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Premesso che le risposte alle domande “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?” siano queste:

1. Sono un io elettromagnetico;

2. Vengo dal futuro, dal punto della morte in cui la mia esperienza elettrica si è ribaltata in magnetica;

3. Vado a collegarmi con tutti coloro in cui sono in potenza di essere, il “Padre Nostro” che sta nei cieli&ldots;

&ldots; il PARADISO sarà dato dalle possibilità, fornite al singolo, dal prossimo nostro come noi stessi.


Ogni vivente, nell’attimo di essere concepito dai genitori, esiste già sulla premessa, tutta negativa, di un debito di magnetismo contratto a partire dal punto in cui la sua apparente morte è stata collocata, nel disegno. Sulla base di questa premessa magnetica l’IO elettromagnetico è costretto a spostare il suo quadro visivo nel verso che ritorna al punto mortale, con l’esperienza elettrica interna al suo corpo materiale.

Se la componente negativa e magnetica, da cui poi entra in atto la sua apparente nascita, proseguisse nel verso a ritroso, rivolto verso quello che identifichiamo come passato, ma che per l’IO magnetico, dello Spirito, è il suo futuro, andrebbe verso questo suo futuro lo spirito di un soggetto ancora inesistente, nelle sue caratteristiche mentali. Queste devono essere facoltà costruite liberamente da ogni persona. Pertanto la natura, col giro apparentemente vizioso che l’obbliga a tornare a morire, per poi risorgere nuovamente, sottopone all’anima soggettiva, parte di Dio, di formarsi liberamente, nel suo mondo interiore, sulla base delle occasioni che sono state già date a quella persona singola dal disegno del suo personaggio e della trama della sua vita.

Solo dopo che l’anima si sarà formata nei suoi interessi e piaceri, solo allora proseguirà verso quel suo futuro che la porta a collegarsi con tutti i suoi apparenti genitori e progenitori, per poter gioire del bene toccato alla loro vita, perso il morboso attaccamento alla propria, ossia l’effetto negativo del “peccato originale”. Chi legge un libro, imperniato su un personaggio principale, e mantiene il doveroso distacco che occorrerebbe, osserva tutte le persone della storia, auspica un comune interesse e dà la vita volentieri per quella altrui. Chi, invece, assume quel personaggio come se stesso, comincia a far differenze tra la sua morte, il suo dolore, la sua fortuna o sfortuna e quello che tocca agli altri. Se Adamo ed Eva non fossero stati ingordi, per aver tutto, avrebbero accettato l’idea di perdere qualcosa &ldots; ma il Maligno li ha confusi e, pensando potesse esistere solo il positivo per se stessi, a condizione che cercassero di procurarselo, si sono attaccati morbosamente a quello che la storia gli ha proposto come il loro momentaneo IO su cui formare il loro mondo interiore e il quadro dei loro personali interessi.

In PARADISO, ossia nell’esperienza osservata tornando verso il passato nostro (con il magnetismo che è in grado di far rivivere quei personaggi), il nostro IO si collega ad un mondo complesso e simultaneamente ai due genitori, 4 nonni, 8 bisnonni ..., fino ad essere simultaneamente collegato con tutti. È a questo punto che il distacco, dal morboso attaccamento al proprio personaggio, permette di gioire del prossimo come di se stesso.

Ogni anima gioirà allora secondo gli interessi che avrà liberamente assunti sulla base della vita datale per formarsi liberamente su essa: non ci saranno differenze imposte dalle Religioni altrui! Varranno il credo e la fede assunti personalmente, liberamente! Non saremo posseduti da stereotipi, né dal tempo e dallo spazio, ma li possederemo (come oggi quando abbiamo un videoregistratore e vediamo, facendolo esistere in apparenza, tutto e solo quello che vogliamo e possiamo tifare per un gangster). Il Paradiso, allora, sarà la visione solo di ciò che ci piacerà essere e avere e fino a quando ogni cosa ci darà interesse. Essendo comprese tutte le possibilità uguali e distinte della vita&ldots; esiste, in una vita concreta e già prestabilita, proprio il nostro esatto ideale e potremo viverlo e riviverlo all’infinito! La giustizia compenserà la rinuncia fatta ora, rispetto al giusto, perché quanto voluto fare per il prossimo ora a nostro svantaggio sarà ricompensato, per amore, non da un solo uomo ma da OGNI UOMO! Chi vuol dare 1 riceverà quell’uno da un infinito di unità personali, per cui vale la pena, oggi, voler abbracciare la croce e il proprio sacrificio! L’uomo, che si comporta idealmente DA DIO, con la stessa sua generosità&ldots; lo sarà, perché sarà trattato DA DIO. Sta solo a noi fissare i limiti di noi stessi: se voler essere fin d’ora il DIO della GENEROSITA’ o&ldots; un pidocchio.


&ldots; e questo è il PARADISO che avremo

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Casella di testo: Felitto, CASA NATALE  SOTTO LA CHIESA.  
Segno di sottomissione 
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il Castigo di Dio  in
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