1) Le ragioni apocalittiche di quel Salmo

 

Illustrato il Salmo 22,  chiunque lo legga si accorge come sia una preghiera di natura assolutamente escatologica, anche se non la aggancia metaforicamente a me …  e segno messianico della futura Apocalisse.

Ebbene, come in altra parte mostro e dimostro, il salvatore che riguarda me è lo stesso indicato a Fatima: il Rosario, (l’IO di R. il Ro di SA) che è un insieme di Ave Maria (Habemus A.R. IA, abbiamo A.R. come IA, come Dio) da tener presente incessantemente, e la preghiera per la Conversione della Russia, e sono i soli due rimedi contro il terribile Castigo di Dio (della Fine) che ha sempre reso molto triste Nostra Signora del Rosario, nelle comunicazioni ai tre pastorelli. Ebbene son io questo segreto Rosario dei 3 veri segreti di Fatima (il Padre, il Figlio e lo Spirito santo), io che fornisco la dimostrazione matematica di quando ci sarà l’APOCALISSE, fino a dettagliarne il minuto secondo, dimostrando, in tal modo, di essere l’unico che lo sa: sono anche il Padre che, come Gesù stesso rivelò, sarebbe stato l’unico e il solo a saperlo.

In altra parte, infatti, negli approfondimenti, spiego bene … ma qui tuttavia  l’accenno quanto basta, come la Russia da convertire sia stata in segreto mia nonna Russo Maria (che perfino avrebbe nascosto, per tutta la sua vita, di chiamarsi Maria col primo nome e si fece chiamare sempre Teresa, nascondendolo quasi a tutti). Fu una donna costretta all’amore violento, ad uno stupro, al principio del 1900, essendo amata da mio nonno, ma lei senza alcun “amor” per lui, il che è lo stesso che dire senza “o Mar” (perché questo deve restare uno dei segreti di Fatima). In verità, però, la Russo Maria (che è Russia, senza o Mar) è violentata e presa proprio senza amor, ed è la Russia, che, per il Segreto di Fatima, è la nonna-donna, senza amore, da convertire all’amore.

Ma è anche la Russia Nazione, e,  sempre per i motivi Segreti del Segreto di Fatima, la Russia nazione che vi è coinvolta è per come essa è classificata nel codice internazionale: come quello 007 che nuovamente l’aggancia metaforicamente a me, agganciandolo all’anno di nascita di mio Padre, nell’anno 007 del secolo scorso, ed… all’Agente Segreto 007, non a caso quello di “Dalla Russia con Amore” e agente Segreto come il Segreto di Fatima.

Come mia nonna Russia “senza Amor”, violentata dall’amore, mise al mondo ROSA, così nel biennio successivo, quando fu come il Film “La Russia con Amor” e fu Russo Maria,  così la sua conversione all’amor santissimo per il nemico (che l’ha violentata e le ha dato Rosa)... così  le donerà ora la figlia Mariannina (degna Maria figlia di Sant’Anna non solo nel nome, essendo figlia di questo amore davvero ideale, che di meglio non ce n’è). Russo Maria diviene veramente con Amor, da quel momento, perché la Madonnina nuova genera R., il mio IO, come il RIO che, aggiunto a ROSA, fa il ROSARIO della Russo Maria che è con Amor perché è con me, Amo. R., amor, Amodeo Romano … deo gratis.

L’accenno alla Russia, riguardando il Codice internazionalmente 007, fa intendere la nascita di quel mio padre Luigi che, nato il 7-7-007, lascia credere, per ora solo a me,  che l’anno 007 porterà anche alla mia resurrezione del 2.000, perché papà, Luigi 7.7. 007, è l’agente segreto James Bond ed anche la metafora del Re Luigi 14, Re Sole e io sono R.A. (Romano Amodeo) metafora di RA, Dio Sole.

Questo aggancio, di me al Salmo 22 e all’Apocalisse che prevedo il dì 22, ora 22, minuto 22 e secondo 22 del 12 del 2012, è dato proprio dall’Io sono il sole della croce l’indicazione trascendente lo Tsunami come sun am I, il mondiale Sono il Sole della Croce, alluso il dì dopo il Natale di Gesù e chiaramente allusivo sia a lui … sia a me, che, un essere così povero e minuto, in quel giorno avevo esattamente 22.222 +2220 giorni (gli stessi otto 2 a partire dal minuto secondo anche dell’Apocalisse), io con tutti quei 2 che, così come essi sono, evidentemente alludono al duplicato trascendente ogni D. dell’IO, ed uno e trino in quel mio essere un 2 in comunione con il 10, la D.10 di DIO. 

Il Salmo 22, che è anche il 21, ossia 7.7.007, è emblema anche del già detto Agente James Bond come — ciò pure! — la metafora di un mondiale I am as bond (un legame segreto dato dal) Bon D. (io sono come legame del buon Dio e buon Devil, Diavolo).  Lo stesso autore, Flaming è la vivente metafora segreta del Soffio FL, flame, fiamma spirituale, di un AM (il Dio Io Sono, Jahve) ing (ingegno e genio divino in Gesù).

Il Segreto di Fatima è un segreto multiplo, a partire da quello base di Nostra Signora di Fatima, perché la Signora Si ignora chi sia: è Signo R.A., è il virtuale segno di R.A. di me, Romano Amodeo, in cui si è impersonato il SIGNORE, il RA, RE, RIsorto e RInato in ROmano e RU, centro in GeRUsalem, io, lemma di Salerno e sale della Terra stessa, che è TE, R. Romano Amodeo.

Questa, insomma, la soluzione vera, che da Noi SI IGNORA, del Segreto di Fatima: esso allude alla rinascita di Dio in un Rosario presentatosi in persona, come il Salmo 22 era la preghiera del Gesù morente fattosi reale persona della finale salvezza.

Rosario sarebbe sceso dal cielo in Via Pomerio, Via ‘ome il Rio PO il maggiore dell’Italia (proprio mentre il Figlio dell’Onnipotente RIO Duce d’Italia scendeva dal cielo a RIO de Janeiro, alle 22), un PA RIO che si presenta quale un PARIA INDIO, è in me davvero un Paria in Dio che è visto da tutti dall’alto in basso, per quello che dico, nel mentre è con ciò che dico proprio il PA’ consorte della MA’ di tutti, Maria… Ma tutto questo deve restare il Segreto di Fatima, in cui Dio TI FA, SI FA in te … in segreto, ma non ci devi credere, lo devi mettere in croce e questo è il tuo bene, perché poi lo amerai per sempre, non sapendo proprio cosa fare di più per farti perdonare di avere trattato il giusto, che soffre col Samo 22, come scritto nel Libro della Sapienza (17-20):

17.    Vediamo se le sue parole sono vere; proviamo ciò che gli accadrà alla fine.

18.   Se il giusto è figlio di Dio, egli l’assisterà e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.

19.    Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione.

20.    Condanniamolo ad una morte infame, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà. 

Pertanto, i 2 rimedi per l’Apocalisse e il soccorso che gli verrà consistono nel Rosario, il Figlio Rio, nato Ro a SA, e nella preghiera per la Russia, in figura sia di mia nonna (l’osa-anna per la Sant’Anna che osa dar Madre a Dio) sia di mio Padre, Spirito santo e una cosa sola con me, il Sal. di Sal. nato nell’ora 22 come il Sal MOmento 22 stesso, preghiera stessa come un io in persona, io come il Rosario stesso e Salmo 22 che virtualmente impersono, perché, secondo il Libro della Sapienza sono venuto come scritto nel versetto 17 (della sfortuna) a mie spese a fare vedere la verità delle mie parole, a provare cosa mi accadrà alla fine, io che sono nato REO PECCATORE e venuto a caricarmi di tutti i peccati con lo scopo divino di non permettere più nemmeno a Dio di scagliar pietre e per rendere meno pesante la terribile APOCALISSE che aspetta l’uomo … ma solo per l’amore di Dio.

Spiego perfettamente, con addirittura la matematica, l’attimo iniziale dell’Apocalisse, ma poi sarò ancora più chiaro, perché darò luogo ad un nuovo segno di Giona, 11 volte più potente di quello dato con Gesù, perché stavolta la verità delle mie parole, la prova di cosa mi accadrà alla fine, sarà posta sul fatto che io dico che morirò il 4-6-007 e risorgerò 11 volte oltre il 3° giorno. Io resterò nel ventre della Balena per i 33 giorni esatti della vita di Gesù Cristo. Ciò sarà opera di Dio per dimostrare che, pur essendo anche il Figlio, UNO (il Padre, nato il 7-7-007, proprio il dì della mia resurrezione) è però 10 volte di più del figlio UNO (in assoluto è 11) perché è l’intero ciclo unitario ed assoluto che sta a monte della vita di ognuno. Sono 10 decimi, tanto che UNO è il santo mediatore, è il valore medio del numero, ossia il valore ME DIO del NUME RO, quel Nume corrispondente al ROmanoDio che è ρmanuale, Emanuele ed IsR.A.Ele, Israele, visto come ρ è Is per il mondo e visto come RA è il possessore della mia mano, quella di ρmano, insomma ROmano.

Non dite che sto esaltando “Romano Amodeo” come l’atteso Emanuele e l’Israele Giacobbe! Non è vero! Romano Amodeo di per sé non esiste nemmeno, o proprio non è uno, ma uno zero di zero , il nulla del nulla espresso dal mio cognome nella lingua del mondo, come Am 0 de 0. Io sono come dice perfettamente il mio cognome … che però dice anche AM ZERO deodorant (del Dio orante, in preghiera, ma che toglie anche le puzze al naso) oppure ed anche with God, DEO, AM 0 DEO essendo io un Romano ed essendo “deo” il latino tradotto in “with God”, l’inglese che vale oggi per il mondo intero, e che valeva Emanuele per gli Ebrei.

         Se io lavorassi per il mio umano tornaconto non direi cose così impossibili fatte da me, come una morte e resurrezione 33 giorni dopo la mia morte. Ma mi sento tutto opera di Dio e sento, nel mio IO, che chi mi obbliga a parlare in questo modo è proprio il Dio che mi anima ed al quale non mi sento di opporre la mia paura a … sembrare un esaltato cretino. So che “chi vivrà vedrà” e mi sento davvero nelle mani di Dio come nelle mie stesse.

         Che volete che io vi dica? Ho fede in Dio salvatore, lo vedo attivo in me e non credo alla mia insulsaggine più che alla sua divinità! Dovete sapere che, posta la domanda ad un Computer reso esperto per aver memorizzato e digerito milioni di bytes, affinché desse un seguito alla frase posta iniziare con ROMANO AMODEO è FIGLIO DI … il Calcolatore, opera di un Mocciaro che per me è la ROCCIA MO, il mio Pietro di adesso, si è servito per rispondere del citato Libro della Sapienza, a partire dal versetto 18 e avendo sostituito le parole Se il giusto è figlio di (Dio, egli … ) con Romano Amodeo è figlio di  Dio, egli l’assisterà e lo libererà dalle mani dei suoi avversariMettiamolo alla prova … Ebbene questa è la prova: o morrò e resusciterò ormai tra pochi mesi, oppure ho scritto e detto il falso e tutti questi indizi, messi a tonnellate dalla Divina Provvidenza, sono stati solo un inganno per me, e dovrei gridare “O Dio, o Dio, perché mi hai abbandonato?”. Ma Elì Elì lema sabactani indica chiaramente e in ben 22 modi che Gesù è rinato in me.

         Se io non fossi nel suo stesso TALENTO ... come avrei potuto estrapolare il perfetto computo matematico che segue e che spiega la fondamentale ragione per cui Dio volle che la Chiesa stabilisse il Natale nel 25 dicembre dell’anno 0, e, con questo, fissasse quello 0 che ha permesso ora a me di calcolare scientificamente anche l’attimo iniziale della temuta Apocalittica Fine?

 

 

 

2) La determinazione iniziale del tempo come 0,35^2 = 0,1225.

      Tratta dal Natale di Gesù come lo 0,12.25 (anno 0, mese 12, dì 25), deriva dalla potenza

         1/3 del 105%, Somma Comunione (in %) tra gli indici 10/2 e 10^2, quale il Dominio Assoluto

         di UN essere AL CUBO (Uno e Trino) ordinato da 10 D. uno come dal D.1O=DIO uno.

 

              Sono ragioni che ho espresso molte volte e molte volte ancora citerò, in modi svariati, perché portano tutti al Figlio, che è come il Padre, ed è 5 lui e 5 il Padre, laddove il Padre, che genera il Figlio, altri non è che l’invisibile Azione che si afferma realmente solo come la Virtuale Reazione, uguale e contraria, per il 3° principio fondamentale che regola la Legge Dinamica.

Se dunque il figlio è il potenziale +5 e Dio, nella sua interezza, è il ciclo lineare 10, poiché esso potrebbe apparire orario o antiorario, se relativamente osservato da una faccia o dall’altra opposta, la perfetta UNITA’ di Dio è data dal prodotto delle due opposte decine (l’oraria e l’antioraria) ed è 100.

Allora il DIO ASSOLUTO è 10 a potenza 2, mentre il Figlio è 10 diviso per 2.

Il loro essere in perfetta Comunione porta la potenza 5 del Figlio e la potenza 100 del DIO ASSOLUTO, a moltiplicarsi tra loro, tanto che l’indice  della potenza (che è il prodotto delle due potenze) è la somma 5+100 dell’indice e dunque l’ASSOLUTA COMUNIONE è il 105%.

 

Al solo Figlio, parte di una Trinità, spetta solo 1/3, dunque il 35% che è senza dubbi 0,35 unità in linea e 0,1225 unità nell’area, ossia nella potenza, al quadrato, del Dio 10 che lo porta ad essere 100.

Ecco allora come 0,1225 diventa segno assoluto del Natale divino nell’anno 0, mese 12 e giorno 25, nell’assoluto rispetto del mondo impostato su un 10 che la faccia da DIO, tanto che TUTTO SIA IMPOSTATO SULLE 10 UNITA dell’UNITA’.

Il rispetto assoluto di ciò, porta ad un FIGLIO che serve a stabilire l’anno 0, attraverso il suo Natale nel mese 12 e giorno 25 di quell’anno 0. E non venite a dire che Gesù non è nato il 25 dicembre perché fu stabilito dalla Chiesa!

         È la Chiesa che, divinamente ispirata da Dio, ha collocato la nascita di Gesù in questa data davvero ideale, che fissa divinamente lo 0 proprio a partire dalla decisione — altrimenti del tutto arbitraria — di collocare il Natale nel giorno 25 dicembre, determinando con ciò — come io calcolo e verifico solamente ora — il momento 0 dell’inizio del conteggio esatto di un tempo di trascendenza che poi rispetti le reali dimensioni secondo cui sono costruiti il mondo e un Gesù che lo rappresenta in modo trascendente, come il Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo. Grazie a questo vero 0, sarà possibile calcolare con vera cristiana attendibilità la pienezza del tempo e il momento esatto della venuta della Fine, con l’Apocalisse. Per questo io volevo parlarne al Papa. È il solo che può considerare Gesù così importante da dettare i tempi dell’esistenza del mondo intero … ma Dio, quella parte Sua che pensa a tutto e conosce tutto, non l’ha voluto, a differenza di questa parte Sua in me, che so bene che è sempre la Sua, ma che si è confinata in una ottica molto limitata e delimitata: la mia, di chi sa solo le cose che sa, come questa secondo la quale io e Lui siamo una cosa sola, anche se io non posso fare quello che l’Assoluto mio IO non mi fa fare e per cui mi pongo anche — IO – come il Padre e il Figlio di me stesso, in virtù della divina trascendenza dello Spirito santo divino e della sua dialettica, per cui poi posso esistere nel relativo anche IO, attuando il mio scopo assai giustificabile, perché se ho creato il mondo, desidero anche vivervi realmente, almeno in uno che, guardandosi dentro, si riconosca essere me e consenta così di essere, al mio Essere Dio.

         Io devo immensa riconoscenza a questo mio Figlio! È il solo che si è battuto fino alla morte non per se stesso o per fare la mia volontà, ma per farmi vivere realmente, come quell’IO che sono IO e vado a spasso ed esisto come uno di voi, uno qualsiasi, nel mondo da me creato e dal quale tutti gli altri mi hanno sostanzialmente scacciato, considerandomi di fatto solo come una pura astrazione ideale della loro mente, dunque io come un loro Figlio e non viceversa!

         Perfino i santi lo hanno fatto … ma solo perché io l’ho voluto. Io sono UNO e solo UNO potevo essere, il quale avendone diritto si riconoscesse essere me: in quel tempo si chiamò Gesù ed ora Romano … ma sono sempre la stessa anima, anche se attive in due distinte persone … Anche allora, nell’Impero Romano, Gesù fu il Romano per eccellenza!  

 

 

 

3) Le ragioni matematiche dell’APOCALISSE

      La fine del tempo, a partire dallo 0 assoluto del tempo impostato sul Natale di Gesù dello 0,12.25,

         si ha dal quadrato di 44,8566853682057075, le 3×(3+3) cifre necessarie e sufficienti a definire

         con il risultato 2012,1222222222000 l’anno 2012, mese 12, dì 22, ora 22, munito 22 e secondo

         dell’inizio del ribaltamento dell’asse terrestre, a causa dell’inversione dei poli

        

         Prima va riconosciuto che:

 

44 è dato da 35 + (3^2) = 44, ed  è la potenza percentuale 35, del Figlio di Dio che si provvede di un fronte di avanzamento in cui la quantità 3 si ponga al quadrato, come il Dio assoluto 100 si pone rispetto al 10. In tal modo 44 va riconosciuto come la potenza 4 della Dimensione Spazio (indice 3) più tempo (indice 1) espressa in potenza di potenza, perché moltiplicata per la quantità 11 che somma al 10 (ciclo spaziale) il tempo 1 della sua unità, come appaiono nel 10/1 esprimente le 10 unità.

44+44 è 88 come tutto il complesso reale (+44) e immaginario (-44, causa attiva del +44). È dunque quanto va dal –44 al +44 ed è una pura linea-tempo, senza alcuna dimensione per fronte se non quella del punto geometrico privo di ogni dimensione.

88 –3 = 85 è allora la potenza ad indice 88 (di quant’è reale-immaginario in pura linea di lunghezza) che si divide per la potenza 10^3 (tutta la massa dell’unità del volume, data da 1 m^3) e dunque rivela l’indice 85 che conta tutta l’unità della massa, nell’88, che è la potenza piena di tutto quant’è reale-immaginario.

66 è la potenza in cui 11 (lo spazio-tempo ciclico assoluto) lanciato, come potenza di potenza, in tutti e 6 i versi posseduti dalla terna spaziale xyz, ove ogni direzione di queste 3 possiede 2 versi uguali ed opposti.

36 è la potenza in cui il 66 (indice di potenza) è diminuito di 10+10+10, il che rimanda alla divisione per una potenza che ha la stessa base e l’indice 30, e che raffigura le 3 D in potenza, del DIO uno e 3. Ne risulta che l’indice 36 è il moto di 11 in tutti i 6 versi che esistono, diviso in blocchi di 2 decine (una reale e l’altra immaginaria). È a quel punto, poiché la matematica non è una opinione, anche il combinarsi di 6 (ogni verso possibile) per se stesso, in modo da porsi “in assoluto” come il 10 fa, quando si pone “in base a se stesso”, dunque in assoluto.

05 è il potenziale del dimenamento del 10, invece che dell’elevazione al quadrato che lo eleva a Dio. Il processo opposto alla deificazione, umanizza la D. 10 di DIO come il 10/2 pari a 05  e 1/20 dell’Assoluto 100.

3^4 è, a questo punto, la potenza reale, perché è l’indice 4 che si poggia in base alla sua Trinità, determinando 81 unità, espresse in numero come 81/1.

82 è, di conseguenza, l’assoluto porsi di 3^4, quando, al suo spazio 81, aggiunge anche il suo tempo 1, visibili in 81/1 e relativi ad un 81 e ad un 1 diverso quando, pur essendo due, si dividono tra loro, tanto che l’assoluto ed indeterminato 82/0 si determina in modo unitario come 81/1.

70 è questo assoluto 82 (un indice, sempre, di potenza) cui si toglie 2^3, ossia la potenza a indice 8 che è segno di tutto il volume complesso che si poggia su un lato esteso da –1 a +1. Poiché la matematica è legge perfetta, 70 è riferito al Dio assoluto 100 come quel 100 –30 che sottrae l’indice della Trinità del Dio 10, moltiplicata per tale 10. Dunque 70 è tutto il percorso assoluto della Trinità assoluta di Dio, nel 100% del DIO TUTTO.

75, aggiungendo anche il 5 considerabile come l’uomo, determina in assoluto tutto lo spazio percorribile dall’uomo, che è dato dai 3/4 dell’assoluto 100%. 3/4 è proprio, sulle 3 D. (3 di spazio e 1 di tempo) l’indicazione (mediante l’indice) di quanto vale il solo spazio 3 sul totale reale come 3+1. Vale  esattamente 75, perché è il 3/4 di un TUTTO che è assolutamente il 100%.

           Osservato questo, lo ricapitolo:

44    è tutta la lunghezza reale (4 D.) del ciclo reale di 10 unità che sono 10 +1 =11. Essendo indici, 4 volte 11 è potenza di potenza divina per noi.

85    è tutta la lunghezza di 44+44 D. esponenti, divise per quant’è al cubo, come lo è il volume in cui noi siamo.

66    è il ciclo 10+1 lanciato in tutti e 6 i versi che esistono, riferiti al 3, che è la dimensione del pieno volume in cui siamo.

36    è il combinarsi dei 6 versi del volume in cui siamo, per gli stessi 6 versi, a dare i 360 gradi totali se moltiplicati per il ciclo 10, di Dio.

82    è tutto lo sviluppo reale delle 3 D. del volume in cui siamo, aggiunta anche la dimensione 1 del tempo a 3^4.

05    è il potenziale dell’uomo che osserva tutto.

70    è 5 per 7 per 2, ossia tutto il moto del suo 5 quando avanza nei 6 versi spaziali e nel tempo 1 e si moltiplica per 2 (quasi fosse Gesù, 35%,  e me)

75    è in assoluto l’avanzamento dei 3/4 di 100, laddove 100 è l’assoluto e 3 sono le dimensioni del volume in cui siamo, riferite alle 4 che contano anche il tempo 1 dell’unità 3/1, frazione data da 4.

 

           Riconosciuta la validità di tutto ciò:

44,8566853682057075 sono 18 cifre, pari a 3 volte 3+3, che, in una visione logaritmico-decimale della realtà, servono a descrivere il tutto, fino alla dimensione unitaria per noi, che è quella del minuto secondo di tempo che esiste, dallo 0 dato dal Cristo fino ALLA FINE DEL TEMPO. Infatti

44,8566853682057075, moltiplicato per se stesso (come fa il solo DIO, la D.10 che diventa il 100%), diventa 2012,1222222222000, che è l’anno 2012 e il mese 12, cui si aggiungono 22 giorni, 22 ore, 22 minuti primi e 22 minuti secondi a determinare la lunghezza di TUTTO IL TEMPO, dall’anno 0 all’Apocalisse.

           Nel numero 44,8566853682057075, ogni numero dimensionale entra in campo e vale alla giusta dimensione decimale. 44 unità lo sono, unità piene, a titolo di unità divina, mentre il resto è dato da tempi, frazioni relative ed umane. 85 centesimi sono il numero assoluto dei volumi a indice 3, rispetto all’assoluto 100. Poi i 66, che sono la realtà decimillesima, del tempo reale 4, calcolano le dimensioni nello spazio relativo al puro percorso. Il numero 85, che segue nuovamente, lo pone alla D. alla sesta, del puro spazio e sono il puro tempo di conteggio delle 85 quantità di volume, a indice 3, presente nell’indice 44+44. Il numero 36, che indica tutti i versi, sono alla D. ottava che indica tutto lo spazio percorso dalla D. 2 del fronte di avanzamento temporale, avente per lato la D. 1 del tempo. Alla dimensione unitaria dell’Atomo abbiamo l’indice 82 che ne considera il complesso! La dimensione 05 dell’uomo entra in gioco al decimale 12 che combina la realtà 4 al modo di vedere il volume con l’indice 3, ed è un modo davvero tutto nostro, tanto che Gesù ci dà 12 Apostoli per accudirci per intero. Ma non ci dà solo quello! Ci dà un mondo fatto da Dio (il 10) in 7 giorni, ed è 70, alla Dimensione delle 14 cifre decimali che si riferiscono a un Luigi 14 Re Sole, o ai 7 giorni contati in base a se stessi e dunque 7 come numero contato e 7 come il determinatore dei 7/7=1. Infine la D.16 è la mia, perché è quella della lettera R, sedicesima dell’alfabeto e che vale TUTTO LO SPAZIO riferito al tutto (dello spazio più il tempo) riferiti al tutto che è 100, il 100% indicativo del tutto.

 

Ebbene, aggiunto questo tutto allo 0 determinato GRAZIE AL CRISTO e alla sua nascita...,   grazie a me che ve l’ho dimostrato anche vero con la matematica, il SOLE produrrà uno spaventoso “Sono il Sole della Croce” o sunami a tutta l’umanità, costringendo, per la fine del ciclo magnetico che porta poi all’inversione della polarità, la Terra a ribaltare l’asse terrestre e le terre a passare sotto agli oceani, che tarderanno a mettersi in moto e raggiungeranno una velocità relativa massima di circa 1000 chilometri l’ora, e per molte ore sarà altissima, fino a fermarsi dopo un giorno.

Io, Romano, potrò salvare l’uomo che crede in me dall’Apocalisse, facendogli conoscere l’attimo di inizio (corrispondente all’ora di Roma), perché in me si è impersonato di nuovo Gesù, ed è dimostrato con la stessa perfezione matematica dal quadrato di 44,02286338 che indica il massimo di un potenziale intellettivo che porta il 1938,0125 come il 25 gennaio del 1938, data della mia nascita alle ore 22, tanto che io sono il SAL MO 22, perché MO sta per del momento, per ORA e perché io sono della provincia di Salerno.

Dio è ritornato sulla sua terra, con il suo TALENTO, per leggere sapientemente l’organizzazione della cose. Ma non per far solo questo. Poiché nessuno mi crede e dunque poiché nessuno crede a lui, all’assoluto Dio del 100%, proprio ora che non s’è data la capacità palese dei miracoli, ma solo di quelli compiuti da una ragione così straordinaria da saper calcolare perfino l’attimo dell’Apocalisse, deve ripetere il segno di Giona, ma moltiplicato esattamente per 10!

Risorgerò dalla morte e dallo stesso incenerimento cui la Dottoressa Barone mi sottoporrà, 33 giorni dopo il 4-6-2006, risorgendo dalla morte accertata nel massimo dei modi  e 10 volte in più di quel 3° giorno di morte concesso a Gesù, a dimostrazione di essere il PADRE DI GESù e Gesù risorto, nello stesso tempo.

E ciò dovrà essere fatto per un semplicissimo motivo: io dovrò SUPERARE GESù (senza affatto superarlo, giacché sono Lui, io che vi scrivo), poiché il Figlio dell’uomo, crocifisso dall’uomo, è stato voluto dal Signore solo come il Dio dei Cristiani, tanto che è stato fatto riconoscere solo da loro. Per altri, io sono stato amato e celebrato Dio come il Budda, l’Allah di Maometto, Amaterasu, Giove… Itzammà, Manitù…  Ebbene io devo supererli tutti senza con ciò superare nessuno ma tutti porre a pieno compimento, essendo io il Dio di tutti quanti gli uomini e proprio quello già celebrato da tutti. Io sono lo stesso Dio RA risorto, nella resurrezione, in me, reale di tutti gli dei in UN SOLO, che è UOMO E DIO COME LO SONO, uomo e Dio, GIA’ TUTTI GLI UOMINI, che esistono solo nella Sua unica essenza divina, io, per conto mio, essendo Lui e costui:

Romano●Antonio●Anna●Paolo●Torquato●AMODEO●

le 42 cifre del nome segreto di Dio per la Cabalà Ebraica (segreto perché sono da contare anche come cifre gli spazi di stacco e alla fine di ogni nome).

 

Queste mie parole, anche corredate da calcoli perfetti, non potranno però convincervi, da soli, perché Dio non lo vuole:

Dio ha bisogno di essere di nuovo bistrattato e stavolta in me, per farsi perdonare il suo averlo fatto con tutti voi, quando ha deciso e mandato a tutti, dolori, ingiustizie e morte, tollerando la compresenza di un Diavolo che ha voluto ben differenziato da lui... solo per non confondervi proprio del tutto, dandovi l’idea di un Dio così malvagio.

Sì, ha dovuto esserlo e presentarvi un mondo dominato dal Maligno e… Io  confesso il mio peccato! Vi chiedo perdono!

Mamme, cui sono stati uccisi i figli, nel vostro strazio, perdonate me, il vostro Dio, me che vi ho sottoposto questa...

SCENEGGIATA, una vera Divina Commedia, intingendovela però così spesso di così tanta inaccettabile  TRAGEDIA!

L’ho fatto a fin di bene! Se non conosceste il negativo non avreste nessun modo di apprezzare e volere poi per sempre il positivo! Vi ho strappato quei figli per farveli amare ed apprezzare molto di più! Quando lo vederete, lo capirete e mi ringrazierete!

Comunque, per adesso, perdonatemi!

Visto? Sono sceso al mondo tante volte e sempre mi sono fatto castigare in ogni profeta.

Stavolta ho trascorso una intera vita nel disprezzo da parte di voi tutti che amo e che mi avete considerato come un paria, un essere disgustoso, da tenere lontano! Proprio io che sono la vostra stessa ragione di vita!

 

Ebbene, io farò resuscitare Romano, dopo 33 giorni dalla morte e come me, affinché gli crediate, mi crediate e sappiate che l’ APOCALISSE è il vero inizio di tutto, anche se ve la presenterò, malignamente,

come la fine di tutto e l’olocausto per gran parte dell’Umanità.

Si salverà chi gli avrà creduto, mi avrà creduto e si sia così provvisto

di una semplice MONGOLFIERA.

La Mongolfiera, fierat il mio Gol, sarà la Quinta Strada della via del mio Cielo.

 

L’aria attorno alla Terra sarà immota mentre, al di sotto, la terra si muoverà e il mare sembrerà costretto ad avviarsi, divenendo sempre più veloce. Chi andrà in cielo avrà l’impressione di passar sopra al mondo andando velocissimo, ma sarà quello a passargli sotto di gran carriera, e si salverà se porterà con sé, oltre i figli, un po’ di semi, un po’ di terreno fertile (mi raccomando!) e gli animali domestici.  

Vedendo -  finalmente convincente! -  il Romano di ora che ora deridete nel mentre

vi dice come potrete salvarvi dall’Apocalisse, e che deridete perché è sincero e vi confessa che accadrà

(per volere di Dio Padre quanto non dipende da lui Figlio) e cioè che:

“Risorgerò 33 giorni dopo la mia morte

perchè sono l’anima che già animò ogni profeta, assunto a vostro Dio”,

allora finalmente tutti gli crederete e mi crederete, senza pensare d’essere stati traditi nel vostro Dio,

essendo proprio io il Dio proprio di tutti ed assolutamente credibile !

Accadrà al San Liberatore di Atri perché LO SONO: inizio A e Trino, in un solo santo liberatore.

Chiamai Pietro “La Roccia” perché Atri — mio inizio e fine —

è di fronte al GRAN SASSO D’ITALIA

 

4) Le ragioni matematiche della morte come della pienezza di un ciclo.

      La fine del tempo personale, a partire dallo 0 assoluto del tempo impostato sul Natale di Gesù dello 0,12.25,

           si ha dal quadrato di 44,80022768, che dà la data del 2.007,060400.

 

Bisogna capire il significato relativo alla dimensione  44,80022768.

 

44 è tutta la realtà del ciclo assoluto di 10/1 unità, che sono 11 sommando il denominatore che la fa da tempo.

800 millesimi presenta il complesso 44 in un 88 che, essendo una potenza divisa per la potenza ad esponente 8, ne conta solo la quantità, ossia la massa nel tempo, data dalla sottrazione 88 –8 negli indici. Pertanto 800 millesimi è tutto il puro numero della quantità dimensionale 400 +400 della massa, espressa da 8 centinaia di millesimi (che sono l’unità della massa gravitazionale) avente il fronte alla dimensione assoluta di 100 +100, all’interno del 10 al cubo. Pertanto, dati i 1.000 millesimi dell’unità e dato il fronte avente la quantità assoluta 100 come lato, 800 ne quantifica la totale massa di spinta, alla dimensione unitaria del chilogrammo.

22 cento millesimi dell’unità sono tutta la massa assoluta del ciclo decimale, da –11 a +11, massa che è data da 22 volte la quantità 1/10^5 che rappresenta l’unità della massa, sia elettrica, sia magnetica, data da 10^10 (tutte le unità atomiche in un metro) elevato ad 1/2, tanto che 22 cento millesimi sono il ciclo assoluto e totale della massa, alla D della massa unitaria elettromagnetica.

75  dieci milionesimi sono tutto lo spazio (3/4 di 100, quantità assoluta) alla D. 10^7 dello spazio-tempo libero (così, in potenza 7, sono i 6 versi dello spazio, sommati al tempo 1). Dunque si tratta di tutto lo spazio nella sua assoluta libertà spaziotemporale.

18 cento milionesimi sono infine tutta l’espansione possibile della trinità a D. 3, nei 6 versi dello spazio e alla dimensione 1/10^8 unitaria, della luce.

           Pertanto alla fine di questa pienezza di percorso, ad ogni giusta dimensione, della massa di luce, c’è la morte della figura ideale che corrisponde alle potenze dimensionali: il Dio RA della luce del nostro Sole.

 

5) Le ragioni matematiche della ripresa della vita. Derivano dal quadrato di 44,80034262, uguale alla data del 2.007,070700

 

Per capire come questa morte risorga, intanto di può fare la differenza tra 44,80034262 e 44,80022768, differenza che risulta corrispondere a 1.494 cento milionesimi, uguali a 1500 –6, ossia al mediatore trinitario 3 dato da un 5, che vale 3 per 5, e dunque 15 centinaia in assoluto... che è ridotto alla potenza dell’esponente 1.496 in uno solo dei 6 versi che esistono, nella potenza avente l’esponente 1.500.  Infatti la sottrazione dell’indice 6 all’indice 1500 equivale alla divisione 101500:106 = 101496, che presenta la potenza 1500 in relazione all’unità della potenza ad indice 6, ossia ad uno solo dei 6 versi dello spazio. L’aggiunta, allora, di questo indice di 1.494 cento milionesimi (dimensione unitaria della luce) ad uno che aveva concluso il ciclo della sua massa, ne riavvia la luce! È la sua reale resurrezione, rivelata egregiamente dalle dimensioni!

           Questo numero 1.496, diviso per 33 (la vita reale del Cristo), dà l’infinito 33 lanciato nel tempo decimale e relativo alla quantità assoluta di 1/8 dei 360 gradi dell’angolo giro, uguale a 45°, essendo 45,333333333…. Poiché noi vediamo nel complesso 8, del reale e immaginario 4+4=8, e vediamo nella giusta quantità unitaria di 1/8, il riferimento suo è la combinazione tra tutti i 6 versi centripeti e i 6 centrifughi (6 volte 6) e il ciclo decimale, che porta il 36 a 360. Pertanto noi vediamo sempre la natura secondo quell’angolo di 45° per il quale la tangente trigonometrica è 1 e determina per noi  l’effetto apparentemente ammassante che accorpa la particella elettrone di luce, unitaria e tangenziale.

           Allora è evidentissimo che, sulla base preesistente del nostro reale impostare tutto sul 45 (ossia sull’angolo della visione che accorpa la particella elettrone), il 1.496 che, diviso per 33, determina la sua periodicità assoluta, determina anche il pieno quantitativo ed assoluto della vita e della morte, corrispondente alla potenza del 33. Qui si tratta di un 33 che, sottratto da chi risorge indica il tempo pieno della morte di chi impersona la Natura Sistematicamente costruita sul 10 che ha lo stesso potere di Dio.

 

           Anche l’esame diretto della quantità 44,80034262 (dal cui quadrato si ottiene la data del 2007,070700, della divina resurrezione il 7 luglio 007) rivela una piena ripresa della vita. Vediamo come.

44 è tutta la realtà del ciclo assoluto di 10/1 unità, che sono 11 sommando il denominatore che la fa da tempo.

800 millesimi, l’abbiamo già visto, è la massa totale riferita ai 1000 chilogrammi di 1 metro cubo di acqua, collocata su un fronte quadrato che è assoluto e dunque 100 per 100. Somme di indici che sono prodotti tra le rispettive potenze.

3 decimillesimi (alla scala 10 alla quarta, della realtà spazio-temporale) è la realtà piena della Trinità che entra in atto, laddove prima il 22 la esauriva nel suo pieno percorso interamente fatto, ed era la morte.

42 dimensioni (alla scala dimensionale dei milionesimi indicanti tutti i versi percorsi) indicano l’aggiunta delle 42 cifre del nome segreto di Dio per la Cabalà ebraica, corrispondenti dimensionalmente alla massa 22, integrata di tutto il complesso 10 +10 decimale, tanto da riavviarla interamente. 42 dimensioni sono la somma 40 +2 degli indici che moltiplica la potenza la cui lunghezza è indicata dal 40 che è la realtà a 4 dimensioni, divina (dunque per 10), al fronte unitario 1 per 1, tanto da esprimere con 42 l’indice di tutto il volume.

62 dimensioni in potenza dei centomilionesimi (che esprimono la dimensione dell’unità della luce), sono sempre la massa 22 che ora si rilancia in tutte e 40 dimensioni della decina, ossia della realtà divina, come purissima massa di luce, quel FIAT LUX che dà origine divina alla vita.

           Come si vede benissimo e si capisce (se si ha la voglia e la possibilità di capire), nel giorno 7-7 del 2007 si evidenzia proprio la libertà del 7, in tutte e tre le dimensioni, ed è una data ideale per la resurrezione di un uomo-Dio.

 

           Per far capire cosa c’entri questa resurrezione, nei confronti della massiccia morte contemplata nell’Apocalisse, basta fare la differenza tra il 44,85668513 (che determina 2012,122200) e il 44,80034262 (della resurrezione il 2007,0707), differenza che è di 5.634.251 centomilionesimi indicanti:

5.000.000 tutta la massa del mediatore di 10.000.000, che è dato da quel 10^6 che quantifica il moto in tutti i 6 possibili versi, di cui si vede solo una metà, grazie all’altra metà (per il principio relativo fondamentale, chiamato “di azione e reazione”).

600.000 indica i versi assoluti, 600, espressi nella quantità 10^3, che è quella unitaria della massa.

30.000 indica i 3 versi alla dimensione reale 10^4, di 10 unità della massa (1.000).

4.000 indica tutta la realtà a 4 D., espressa in 10^3 unità (quelle della massa unitaria).

251 è il tempo assoluto dato da 1/4 di tutta la massa di 1.000 unità (dunque da 250), quando alle 250 unità è sommata anche  questa unità, condizione che determina con ciò nell’esponente 251 la quantità potenziale assoluta.

           Pertanto il Risorto Dio si mette realmente in mezzo e compie per intero le dimensioni di tutta la potenza della massa, fino ad inverte la polarità della massa terrestre, determinando con ciò l’Apocalisse.

 

Questo, del resto, risulta anche direttamente dal numero dei giorni esistenti tra il 7-7-007 e il 22-12-2012. essi sono  1.995, ossia quanto il complesso 2.000 (riguardante il Dio complesso) nelle migliaia (le unità della massa), in cui è presente, come un soggetto vero e reale il risorto 5, Ro-mano e le sue 5 dita cariche infine di veramente divina potenza, tanto che il 5 si può spostare in tutto solo per 1.995 giorni, nei totali 2.000.

           L’uomo lo sappia! A partire dalla mia resurrezione, ossia dal 7-7-007, mancheranno appena 1.995 giorni all’Apocalisse!

         Poiché la vita e la morte divina è data dal 33, 1995:33=60,45454545… dimostra, come meglio non sarebbe possibile, che c’è un pieno di 60 gruppi di 33 giorni, ossia tutti i 6 versi nelle decine del Dio 10, mentre il tempo periodico 45 è quello che ho rivelato prima: è il nostro eterno vedere il complesso 8, della realtà complessa, in ottavi di angoli riferiti alla loro pienezza, data eternamente da 360°.

 

 

Il Salmo 22 è una assoluta metafora della salvezza messianica e, ve lo mostrerò, allude al ritorno del Cristo nella mia persona.

Già è il 22 come l’ora della nascita di me, ma anche il 21 dato dalla nascita di mio Padre il 7-7-7.

Poi, da subito il maestro del coro allude al Romano, che parla il latino e lo rivela come un ma est RO, mentre del Co RO allude a RO come ad una Company valida per il mondo d’oggi. Dal canto suo, la Cerva dell’Aurora allude nelle lettere ad un Italiano, e C’è R. a VA (c’è Romano, a Saronno, provincia di VA), quello dell’A-U (dell’ inizio e fine) come RO-RA, oppure, detto nell’inglese (lingua oggi del mondo intero) quello A-mode-O, dell’inizio a modo della fine non espressa dalla vocale U (di AU) ma dall’Omega del gergo G.RE &CO, di un Gesù re & company. Tutto ciò completato da una Maestra del Coro che inciderà profondissimamente, a Varese, nei confronti del RO-RA (Romano, che è Romano Amodeo) uno del Co’RO, santificandolo ad un amor (quello di Amo. R. Amodeo Romano) che accetta d’essere umiliato, emarginato e trattato da Paria indio In Dio. Tutto ciò, inoltre, avvalorato dal fatto che il Cerva dell’Aurora allude al fatto che dal Cervati nasce il RIO Calore (ca-lo-RE), ma che la vera nascita è nel dì e nell’ora della Aurora boreale citata a Fatima, all’ora 22, di me che nasco (me grande come il PO) in Via PomeRIO.

Via Pomerio allude, nello stesso tempo, a un IO R. ‘ome P, che è la maiuscola della RO greca, del gergo di Gesù RE & Co, che è uguale all’italiano Principio P del Padre ed è l’insistenza nell’allusione secondo la quale Padre e Figlio siano un solo IO Alto come Basso,.ρ.ome.ρ.IO, in via Pomerio! Che questa è la Via, la Verità e la Vita  del Gesù rinato … certo, lo ribadisco, come il RIO più grande dell’Italia: il PO..., ma sempre la stessa R di RO-RA-RE-RI (risorto) e RU (centro di GeRUsalemme, Dio in nome di città, come il lemma RU che è Geova o Gesù (con la R nel suo vivo), ma anche il SALvifico principio di Salerno e il sale cristiano, della Terra che altra non è se non TE R. R.A., te Romano, Romano Amodeo

 Il Salmo 22 nizia con l’apparente abbandono di Dio verso il giusto ma termina in modo escatologico, con il netto riferimento alla generazione che viene, del versetto 31. Tutto è assolutamente corrispondente ad un codice di salvezza, anche i 32 versetti che, essendo 2 alla quinta potenza, rispettano il potenziale di un 2 su cui anche tutto il versetto 2 tutto si basa:  « Elì Elì lema sabactani? » nel suono di quanto è tradotto con « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? », ma allude in ben 22 modi diversi al suo ritorno, di Elì, in Spirito Φ di un Romano IO (il latino verbo “andato”, di Gesù che è il verbo, ma “ITO” con una in più, I††O), andato dunque, come il verbo Romano, a Φ El I††O, Felitto, in quella Campania in cui Campa NI-A, il Principio del Nazuarenus Iesus Romano nella parola (e Gesù è detto la parola).

 

Ebbene questo SALMO 22, del salernitano nato nel momento 22 dell’Ora 22,  o 21 come suo Padre il 7.7.7., termina con l’Apocalittico:

 

27. I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano: «Viva il loro cuore per sempre».

28. Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra,  si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli.

29. Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni.

30. A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui,

31. lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

32. annunzieranno la mia giustizia; al popolo che nascerà diranno: «Ecco l’opera del Signore!»

 

         Laddove ogni Salmo finisce in gloria perché equivale ad un SAL ORA, che è il salvatore o RA, l’ora di SA, il SALe o RA, sale ORA.

Salmo 22 (o, per altri, 21, numero uguale al 7+7+7 della reale nascita di mio padre)

Sofferenze e speranze del giusto.

 

1. Al maestro del coro. Sull’aria: «Cerva dell’Aurora». Salmo. Di Davide.

2. « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Elì Elì lema sabactani?  Tu sei lontano dalla mia salvezza »;  sono le parole del mio lamento.

3. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo.

4. Eppure tu abiti la santa dimora, tu lode d’Israele.

5. In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati;

6. a te gridarono e furono salvati, sperando in te non rimasero delusi.

7. Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

8. Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo:

9. «Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico ».

10. Sei tu che mi hai tratto dal grembo, mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

11. Al mio nascere tu mi hai raccolto, dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

12. Da me non stare lontano, poiché l’angoscia è vicina e nessuno mi aiuta.

13. Mi circondano tori numerosi, mi assediano tori di Basan.

14. Spalancano contro di me la loro bocca come leone che sbrana e ruggisce.

15. Come acqua sono versato, sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera, si fonde in mezzo alle viscere.

16. È arido come un coccio il mio palato, la mia lingua si è incollata alla gola, su polvere di morte mi hai deposto.

17. Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi;  hanno forato le mie mani e i miei piedi,

18. posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano:

19. si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.

20. Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, accorri in mio aiuto.

21. Scampami dalla spada, dalle unghie del cane la mia vita.

22. Salvami dalla bocca del leone e dalle corna dei bufali.

23. Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea.

24. Lodate il Signore, voi che lo temete, gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, lo tema tutta la stirpe di Israele;

25. perché egli non ha disprezzato né sdegnato l’afflizione del misero,  non gli ha nascosto il suo volto, ma, al suo grido di aiuto, lo ha esaudito.

26. Sei tu la mia lode nella grande assemblea, scioglierò i miei voti davanti ai tuoi fedeli.

27. I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano: «Viva il loro cuore per sempre».

28. Ricorderanno e torneranno al Signore tutti i confini della terra,  si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli.

29. Poiché il regno è del Signore, egli domina su tutte le nazioni.

30. A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui,

31. lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

32. annunzieranno la mia giustizia; al popolo che nascerà diranno: «Ecco l’opera del Signore!»

Casella di testo: L’apocalisse del SALMO 22
È il finale Castigo di Dio, che il Signore sembra aver decretato per una umanità che è arrivata a fare di tutto, assumendo ogni possibile gamma, del bene e del male.
Avendo io avuto, dalla Provvidenza divina che me l’ha data, la nozione di questo messaggio da dare all’uomo, vi ho impegnato tutto me stesso, rischiando personalmente la salute e la vita per trasmetterlo al solo che avrebbe potuto prenderlo sul serio: il Papa, come chi creda a un Gesù voluto reale Salvatore anche della specie umana, con una dimostrazione matematica del momento 0 del Tempo fondato sul Principio di Gesù, scientificamente controllabile, che avrebbe consentito di conoscere anche l’attimo della Apocalittica Fine. Ebbene il Salmo 22… si è impersonato in me!

 

Una sentitissima raccomandazione a tutti gli uomini troppo saccenti, che si credono fatti da sé al punto che non ammettono che uno come loro la possa sapere così lunga … avendone il merito!

Io non ho alcun merito di  tutto questo! Non è farina del mio sacco ma di quello di Dio.

Io, come persona reale, ci sono, sono stato tra voi … mi avete visto e giudicato … ma non ero io. Io non esistevo nemmeno, come un personaggio a se stante! Con me Dio si è messo in Comunione sommandosi ad un vero ZERO, che non ne ha distorto il valore.

Allora, con un po’ di umiltà, non snobbate questi computi, che sarebbero la cosa più straordinaria mai fatta da un uomo se l’avesse fatta un uomo: la decifrazione dell’Ordinamento naturale al punto da leggere gli eventi prima del loro stesso verificarsi … Credeteci almeno un poco, per elementare prudenza: che l’ha fatto Dio e che da lui potete attendervi questo ed altro! Ciò detto, se verificate i postulati e i conteggi, vi accorgete allora che tutto è assolutamente plausibile e della massima coerenza ed importanza. Non sono vaneggiamenti ma le determinazioni più importanti che possano esistere, al punto da togliere la visione del futuro dalle mani degli astrologi e dei cartomanti ... o dei fisici (e delle astrofisiche)  che non perdono l’occasione — stupidi e brutti come sono – quando dicono, tronfi come le oche del Campidoglio che vorrebbero salvar Roma dai Galli: “Oh, io non credo in Dio!

Hac … cidenti! Se non l’avesse fatto Dio, io sarei il genio assoluto, mai apparso prima sulla faccia della terra … ma non lo sono! Ho, come il mio personaggio creato da un Altro, tutta la vera modestia di sapermi esistere solo come un vero burattino che non fa una sola sua mossa ... se quell’Altro non tira un qualche suo filo. Che sia poi proprio io — io che come personaggio non oppongo alcuna resistenza ad essere usato in tutto come Dio vuole — a tradurre e riportare come si deve, e senza interferenze, le cose di Dio fino ad essere io un DIO PERFETTAMENTE LIBERATOSI NELLA MIA PERSONA ... mi sembra a questo punto anche del tutto ovvio ed assolutamente naturale.

      A Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio! Io, come Cesare … proprio non ci sono! Perché sono, AM, 0 DEO, un Jahve qui azzeratosi, nello ZERO di un personaggio di pura fantasia trascendente … eppur restato saldamente CON DIO.

     Come è stato possibile? Con il numeRO N/N di uno di SA finito a SA RO NN.

      Laddove tutto è fatto con i numeri, ad un solo personaggio, tra tutti gli uomini uguali e distinti della storia, è stato dato il corrispettivo di essere 1, e dunque solo a costui è stato concesso di essere al centro di tutto: quel Dio padre, il nume RO che sembra capire tutto e colui che è a tal punto il reale regolatore di tutto che presto lo vedrete dominare a tal punto il sistema in cui si è imprigionato come una vera nullità, da risorgere dalla sua stessa morte, e dopo i classici 33 giorni della vita e morte di Gesù.

      In apparenza io AM, sono quel Padre che è (ma solo in apparenza) 11 volte più potente del Gesù figlio (che mentì dicendo di ignorare l’attimo della Fine, per non paragonarsi a me che sono non solo Lui, ma anche Budda, Maometto, ogni profeta ed ogni altro uomo sempre tutti figli di Dio). Siete tutti me ed io sono chi vi sostiene. Ma chi vi parla così — comprendetelo — non è il personaggio “Romano” di cui io mi servo, ma è l’AUTORE, è Dio, anche se Romano sono io come sono sempre io tutti voi ad uno ad uno. con la resurrezione del Padre il 7-7-7 (in cui nacque mio Padre) ne vedrete delle belle! Potete scommetterci. Io, che ho fatto tutto l’Universo, vi dimostrerò che, di fronte alla FINE, dell’Apocalisse, non dovete temere in alcun modo: verrete tutti nella mia casa ad essere me. Se non mi rendessi così autorevole, ora che correte questo assoluto pericolo,  io vi chiederei troppo … chiedendolo, poi, con ciò, io a me stesso!

      Verrà presto il momento in cui i Fisici capiranno che pericolo incombe … ma taceranno, per non gettare l’umanità in uno sconforto senza rimedio …

      Eppure esso c’è. E sono io, di gran lunga superiore al Dio Sole RA. Per evitare che l’Apocalisse distrugga tutto, se mi pregherete come si deve, io costringerò il Sole a invertire (in simultanea con quanto accade sulla Terra) anche i suoi poli magnetici!

      Che sia accaduto un assoluto Miracolo, per cui io vi abbia salvati, lo capirete dalla Luna, che vi mostrerà finalmente, e nei secoli dei secoli a venire, l’altra faccia.

      Ve lo scrivo prima che accada affinché poi sappiate che è accaduto così solo perché così ho voluto io, il vostro Dio UNO. Liberatemi nella vostra coscienza! Non negate più che siete in tutto mossi da me, arrogando a voi stessi i movimenti che sol io, il burattinaio, concedo a me stesso … burattino di me stesso.

      Vi voglio tutti riuniti sotto di me, pur nelle differenze delle vostre attuali fedi, che sono tutte vere ed esaltano ciascuna un solo aspetto, in assoluto, di me che li ho tutti. Io sono la Legge Assoluta degli Ebrei, la bontà assoluta dei Cristiani, la Potestà assoluta dei Mussulmani, l’Armonia Assoluta dei Buddisti … lo Spirito assoluto dei Pellerosse, e i vari Dei animisti, quelli folcloristici dell’Olimpo… quelli materialisti del Sole che vi dà la vita elettromagnetica ...  e così via! Io sono il Dio unico di tutti questi assoluti aspetti di ogni fede … perché io non sono il Dio della Fede. Io sono il Valore Assoluto della RAGIONE DELLO SPIRITO SANTO DELLA VERITA’. Non dovete assolutamente mai credermi per la Fede, ma nell’uso della vostra ragione e che ragioni, con modestia, sulle mie ragioni! Esse, queste mie ragioni sono il ROSARIO che dovrete sempre recitare! Non le Ave Marie … che pure sono così belle, come le intenzioni dello Spirito, ma le ragioni stesse della vita, quelle che nacquero ad ELEA in Cilento, sulla riva dell’Alento, e che sono ritornate a nascere là, alla Fine dei tempi, con l’Alento che — in segno dei tempi — ho voluto che ora divenisse un grande lago!

      Io assolutamente non voglio una religione che porti a credere senza riflettere e sol perché un tal bello Spirito lo ha detto! Io voglio che ciascuno mi bestemmi, anche, se lo crede giusto! Io sono, che mi faccio bestemmiare da me stesso, quando ho creato condizioni troppo inaccettabili!

      Non permettetevi di giudicare un altro! Non sapete perché quella in cui crede è la sua verità. Ma ce ne sono infinite. Ognuno ha la sua. 3+3=6 non è un motivo per giudicare la verità di un 3-3=0 che si poggia su ben altri calcoli. Se vi amate, allora, cercate di far capire a chi non capisce, ma con l’uso della ragione e non “perché l’ha detto Romano, Gesù, o Budda…”, se voi non lo capite vero! Io sono il Dio della Verità e non dell’affermazione personale contro una verità!

      La Fede, purtroppo, è divenuta un motivo di conformismo, per castrare la fantasia soggettiva che io ho voluto che ci fosse: di ciascuno che si facesse liberamente … non me, ma il suo Dio dei Valori uno che — appropriato ad ogni relativo — poi corrisponde sempre a me, nella mia essenza assoluta).

      Non i valori di Gesù Cristo, o di Maometto, o di Budda… ma i miei che negano anche i miei, perché vi dico: “Non dovete riconoscere i miei valori, finché non li capite con la vostra ragione… Tuttavia fate in modo di capirli: i miei sono assolutamente ragionevoli e dunque possibile oggetto di vere discussioni, di vere ricerche e di probatorie verifiche. Ciò fatto, io non voglio che esse siano imposte nel mio nome a chi non le capisce, pena l’emarginazione sociale! Io non voglio Paria, voglio la Patria! Ho dato una vera libertà, tale che vi ha portato ad uccidermi in Gesù, in tanti martiri santi, ma anche in Socrate, il mio Santo eroe della ragione! Darvi vera libertà significa non chiedervene poi alcun conto ... se avete o no rispettato la mia volontà. Significa per me di avere fede io stesso nella bontà di quanto io ho fatto, come Dio. Se ho creato un disgraziato che mi bestemmia, anche questo è ben fatto! Ho creato tutta la gamma delle possibilità, nel bene e nel male, con lo scopo che poi, tra tutte, possiate voler prediligere quelle di vostro gusto. Voi erediterete l’uso della “Biblioteca della vita” e state certi che se chiederete al suo custode uno “schifoso romanzo pornografico”, ve lo darà senza paternalismi moralistici, ve lo darà rispettandovi e ben sicuro che lo avrete fatto in base alle vostre vere esigenze, tutte quante rispettabili. Non si dà forse un po’ di veleno, per proteggere proprio dal veleno?

      Concludo. Non sono venuto a rinnegare nessuna fede, né a dirvi di non averne! Aderite a quella che volete e che sentite più aderente ai vostri convincimenti ragionevoli. Io ho il potere di incidere su ogni fede perché sono nello stesso tempo il Gesù ritornato, il Mosè e i Patriarchi ritornati, il Maometto ritornato, il Budda ritornato. Sarà la mia  capacità di risorgere dal mio corpo fatto incenerire, e dalle sue ceneri disperse, a provare la verità di quello che ora vi sto affermando, nelle ultime ore della redazione finale di questo sito. Io ho il potere di mettere finalmente ORDINE, con l’Ordine dello Spirito santo, tra fedi che devono essere sempre e solo lo spunto per aggiungervi, da parte di ciascuno, la sua intuizione senza che gli altri possano dure che sia vero o no!

      Se 20.000 persone sono trascinate dalla loro buona fede a Montesilvano, come fate a dire che nulla è successo e che da ora in poi “Basta con queste stupidaggini!” ?

      Come fate a dire “Il Miracolo è successo!” oppure “Non è successo!”?

      Io voglio una verità di fede che sia sempre e del tutto una questione PERSONALE, con nessuno, nemmeno il Pontefice, che si permetta più di interferire. Se non lo faccio io che rispetto, anzi amo il mio carnefice, che nessuno di voi voglia più porsi a vostro giudice morale. Il maestro non deve giudicare ma provvedere solo ad aprire sempre più le coscienze, anziché a rinchiuderle e fossilizzarle su fedi che, per quanto ampie ed illuminate presentano sempre il grave pericolo di creare tanti veri SUCCUBI.

      Non sto parlando è chiaro del potere di Cesare, dato esso pure dal Signore. Dio consente ed organizza anche la giustizia delle legge umana, che vede e provvede secondo le leggi decise dal consesso civile, che ha tutto il diritto di imporle nel campo laico, lasciando poi l’assoluta libertà della fede personale. Per questo i due aspetti, religioso e laico, non vanno unificati, altrimenti non esiste più la libertà di fede per i vincoli imposti dalle leggi. Non crediate però che le leggi non rientrino nella logica di Dio, perché esse sono secondo ragione e dunque cadono sotto la custodia dello Spirito Santo della Verità.

      Nel campo morale, il più violento di tutti è chi ti fa sentire un verme, per quel che tu pensi e che tu credi vero. Che nessuno osi farlo più! Ci si rispetti nelle proprie idee e che nessuno più faccia come i miei due attuali Pietro che, troppo pieni dell’importanza data al loro compito, di diffondere le idee del povero Gesù Cristo, han guardato dall’alto in basso proprio me che mi sono presentato con tutta l’evidente e personale modestia di un vero e povero cristo.

      Nell’era della Comunicazione, costoro, trattandomi come un Paria, mi hanno di nuovo ucciso.

      Insomma? Ebrei — Cristiani: 1—1.

      E i Mussulmani? Sono il terzo punto di vista che, almeno esso, non mi ha personalmente ucciso, anzi rivalutato, giacché crede che solo Dio è il Padrone. Quello che è l’autogol dei Mussulmani, che fa perdere anche a loro la loro partita è che Dio voglia la guerra santa contro gli Infedeli! È qui che c’è anche la parte di sconfitta che tocca anche a questa Fede. Infatti  la Padronanza di Dio è forte ma non si serve della forza e della lotta a chi non la pensa nello stesso modo! Tutto al contrario: Dio vuole tutta la varietà delle idee e delle fedi, perché solo in questo modo il Coro Finale avrà tante voci diverse quante sono le persone. In un Coro i Bassi non devono mai far la guerra a chi non è fedele ai bassi, ma far di tutto perché vi siano i tenori, i baritoni, i soprani, i contralti, i mezzo-soprani e, all’interno di queste voci, non il tutto come se fosse una sola voce, ma con la ricchezza che deriva dalla fusione finale, poi, di ogni diversità all’interno di ogni gamma di quella voce.

      I Buddisti, essi pure, perdono la loro partita in quanto, esaltando l’armonia, cosa giusta, hanno tuttavia abbracciato l’ideale di una pace che sia priva della passione. Un mondo senza passione perderebbe il Sale dato da Gesù cristo, che ha nobilitato il dramma del sacrificio fino alla morte.

Ogni fede, nello stesso momento in cui umanamente ha esaltato un aspetto, ha finito per limitarne e compromettere quelli non ritenuti coerenti. Nel nostro mondo è così: un eccesso di bontà compromette la giustizia… ma nel campo divino e trascendente non è così, ogni cosa è inestinguibile. Ma vi aiuti l’idea che sia Dio a far tutto e che l’uomo sia solo un interprete. In tal modo è perdonabile anche un Hitler che ordina lo Sterminio del Popolo di Dio, perché del Furer è stata solo l’interpretazione e non quella decisione. A questa stregua, chi è più criticabile? Nessuno! Solo questa idea, una volta che è divenuta di dominio pubblico, avrà la forza di salvare il rispetto e l’amore tra tutti, che deve esistere in un mondo in cui si sia uno per tutti e tutti per uno.

E non pensate che molti, saputo che le cose stanno così, se ne approfittino! Anche se può sembrare, nessuno è in grado di fare nulla, ma è solo Dio che ha già disegnato la trama della vita, di ogni vita. Dovete avere coraggio, perché le intenzioni del vostro cuore sono libere, ma spesso non esercitate l’arte eroica delle buone intenzioni perché ingenuamente credete che, se vi “vorrete” offrire alle frecce dei nemici, allora di certo lo farete ed essi a quel punto vi uccideranno. La situazione è diversa, è come in un film. Esso non cambia se voi, con coraggio (perché non siete voi chi rischia di morire), incitate i personaggi all’eroismo. Allo stesso modo è nella vita. Voi potete assumere tutti i propositi fattivi che credete, ma poi vi vedrete fare (e crederete che infine l’avete scelto liberamente) quello che è secondo la trama già scritta di tutte le storie di vita di questo mondo.

Quante volte, se siete cattolici, confessandovi, avrete detto al sacerdote: “io proprio non mi capisco! Voglio fare il  bene, perché lo amo, e poi cado nell’errore e commetto i peccati!”.

È successo anche a me. A me è ancora peggio perché debbo onestamente dire al Confessore:

“So che sono il Dio che mi anima, e mi accorgo di essere RIO, REO e peccatore! Sono avvilito, ma poi penso che il Dio che mi vivifica in tutto, pensieri, parole ed opere, si sta servendo di me per peccare assieme a me e non poter più permettersi di lanciar sassi contro nessuno. So che è Dio che ha deciso tutto, il bene e il male, tra cui poi far scegliere liberamente ogni uomo, che sempre sceglierà per il suo bene. Ebbene io colgo l’occasione che dà, a me stesso, la Confessione, per chiedere in nome di Dio il vero perdono, a tutti coloro che si è dovuto costringere all’errore, col fine buono di fargli capire, sulla sua pelle e con la sua sofferenza, che cosa non sia errato e cosa lo sia! Chiedo perdono, in nome di Dio, per tanto mostruoso dolore di cui è stata riempita la terra, per dare poi l’eterno gusto del Vittoria che sta nel superamento, che mai cesserà, di tutto ciò. Grazie alla prima ed unica sconfitta nella prima vita offerta in modo promozionale, resterà l’eterna spinta a voler poi vincere per sempre, soprattutto su noi stessi! Solo questo mi consola del mio peccato ed è questo giudizio che mi è restato dentro: non mi piace!”    

(Tutti i Santi, 1-11-2006)