora 22, dell’escatologico Salmo 22, ora della mia nascita e ora 22, del 22-12-2012, dell’Apocalisse. |