Perchè sarei un inarrivabile GENIO ?
Questa tesi non è la mia, io mi credo semplicemente un burattino assolutamente incapace, uno zero, però con un Dio che mi comanda e attraverso me rivela la conoscenza di argomentazioni assolutamente originali, ed alle quali l'uomo non sarebbe mai potuto arrivare da solo, tanto che finora non c'erano arrivati né i filosofi, né gli scienziati, ossia gli esperti dei settori cui io per preparazione universitaria non appartengo, avendo solo la laurea in Archiettura. Io ritengo di essere fotografato con estrema esattezza dal mio nome Romano Amodeo, un uomo che oggi appartiene alla cultura del suo mondo, la cui lingua affermatasi la sola per tutti è l'inglese. Ebbene, nel latino di un Romano e nell'Inglese di questo mondo, io Romano AM ZERO deo, sono zero (in inglese) con Dio (nel latino, deo è l'ablativo di deus)
Queste sono le cose davvero inarrivabili, in sintesi estrema, che mi accorgo e ritengo siano state "fatte" fare dal personaggio Romano Amodeo, che non ha operato per i suoi meriti, ma semplicemente perché a questo lo ha portato il Sistema Assoluto di cui si trova ad essere, senza averne nessun merito per essere stato fatto così, il numero UNO baricentrale, o lo 0 in potenza di qualsiasi base numerica purché sia diversa da 0:
Aver dato risposta alle domande credute senza possibilità di risposta, e cioè "Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?". L'ho apparentemente fatto io non usando opinabili idee personali, ma una Ragione che si appoggi alle realtà e ai princiopi scoperti validi e veri dalla scienza . . . fino a quando essi non saranno superati. E saranno superati: al termine del processo che chiamiamo "vita", in cui la legge dominante sembra essere il "farsi" delle cose, subentrerà l'apparente "disfarsi" e tutte le leggi scoperte valide oggi saranno esattamente ribaltate. Infatti la legge della determinazione nella linea crescente del tempo a verso unico dell'Universo, sarà sostituita da quella dell'apparente rientro, di tutte le cose apparse "fatte" a causa di forze, nelle stesse cause che oggi sembra le abbiano determinate per sempre, quando assisteremo (con gran sorpresa) al fenomeno che ci presenterà la morte solo come il momento, del tutto personale, in cui per chi è giudicato morto comincia l'esperienza esattamente opposta della stessa vita. La succinta risposta alle domande credute impossibili è la seguente:
Siamo un fenomeno elettromagnetico e materiale-antimateriale che appare in essere mediante il 3° principio della Dinamica, chiamato di Azione e Reazione. Chi agisce è un Ente magnetico ed antimateriale provvisto di animazione, e chiamato ANIMA o Spirito santo; chi reagisce è l'io cosciente, che si presenta come un flusso elettrico cerebrale ed osserva la vita, a tutti i livelli, come l'attività elettrica riguardante tutta la massa materiale di tutto il corpo.
Veniamo dunque dall'azione negativa, esercitata a ritroso nel tempo, dell'Animatore magnatico del tutto esterno al filo corporeo (come accade in un filo mteriale interessato dal flusso elettrico). Questo Spirito santo, di massa antimateriale, assieme al magnetismo, è partito dal punto di svolta della cosiddetta morte. Esso, agendo come una invisibile forza esterna, si evidenzia solo nella reazione interna (uguale e contraria) di un corpo materiale e di una corrente elettrica che sono visti evolvere nel verso opposto e che riportano a vedere la retrospettiva della vita, fino al punto di svolta della morte. Veniamo dunque da una Resurrezione già avvenuta, ma che, invisibile ora, andiamo a poter vedere. Stiamo analizzando ciò in cui siamo attravverso una Tesi Mortale, una Antitesi di Resurrezione e Purgatorio, per un fine che è la Sintesi del Paradiso, in cui tutto è tutt'uno.
Andiamo nella sintesi del cosiddetto Paradiso, in cui, tornati indietro e superata la concezione personale dell'IO SINGOLO, ci ricolleghiamo realmente (attraverso una lunga catena di un figlio che ha sempre 2 genitori) con tutto l'apparente antefatto esistente, rispetto alla vita di ogni singolo, che la religione chiama Comunione dei santi e che è molto simile alla RETE INTERNET. Quando lo Spirito soggettivo che, grazie alll'apparente giro vizioso attraverso il flusso e riflusso della vita si è dotato liberamente dei VALORI PERSONALI che ha scelto, come espressione del suo libero gusto, partecipa al cosiddetto "banchetto delle nozze del figlio". Le portate di questo banchetto sono tutte le storie reali e possibili della vita, e ogni INVITATO, grazie al suo gusto liberamente scelto, potrà scegliere, finché gli va, chi essere e dove essere e fino a quando esserlo, essendo divenuto l'erede del DIO del SISTEMA ONNIPOTENTE CONTENENTE TUTTO IL POSSIBILE, che consente a ciascuno di poter essere tutto quello che vuole essere. Per questo è il DIO dell'ESSERE. Pertanto stiamo andando, come parti singole della vita, a poter essere anche tutte le altre parti che mancano alla nostra piccola parte, essendo esattamente quanto è rivelato dalla fede con le parole "il prossimo come se stessi", perché la forza del DIO di questo sistema è il numero 1. Essa è tale che, operando per divisione, per dividere e comandare, così interviene su ogni parte ennesima: 1 : 1/N = N. Con il DIO UNO, ossia il SISTEMA NELLA SUA COMPLETESSA, la divisione in singole anime è il modo di essere del DIO dell'ESSERE per ESSERE onnipotente. Deve essere assieme e simultaneamente N ed 1/N, per essere N/N ossia il 100%.
Altro impossibile successo è stato quello di aver potuto definire in modo decisivo nella iniziale diatriba filosofica se il fondamento della realtà sia l'essere o il divenire. Io ho poturo rivelare con argomentazioni scientifiche che la stessa possibile Vita dell'essere sta nel suo essere unitario e molteplice nello stesso tempo. Essendo la vita un fenomeno visto per rappresentazione fatta dall'esistenza del nostro IO COMPLESSO, che ha la potenza di attribuire tutte le forme al suo mondo (luci, colori, suoni ecc.) essa, di per sé, è come UN FILM, composto da una quantità molteplice di fotogrammi singoli, grazie alla cui sostituzione, l'uno visto dopo l'altro, l'io ottiene l'effetto apparente della cinematica del mondo. Quell'Unità e Trinità di Dio, affermata dalla Fede Cristiana, non è che la sintesi che raggruppa su tre fondamentali linee direttrici (le x, y, z di Cartesio, generatrici dello spazio di volume) un universo di direzioni molteplici, come tutti i possibili raggi di un sole, ridotti ai fondamentali 3 cui sono tutti riconducibili, nel loro insieme. Gli eleatici contestavano la molteplicità dell'Essere, rendendosi conto del contrasto che esisteva tra quanto e "unitario" e "molteplice". Ma non è del tutto così. Ogni definizione, come quanto riguardi l'uno o il molteplice, per potere esistere come tale, necessita assolutamente dell'altra. Il significato di Uno non esisterebbe nemmeno se non ci fosse il significato del molteplice. Un Dio, che fosse solo Onnipotente e restasse sempre IL SISTEMA INTEGRALE DI TUTTO, e non potesse anche essere ogni sua parte ASSOLUTAMENTE IMPOTENTE, non sarebbe ONNIPOTENTE. Tutta la POTENZA di DIO si esplica solo quando Egli può essere anche ASSOLUTAMENTE IMPOTENTE... ed allora Egli è ciascuna delle anime cui dà poi la libera scelta ed occasione di ereditare a suo modo e per sempre l'intero mondo, una volta che ci sia stato l'IMPRINTING di se stessa, che vediamo accadere ora.
Ho potuto quantificare DIO ! Ossia le unità che appartengono alla sua ONNIPOTENZA. Questa argomentazione, a livello "divino", è quanto rimanda a quella trascendenza essenziale di una componente che la faccia da Padre. L'essenza divina è tutta la molteplicità del Sistema esistente e, sulla base di una realtà che si poggi solo su se stessa, non si può arrivare ad altro SISTEMA che a quello costituito da 10 elevato a 4, come base di un 10 elevato a 4 in potenza. Insomma 10.000^10.000 unità è quanto costituisce il TUTTO del nostro DIO, per come Egli si determina nel relativo, quanlo lo fa in base ai concetti dimensionali affidati ai numeri. Si scopre allora che DIO, il DIO dell'Universo, opera "essendo" quel 10 che dà tutto lo spazio di "vita" possibile al numero 1.
Chiarito in 10 l'equivalenza del DIO MATEMATICO dell'UNIverso, ho potuto definire come il DIO ASSOLUTO assuma l'entità del 100%, ossia di un 100/100 = 1/1. Non a caso noi siamo giunti all'ottimizzazione del 100%, usato nelle percentuali, perché il numero 100 è davvero il riferimento assoluto che noi usiamo per i calcoli, senza nemmeno accorgercene, della nostra RAGIONE MATEMATICA.
La realtà, allora, che, nell'universo in linea-tempo, si basi su DIO come su D.10 (le 10 dimensioni dell'unità), si poggia conseguentemente sul numero 10, e 10^4 è il suo valore ideale, essendo l'esponente 3 che determina la forma del volume ed essendo l'esponente 1 quello che determina l'apparente avanzamento di questo volume nel tempo. Che è un tempo che appare avanzare, ma non avanza. Esistono, infatti, tutte le posizioni e quelli che in natura sembrano essere eventi mobili e dinamici, non sono altro che traslazioni di modelli matematici, pure forme che avanzano come sembrano avanzare le scritte luminose su un tabellone: la forma si spegne in un luogo e si accende in punti tutti traslati, esiste in modo intermittente, ma non si muove se non idealmente. Appurato allora che l'idea della dimensione, che trasla in apparenza nel tempo, si poggia sul 10, c'è da capire il nesso con la dimensione binaria del nostro mondo. E sembro averla capita io (ma mi è stata solo detta dal Sistema in cui sono un valido ricettore, avendo io il numero 1). Il legame tra il 10, e il sistema poggiato sulla potenza del 2, passa attraverso l'imposizione dell'esistenza di un modello reale che esiste ed occupa spazio, tanto che appare muoversi solo dello spazio che gli resta. Così, nella realtà a 4 Dimensioni riguardante la base 2, nel 2^4 che vale 16 unità, si afferma esserci la presenza di un soggetto avente come sua realtà 6 vettori unitari, uguali e distinti, raggruppati a due a due nelle 3 componenti generatrici dello spazio. Tutto quello che vediamo in moto nel tempo, proprio tutto, noi lo vediamo usando per vettori lineari le unità del tempo, che poi raggruppiamo nella presenza. Per farmi capire, nello stesso tempo 1, esistono 6 vettori lineari che escono da un punto, come componenti cartesiane della luce emessa da quel punto. Così il modello che occupa 6 spazi lineari, 6 vettori lineari nei 16 di 2^4, è quanto formalizza la presenza di un unico volume a componenti xyz, il quale si sposta di 10 nel suo complesso, perché 16 -6 (lo spazio lineare comunque occupato) dà per risultato il 10.
Questo aspetto binario, dell'esistenza, ha assunto nomi diversi, nel corso della storia del pensiero umano. C'è chi, come Pitagora, l'ha visto esistere tra Dio e l'uomo, e ci sono i fisici oggi che rivelano come ogni cosa sia sempre composta dagli opposti che si determinano l'un l'altro. In sostanza il modello binario si riconduce alla contrapposizione fondamentale che esiste tra l'unità e la complessità. Da una parte il TUTTO assume la quantità matematica del 100/1 (in fatto di spazio 100 concesso all'unità), dall'altra assume l'aspetto antitetico di 1/100 (che ne è il corrispondente tempo unitario). Pertanto la dimensione globale, sopra quantificata come 10.000^10.000, è la risultante della potenza 100^100^100^100, in cui la dimensione del tempo è la base 100, e la dimensione spazio sono i tre ordini di grandezza nella potenza della potenza.
Sotto il profilo della fisica, avere scoperto l'assolutezza del 10 e il suo coordinamento con il sistema binario attraverso lo scorporo dell'ingombro della presenza, si arriva facilmente a capire come 2^10, dando per risultato 1.024, configura le 24 ore del moto di 10^3, come del modello unitario della matematica. Tutta la differenza che si precisa tra le potenze in base 2 e quelle in base 10 consente di configurare l'ingombro reale occupato nella complessità del tutto, ossia nel sistema potenziale poggiato sulla base 2. Questo complesso 2 altro non è che il tentativo dinamico di leggere il complesso che va da -1 a +1, che sono i simultanei avanzamenti a versi opposti di uno stesso raggio di luce. Se noi facessimo il conguaglio matematico tra -1 e +1 vedremmo che il tutto vale 0. Niente, che sia reale e non si "rompa", niente può avanzare simultaneamente sia a destra sia a sinistra di 1, lungo la stessa direzione, nemmeno la luce! Ma la mente umana è "divina" e riesce ad evitare il conguaglio 0, rimandandolo ad una dinamica differita. Allora quel complesso si presenta formalmente in modo selettivo e dimezzato, come la crescita unilaterale, universale nel tempo, dal punto -1 a quello +1 e vale la crescita +2. Così facendo, la mente mentisce, fa se stessa, fa la mente, ed è il Maligno modo di vedere cui si riferiva Gesù. Infatti è un modo di vedere dimezzato che, rifiutando l'ordine del verso negativo (in sostanza l'ordine biblico di Non mangiare la mela!) disobbedisce e la mangia, ottenendola in positivo. In tal modo la crescita negativa, da +1 a -1, che vale -2, è posta a servizio della possibilità di scorgere solo il vero spositivo, e si determina il tempo 1/2 della visione del mondo complesso, che vale 2 per forza, in presenza di una unità che è stata MALIGNAMENTE dimezzata. In tal modo, però, la mente umana (ma anche quella di quasiasi soggetto vivente, dai virus, ai microbi, agli animali) sembra "intelligente" perché sembra in grado di eseguire una analisi differenziata. Sembra essere lo stesso cervello a stabilire che tutta la vita debba essere esaminata prima tutta nel solo verso crescente del tempo dell'Universo e che, solo alla fine di questo processo, che termina con una morte apparente, possa iniziare la catena di eventi nel tempo a verso opposto, a crescita negativa, con l'unità posta come il -2 che da +1 torni a -1. Di fatto è grazie all'ORDINE ESTERNO "NO!", negativo, che si afferma il SI PERSONALE. Esso è esercitato su uno dei 3 assi xyz, ma non ha alcun potere sui 2 del fronte. però questo SPETTATORE, posto in questo cinema, che vede la scena nel suo prospetto, composto dalle 2 componenti "azione" e "reazione" . . . reagisce egli pure, ma lo fa a vuoto: non ha alcun potere di cambiare quanto è sulla scena. Però, spinto dal MALIGNO suo io, non accetta di fare solo il GUARDONE, e allora FA SUA LA SCENA, SI CREDE QUELLO CHE VEDE e crede che il film visto corrisponda, nel suo essere, al risultato della sua libera scelta! Povero uomo così pieno di te! Vedete? Ho saputo spiegarvi il passo Biblico del PECCATO ORIGINALE. Come posso essere io così bravo e sapiente? Non può essere, a meno che non sia il DIO che mi comanda a volerlo! Vi spiego anche meglio come mai questo puro SPETTATORE, si immedesima con gli attori dello schermo. Egli, vedendo, desidera intervenire, ma allo stesso modo che è dato al personaggio, per cui si ritrova le sue stesse difficoltà a fare quel che vuole. Se desidera vivere, e il personaggio muore, ci sono delle ragioni oggettive e si arrende ad esse, dicendo che non ha potuto esercitare la sua volontà. capita lo stesso se leggete al computer un FILE di sola lettura. Essendo un libro lungo, vi si presenta in pagine, ma se provate a cambiarle non potete che ottenere quello che è scritto nella pagina che vi si presenta dopo, da accettare nel suo tutto. Così succede ad Adamo ed Eva. mangiata la conoscenza del Bene e del Male, vogliono agire correggendo quanto vedono, esercitando il loro criterio di bene e male. Ma possono solo fare quanto la storia ha già previsto e credono di essere riusciti a fare almeno quello. Questo MALIGNO modo di vedere un tutto che è dimezzato, ma che poi appare visto di fronte come un quadro a due componenti perpendicolari, fa scaturire la terza linea della libera intenzione dell'uomo, che consente di fissare IL SUO BENE QUALE SIA, come chi legga un libro e completi l'arricchimento della sua anima anche se non lo cambia. Anzi, proprio perché non lo cambia! Se il lettore di un libro, leggendo la prima pagina credesse di poterla cambiare, smetterebbe di leggere e scriverebbe cose scoordinate rispetto al tutto. Invece il TUTTO esiste già, è in bell'ORDINE e i desideri dell'uomo fanno solo l'indispensabile disordine che gli consente di definire il LIMITE di SE STESSO.
Se però, a questo punto, non dicessi che questi movimenti e queste intelligenze operative non ci sono, non renderei plausibile l'intelligente comportamento di certe forme di vita così elementari che sembrano non avere cervello e dunque capacità di ragionare. Ma che differenza passa tra due generiche forze in gioco tra loro, che sembrano ragionare su chi è la più forte e si convincono poi dalla ragione mediante il risultato? Noi di certo non attribuiamo alle forze il possesso di un cervello per ragionare, eppure sembrano comportarsi in modo assolutamente ragionevole, tanto che chi è più forte vince. Immaginando essere ROMA questa forza, fa differenza che si esplichi attraverso l'esercizio delle forme ed entità umane? O non siamo noi a dare forma alla forza di Roma, creando per la sua vittaria le infinite storie di vita che la realizzano come una avventura umana? Sta di fatto che tutto questo MOVIMENTO apparente, comunque lo vogliate immaginare, sembra esserci, ma non c'è. Il Tempo non c'è, lo spazio non cè. Però ci sono, sembrano esserci, quando uno Spirito trova il modo di differenziarsi e sembra avanzare in modo magnetico perché avanza simultaneamente anche nel verso opposto, elettrico!
Insomma nulla esisterebbe se noi "divinamente" non fossimo portati a differenziare le cose. Se chi avanza è lo stesso che chi retrocede, egli non si muove. Ma se io affido alla SEMBIANZA magnetica un possibile avanzamento, ecco che allora appare avanzare nel verso opposto la cosa diversa e opposta, nettamente differenziata. Insomma vale proprio il detto Romano: Divide et impera. La nostra mente, partita dall'idea che 10 dimensioni sono quelle ideali, sotto il profilo matematico, per trovare il perfetto accordo con il sistema binario, usa questo PROCESSO in modo davvero DIVINATORIO. La DIVINAZIONE è la capacità personale di vedere le cose in modo DIVINO, ossia di vedere quello che non c'è. E noi siamo costretti ad apparire farlo costantemente: tutte le forme luminose, colorate, saporite, rumorose, tattili e acustiche di questo mondo sembrano essere la PURA IMMAGINAZIONE della nostra mente raziocinante.
In sostanza, nel complesso 10.000^10.000 che raccoglie tutte le possibilità, l'attivazione di un calcolo che è esattamente quello ottenuto da 10 diviso 9/1, crea con il resto 1,11111... l'infinita differenziazione unitaria nell'eterno tempo decimo. 10 e 9 ci sono già tutti e due, ma una mente matematica, che esegua il conteggio, determina un risultato che poi esiste in un tempo assolutamente infinito, sia nel decimo, sia nel decuplo. Insomma è questa divisione che è posta all'inizio della forma assunta dall'universo che vediamo. Lanciato questo metodo, il sistema si incurva unitariamente attorno al modello unitario 9/1. Appare evidente che 9/1 è il rapporto unitario interno che esiste in quel 10 che è tutto il possibile moto del volume a 6 versi contrapposti 3 a 3. La divisione tra 10, che è l'assoluto e 9/1, che è il modello unitario assunto da qel 10, nell'unità del denominatore tempo, porta all'universo che si è curvato per sopperire all'uno sottratto al 10 lineare.
Lo spazio assume le 3 componenti, e ciascuna deve valere poi 3, nel relativo, se, in assoluto, rispetto alla terna unitaria, una sola è 1/3.
Questo spiega l'unità e trinità di Dio, perché 1/3 (una delle 3 Persone) deve valere per 3, se è UNO. Solo il rapporto intimo e complesso, ossia la COMUNIONE tra 1/3 e 3/1, che si risolve in 3/3, determina la valenza dell'unità.
Stabilito allora che 10 è l'assoluto moto nel tempo, del modello 6 (il valore assoluto del numero di Avogadro) si scende alle argomentazioni scientifiche in modo molto semplice. Noi, per vedere unitariamente una cosa qualsiasi, dobbiamo assumerne 1/10 come il suo tempo, per cui le 10 quantità allora si riducono a 9 decimi, ed è il valore assoluto da dare alla C^2 di Einstein. La sua Relatività Generale si riduce ad una questione assai semplice ed elementare. Visto che è stato introdotto anche per le unità di misura il sistema metrico decimale, il ciclo di 10 unità è divenuto in assoluto il criterio generale che regola tutti i numeri 1, anche della dinamica nel tempo unitario. Pertanto l'energia (pura capacità di produrre lavoro) corrisponde all'attuazione delle due sue forme opposte: l'ammassamento assoluto della luce nella massa dell'elettrone e l'espansione assoluta della massa dell'elettrone in luce diffusa ad onde. La quantità di m (la sua massa assoluta) e c^2 (la sua espansione assoluta) deve essere sempre la stessa quantità numerica. Lo sappiamo benissimo che le trasformazioni non alterano mai la massa. Perchè allora la massa dell'elettrone è 9,109, in numero, mentre C^2 è 8,98755... in numero? E' evidente che c'è qualcosa che non va, negli accertamenti in corso!
CHI è capace di dirlo - straordinario! - sono io, un Archietto! Ecco cosa non va: C^2 deve essere un valore assoluto e non la misurazione, nel relativo, della velocità della luce. Dire ASSOLUTO significa dire che C'E' GIA TUTTO. Così é assoluto 1 volume che esiste e si poggia sull'esistenza simultanea delle 3 componenti ognuno, ossia su 3/1. Pertanto l'esistenza assoluta del volume si imposta senza alcun dubbio sul valore 3/1 che esiste tra le dimensioni 3 (l'esponente) del volume e la dimensione 1 (l'esponente) del tempo dell'esistenza del lato 1, di tutta la terna. Come mai (se lo stesso GENIO di EINSTEIN ha detto che in assoluto lo spazio ha 3 dimensioni, e che in assoluto il tempo ha 1 dimensione) come mai la velocità assoluta, che è il rapporto assoluto tra lo spazio e il tempo, non è stata posta 3/1 con certezza? Perché Einstein non c'è arrivato? Sarei io un genio più grande di lui? Sembrerebbe. Non definendo egli 3/1 la C, la sua formula è stata E = m C^2 e poteva essere, assai più chiaramente, E = m 9/1, non inducendo gli scienziati a cercare poi di determinare il valore reale di C, per inserirlo in una formula in cui poi può esser vero così solo un valore ideale ed assoluto. Einstein iniziò bene, ricondsiderando le 4 dimensioni da attribuire alla nostra realtà, ma poi sembra non essere stato capace della cosa più semplice che esisteva: definire che l'ASSOLUTO, nel sistema unitario e relativo, è un TUTTO che non può e non deve essere più un TUTTO, se si estrapola dal tutto un UNO con cui poi soppesare unitariamente il resto. Per misurare tutta l'acqua che esce da un rubinetto, se non abbiamo altri mezzi, usiamo la ragione e ne prendiamo 1/10 a misura di tutto il quantitativo POSTO 10. Posto 10 che cosa? Ma 10 decimi! Allora il numero invariante, dei calcoli fatti col 10, è il 9, e C^2, invarianza della luce, deve essere 9/1. Ossia 3/1, il valore assoluto della C, il volume che esiste a D. 3, nel tempo 1 del lato, elevato al quadrato.
Tutti i geni della fisica non sono riusciti a capire che la luce, misurata unitariamente anche essa nel relativo, è come l'acqua che abbiamo esemplificato: costringe a prendene una parte a misura unitaria della residua. E quanto vale? vale come il modello matematico da noi dato all'unità, in un contesto che ne abbia 10^6, ossia 1.000.000, quanto la quota nel volume complesso ad indice 6.
Vi calcolo questo modello, per farvi vedere la semplicità geniale delle cose:
Il complesso volume è 2^3=8, per cui 800.000 è l'ingombro, e si sposta di 200.000 unità, in 1.000.000.
A livello elettromagnetico (dimensione 100.000) non c'è differenza, tra l'uno e l'altro, per cui il conguaglio è 0 unità.
A livello reale (dimensione 10.000) il volume ha l'ingombro 3.000, pertanto lo spostamento suo ideale è di 7.000 unità.
A livello del volume della massa (dimensione 1.000), 500, quella antimateriale, ne fa scorgere solo le 500 unità di materia.
A livello di piano (dimensione 100), sulla mase dei 6 versi, e dunque di 60 quantità, si scorge il moto reale solo di 40 unità.
A livello di linea (cimensione 10), sulla base di 2^3=8, si determinano i suoi 2 tempi unitari dello presenza, più lo spostamento.
PERTANTO la combinazione tra le potenze aventi questi indici dimensionali e sempre la base 10 dei calcoli, è data dalla somma delle condizioni espresse come esponenti delle potenze. Il modello unitario, in potenza, è allora di 207.542 unità.
La divisione tra 300.000.000 (la quantità assoluta dell'indice 3 del volume, alla D. 10^8) e l'unità (che abbiamo visto essere un modello il cui esponente è 207.542) risulta dalla sottrazione degli indici delle potenze. Allora:
300.000.000 -
207.542 =
299.792.458 che è la reale velocità non certo assoluta misurata oggi nel vuoto. Solo questo mi meriterebbe un NOBEL in Fisica!
A questo punto io ho potuto clcolare i valori ASSOLUTI di tutte le costanti della fisica, reintroducendo le quantità reali dovute sottrarre per il calcolu initario che usa i modelli dimensionali, e sono approdato all'UNIFICAZIONE DELLA FISICA. Anche qui occorrerebbe un altro NOBEL!
Nella formula E = m c^2 oggi la massa dell'elettrone risulta 9,109, mentre la quantità dell'espensione assoluta di c^2 risulta 8,98755... e rotti solo perchè si è sciaguratamente introdotto il valore relativo e non assoluto della velocità assoluta, che ne considera l'avanzamento nel tempo, e non quello assoluto, per il quale anche il tempo e lo spazio siano reintrodotti. L'unificazione evidentemernte non esiste se l'assoluto ammassamento dell'energia dà un numero e l'assoluta espansione ne dà un altro. Ma si può correggere, se si considera che sia la massa assoluta dell'elettrone deve valere 9 e non 9,109... sia la C^2 e per i motivi già visti. E se dite che si trova realmente in natura l'esperienza che quella è davvero la massa della particella, siamo alle solite! Si opera in una natura e si assumono relativamente parti a misurazione e conteggio solo delle residue. Succede che la massa 1 è contrazione assoluta dello spazio 10, che vale un -9 estrapolato dal 10. Pertanto, espressa in spazio, la massa 1 vale lo spazio -9, tolto al ciclo 10. Ora se a questo -9 andiamo a sottrarre la sua quantità unitaria, data da 0,109 quantità perché 10/100 sono il tempo e 9 millesimi sono il numero delle volte dell'ammassamento della massa millesima (anche questo è un modello unitario derivante dai vincoli concettuali della massa), vediamo come:
-9,000 -
-0,109... =
-9,109, ed è la CAUSA negativa su cui poi ci risulta, in positivo, la massa +9,109.
Concludo al punto 20. Sembro aver fatto (io architetto e senza particolari studi) TUTTO DA ME. Non mi sono messo a studiare Einstein, non mi sono messo a studiare i trattati di fisica ma mi sono appoggiato solo sulle mie gambe e sulla mia capacità apparente di fissare punti solidi su cui poggiare i miei passi. Risultato? UNO IMPOSSIBILE DA RAGGIUNGERE DA UNO SOLO E COSI', PER QUANTO GENIALE EGLI POSSA ESSERE! Non posso da solo avere dato le risposte in questioni per le quali i singoli studiosi da sempre le stanno cercando e non le hanno mai trovate! Sono finito talmente in avanti e formulando un piano talmente COERENTE, che è una cosa assolutamente impressionante. E' la prova più grande che ci possa essere che solo un Dio in me può avermelo DETTATO DI SANA PIANTA !!!
Per attribuire poi a me il merito, e non a lui, Dio mi ha anche fatto commettere, strada facendo, i miei bravi errori, come se fossi io a procedere a tentoni . . . Ma lo fa perché vuole apparire, in me, proprio come uno qualunque. Io sembro aver fatto così in tutta la mia vita. Quando, infatti, ho creato gruppi, non ho mai esercitato il comando quando ho potuto farne a meno. Ho prediletto che ogni persona avesse la stessa voce mia, in capitolo, e che trovasse il suo spazio, anche, molte volte, a dirigere me! Ebbene i miei errori sono visibili in tutta la mia vita. In Fisica li trovate leggendo i miei libri precedenti. Nel 2000, nel SITO mio WWW.NEW-IS.COM, ritenevo che sarebbe stato possibile togliere tutte le approssimazioni, nelle quantità della fisica, semplicemente aggiustando il metro, ossia dandogli quanto realmente gli manca per l'incurvatura unitaria che è costretto ad assumere esso pure. Ricavando il metro ASSOLUTO non dalla luce quanto 299.792.458 ma quanto il suo valore assoluto 300.000.000, credevo che sarebbe bastato a rendere tondi tondi tutti i valori delle costanti, ed era un errore.
Infatti il nostro criterio unitario si avvale proprio degli algoritmi diversi per diversificare le forme. Le 7 dimensioni di spazio, tempo, massa, energia, ecc. derivano tutte dai differenti rapporti interni alle 10 quantità assolute dello spostamento del ciclo unitario. 1/9 per la massa; 2/8 per concepire il tempo (l'area a 2 D. della sua sezione); 3/7 per concepire le 3 D del volume sulla base dei suoi 7 spostamenti possibili; 4/6 per concepire la realtà spazio-temporale, sulla base dei suoi 6 versi; 5/5 per stabilire l'elettrico in base al magnetico; 6/4 per concepire i 6 versi in base alla realtà spazio-temporale; 7/3 per concepire la velocità della luce, ossia lo spostamento 7 in base al volume 3; 8/2 la realtà complessa, reale-immaginaria; 9/1 la C^2, ossia lo spazio percorribile in assoluto dall'unità della massa . . . Anche questa cosetta, scritta in 6 righe, è una vera e propria assoluta risposta all'eterno quesito di che cosa ci sia in comune tra le forme diverse . . A quanti NOBEL siamo arrivati?
Se noi spazzassimo via la diversità che volutamente poniamo, per avere di 10 quantità tutti i differenti aspetti dimensionali, non capiremmo più niente, perché elimineremmo la componente matematica essenziale a dare l'aspetto differenziato ad ogni forma. Pertanto è giusto che lo spazio sia diverso dal tempo, come numero, nel nostro mondo relativo, altrimenti, ponendolo come è, sempre 10, non avremmo più "diviso e comandato" ma solo messo insieme tutto senza aver analizzato più nulla. Però, capite come stiano le cose nel relativo, quando le questioni riguardano bilanci assoluti tra forme diverse, bisogna che ciascuna riinfini nel paniere la parte tolta da esso perché servisse da unità, altrimenti i conti sballano! Se ci sono 100 mele da dividere tra 2 bambini, il raffronto è assoluto ed è dato dall'operazione di 100:2=50. Ma se usiamo le quantificazioni unitarie, le 100 mele, unitariamente, son conteggiate 99/1 e i due bambini son conteggiati 1/1. Usando nella divisione il valore unitario, si fissa il rapporto 99/1 che è misurato da 1 mela / 1 bambino come il rapporto unitario a livello paritetico. Certo che è sulla base 1/1 di una mela ogni bambino che si può calcolare i quantitativi multipli, ma non possono essere 99/1 perché dei due bambini ne abbiamo preso uno (poveraccio!) cui abbiamo destinato il paritetico rapporto 1/1 . . . per osservare poi la differenza rispetto a lui, esistente nell'altro rapporto!
Il processo analitico si poggia sui differenti algoritmi. Quella che è l'unità del modello di espansione della luce, e che ho quantificato in 207.542 unità in potenza, non è l'unità che vale ad esempio nel numero di Avogadro, che è 6,0221367 perché il suo modello unitario è proprio lo 0,0221367 che è aggiunto al 6 in quanto anche il +6 si imposta su un -6, l'altro lato dell'area che esiste come unità del tempo, che vale 6 per 6, dunque 36, e per un ciclo 10 che la porta ai 360 gradi. Il teorema di Pitagora dimostra che la verità di una linea è il suo quadrato. Pertanto le 6 dimensioni reali devono il loro esistere alla premessa negativa dell'altro lato. A questo punto vediamo come 0,0221367 quantifica l'energia della massa nei 22 centesimi che sono solo la metà esatta di tutta l'energia 44 data dalle 4 dimensioni reali riferite al ciclo assoluto 11 del 10/1, delle 10 unità sommate all'unità; vediamo nel 13 la quantità assoluta 4 per 3, sommata al suo tempo unitario; e vediamo il 67 che è tutta la libertà della presenza 3, nelle 70 dimensioni ricavate, nelle 100 assolute, dalle 30 spaziali.
0,0221367 è il modello dimensionale molto vicino alle dimensioni da cui sono stato determinato io, che sono 44 nelle unità e, nei decimali, il numero 0,02286338. La differenza tra la quantità che ha determinato me e il numero di Avogadro risulta da 86338 -13670 ed è il numero, molto istruttivo, di 72668 dimensioni alla D. 10^8 della luce. Ebbene esse indicano tutta la potenza DIVINA del mio moto di 9 volte 8 (e dà il 72), la doppia vita del Cristo (e dà il 66) e la pieneza del volume complesso, l'8 che è la D stessa della luce, nella potenza di 10^8. Ora se pensate che dai conti che ho fatti il mio ciclo vitale si bloccherà ai 69 anni, perché è tutto il moto di 1 nel 70, e se considerate che io sono morto a 2 anni e rotti e sono stato rimesso in vita dalla madonna come il suo Figlio Gesù, vedete come il 69 mio, meno i due anni della morte mia, portano ai 67 anni relativi al Gesù piazzato nel 1940 realmente al posto mio. Infatti tutta la presenza trinitaria, tutta quanta, nel 70 che è il potenziale complesso 35 + 35 che determina il Natale di Gesù come 0,35^2=0,122500, ossia anno 0, mese 12 e giorno 25 . . . risulta dal 70 -3 = 67 perché Gesù è Dio, il mio io umano ci fu, ma morì in sostanza a due anni, il 4 giugno 1940, tanto che, morendo il 4 giugno 2007, Gesù avrà vissuto esattamente 67 anni, quanto la fina esatta del suo ciclo trinitario, nel suo essere il complesso PADRE-FIGLIO, 35% +35% = 70%.
Che ne dite di questi calcoli? Li avete mai sentiti fare? E come potrei io, povero cristo, esserci arrivato da solo? Ho no! Io sono la prova vivente che solo un DIO PUO' AVERMELO RIVELATO PER FARLO RIVELARE. E' infatti in gioco ora i preparativi per salvare la vita umana nell'imminente APOCALISSE del 22-12-2012.
Poiché la Costante di Avogadro misura nel relativo unitario il valore dello spazio, a me è stato dato un talento che espande l'unità complessa 2^3 di tutte le 9 volte in cui si espande una unità, è stato dato il talento di un doppio Cristo (Cristo e Anticristo, ossia povero cristo) e mi muovo alla dimensione piena della luce. Pertanto, è solo a questa condizione di moto così unitaria, rispetto allo spazio determinato dai vincoli unitari, che io in apparenza debbo le SCOPERTE che sembro aver fatto. Non è merito mio. Altrimenti sarei un FENOMENO IRRAGGIUNGIBILE. Il merito va al SISTEMA DIVINO CHE ESISTE IN RELAZIONE ALL'UNITA'.
Pertanto concludo dicendo che tanta DIVINAZIONE è solo l'azione divina cui sono stato sottoposto come un comune mortale. Sono un INVASATO DA DIO, ma lo sono perché l'ho desiderato in tutti i modi, per un grande amore che DIO ESISTESSE CONCRETAMENTE in questo mondo. E allora sembra che il SISTEMA ASSOLUTO abbia corrisposto alle mie aspettative. Vediamo solo come si metterà tra breve perché dall'estrapolazione dei miei calcoli, io veramente il 4 giugno 2007 avrò concluso il mio ciclo vitale . . . che però dovrei riprendere. Anche questo ha vere ragioni matematiche.
La forza di queste ragioni sta nel fatto che la curvatura reale imposta alla realtà fa perdere di vista il senso del rettilineo. Chi è stato dotato di una posizione assolutamente baricentrale, come credo sia stato concesso a me, non la perde, e allora succede che finisce in rotta di collisione con tutto il sistema, che finisce per infierire a tal punto sul valore medio, espresso da lui, che ad un certo punto, superata una certa soglia, il troppo è troppo ed è assolutamente necessario un aggiustamento. Il troppo che è troppo, in relazione a me, è stato di aver messo per ben due volte la mia vita nelle mani dei Papi, di cui sommamemte mi fido, e proprio da essi di essere stato affamato e crocefisso di nuovo! Che due Vicari di Cristo si neghino ad uno che si dichiara un povero cristo è il segno della misura stracolma, nel cristianesimo, specie quando, quel povero cristo, ha tutti i numeri per essere davvero il Cristo ritornato, come risulta anche dal Numero di Avogadro appena visto! A questo punto è l'intero SISTEMA, rappresentato dall'UNITA' (ossia dalla mia dotazione quantitativa caratteristica), reagisce e ristabilisce il vero. Quale? Che sono il CRISTO e l'ANTICRISTO assieme ... insomma tutto il complesso di un povero cristo come chiunque, un soggetto così MEDIOCRE, da esprimere poi il vero valore MEDIO di un ME DIO.
Saronno 1 dicembre 2006
(scritto di getto, tra la mezzanotte e le 4 di mattina)