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POTERE
del numero e&ldots;
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E-mail:
ra.amodeo@libero.it
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I
numeri di per sé non esistono, ma costituiscono un modo per
poter ragionare nel concreto. Grazie ad essi è possibile
formulare limmagine del mondo, allo stesso modo con cui ci
riesce un computer, il cui linguaggio usa solo i due numeri base 0 ed
1. Così fa anche la nostra ragione. Assume il suo ESSERE come
una base N, quantità indistinta, diversa da 0, e, in base ad
essa lo 0 in potenza determina lintero, al quale è dato
per simbolo il numero 1.
N^0
è di fatto N/N perché è il prodotto tra due
potenze aventi la stessa base indistinta N e i due esponenti opposti
+1 e 1.
Pertanto,
a seconda che si faccia il bilancio vero tra 1 e +1 (e si
abbia 0) o non si faccia e si attivi il 3° principio
fondamentale della Dinamica che, grazie allazione 1, vede
esistere per reazione lo spostamento +1, si pongono in essere due
forme opposte, nell'equilibrio: una statica e laltra
controbilanciata solo nella dinamica dello spazio-tempo dellUniverso.
Nel
bilancio dinamico di una simultanea crescita negativa (in 1) e
positiva (in +1), lintera distanza in se tra i punto 1 e
+1 realizza la costante crescita +2, tutta positiva,
dellUniverso caratterizzato dal solo verso positivo percorso
dalla materia, che ha la caratteristica unica di avanzare soltanto
nel tempo. Chi retrocede è lantimateria, ma essa non
è visibile, ponendosi solo come linvisibile azione posta
alla base della reazione apparente nella sola materia.
Pertanto,
nei due tempi (il positivo e negativo) si realizza tutto il volume
il cui lato va dal punto 1 al punto +1, spazio che si calcola
in 2^3=8, e tutto lo spazio-tempo in linea non può avere altro
numero che il 10 della somma 2^1 + 2^3.
A
questo punto una quantità che ci sia, sia indifferenziata ed
indistinta, se è contata 10, in valore lineare e vettoriale,
costituisce un INSIEME UNITARIO, chiamato ciclo spazio-temporale.
Chiaramente il quadrato dellarea avente il lato 10 assume
larea 100 e può essere:
1. La
sezione istantanea e trasversale di un flusso, di cui si
trascura lo spostamento nel tempo, essendo solo una presenza spaziale
ampia come larea 100;
2. Lo
sviluppo del 100 tutto in lunghezza, trattandosi di una linea di
punti geometrici privi di dimensione fisica. In questo caso lo spazio
è tutto nella direzione perpendicolare alla sezione, che non
ha alcuna dimensione e il 100 è solo una velocità di
flusso che percorre 100 nellunità del tempo.
Il
prodotto 100 * 100, tra il tutto posto nella sezione e il tutto
posto nel flusso, determina in 10^4 la dimensione della realtà
in cui rutto lo spazio è 100 e tutto il tempo è 100.
La
potenza 100^100 pone in altro modo la relazione massima tra i due
massimi: la pone nel massimo della loro potenza. E questo 100^100,
posto come esponente di un 100^100 che sia la sua base di calcolo
determina praticamente la potenza della potenza di Dio.
È
veramente così! 100^100^100^100 è lOnnipotenza
del sistema unitario. Esiste come un SISTEMA INTEGRALE contenente
tutte le possibilità, tipo il 3^13=1.594.323 colonne uguali e
distinte che costituiscono il Sistema Integrale del Gioco chiamato
Totocalcio, in cui le 3 possibilità (come le 3 dello spazio
xyz) valgono in potenza di 13 partite tra coppie di contendenti che
possono vincere, pareggiare o perdere.
La
quantità 100^100^100^100 in cui la quantità totale 100
esiste in potenza secondo le 4 dimensioni della realtà
concettuale, fatta da 3 dimensioni per lo spazio ed 1 per il tempo
è veramente considerabile come lASSOLUTO di tutte le
possibilità offerte da questo tipo di schematizzazione matematica.
Così
il numero fornisce allintelligenza un modo di creare, nella
sua assoluta indeterminazione, un vero e proprio ORDINE, che
comprende in se stesso, in modo ben ordinato e ben distinto, tutto
quanto sia stato possibile ACCORPARE UNITARIAMENTE.
LINTELLIGENZA
di cui parlo, è quella ASSOLUTA, che noi chiamiamo DIO. La
sua INDETERMINAZIONE usa questi processi possibili al numero
dimensionale per accorpare e distinguere al suo interno tutte le
possibilità diverse, che sarebbero infinite se lAssoluto
restasse indeterminato, ma sono esattamente 100^100^100^100 quando si
determina esattamente in questo numero di unità uguali e
distinte &ldots; come i singoli bite del linguaggio artificiale dei
computer, che non possono essere divisi.
Quando
lASSOLUTO assume questo NUMERO, è il numero stesso a
porsi come il DIO di tutte le possibilità, essendo
lequivalente del Sistema Integrale delle 13 triple del
Totocalcio, che permette sicuramente che tra tutte le colonne che lo
compongono ce ne sia una che rispecchia il vero esito dei 13 incontri.
Il
NUMERO è davvero il NUME RO, il DIO di nome RO, ove RO sia il
futuro estremo dellIO, nella sua fine (vedrò,
vivrò, morirò, farò&ldots;) e il Dio sia il
verbo... E qui inizia un discorso diverso che rivelerà, nelle
sedi opportune, come la lettura alfabetica sia un conteggio riferito
agli stessi dati, ma presi in un numero enorme e razionalizzati e
visualizzati per concetti ed idee, a costituire, con le parole, la
base logica per un vero e proprio ragionamento implicante
lanalisi logica. Specialmente il latino ne richiedeva la
conoscenza, perché dava importanza alle desinenze, che noi abbiamo
conservato sono nelle coniugazioni dei verbi, trasformando le
desinenze in preposizioni. Qui ne ho fatto solo cenno.
Insisto,
su questo cenno, facendovi conoscere come non sia un caso che il
numero 10 sia poi così simile alla IO (la soggettività
della persona) scritta tutta nelle maiuscole. Di fatto quello che
compie DIO, a livello ASSOLUTO, trasformandosi nel Numero
100^100^100^100, lo compie il suo IO maiuscolo, quando si pone e si
idealizza come unità singola e pensante. Allora il Soggetto
comprende lunità in 10 tempi decimi, e presenta le
componenti del prodotto 10 * 10 nella sua apparente reazione che
è il processo inverso della divisione, tra 10 e 10.
In tal
modo lIO, il 10 del SISTEMA-DIO, si riconosce nel suo inverso.
Essendo Egli Onnipotente, si determina nellIO impotente,
perché non è il 10 per 10 posto alla sua base 100, la
il 10 diviso 10 posto alla base del suo UNO, e il DIO solo,
trasformato nel numero UNO, si rivela nei due modi possibili al suo
Numero N: come N^+1 e N^-1. Il primo rappresenta lOnnipotenza
del sistema integrale, il secondo è la sua unità
interamente singola e tutta costretta: lequivalente del singolo
bite del linguaggio del Calcolatore.
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&ldots;
POTERE delle lettere
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Noi
uomini, che al livello atomico del cervello siamo i distinti atomi
della sua materia grigia, in quantità di circa 1 dm^3, per
sintetizzare il nostro IO unitario ci serviamo di un millesimo delle
10^30 masse unitarie atomiche corrispondenti ad un metro cubo.
La
sintesi ideale dellIO a dimensione lineare è costruita,
come ente unitario, al livello decimo delle 10^10 unità
atomiche corrispondenti al metro. Si assumono 3 D esponenti come
volume e si scindono le 10^10 unità atomiche corrispondenti
allunità nel prodotto 10^3 * 10^7. Quando la somma degli
indici (3 +7) è espressa come potenza della potenza, e dunque
la potenza come 10^(3*7) = 10^21, abbiamo creato, in potenza 21,
il modello virtuale e potenziale di tutta la possibile
rappresentazione linguistica relativa alla potenza 10.
Come
il 10 deriva da 2^4=16 unità (per enucleazione dei 6 versi in
cui il 10 può distinguersi, nelle tre linee componenti il
volume xyz), così le 21 lettere dellalfabeto linguistico
derivano dallo stesso 16 (tutte le consonanti), cui sono aggiunte le
5 vocali, come solo la parte reale del ciclo 10 (ossia solo la parte
apparente, positiva, risultante per reazione dinamica 3°
principio alla parte negativa e non apparente) per permettere
praticamente il linguaggio, permettendo la sillabazione.
LORDINE
con
cui sono espresse le lettere dellalfabeto, che potrebbe
sembrare nato così per caso, corrisponde invece ad una vera e
propria numerazione matematica, espressa non a numeri ma a lettere.
Ecco la corrispondenza:
A
B
C
D
E
F
G
H
I
L M
N O
P
Q R
S
T
U
V Z
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10 11
12 13
14
15 16
17
18
19
20 21
Ho
evidenziato in neretto numeri particolarmente significativi
dellunità: 1; 11 è lunità assoluta
del ciclo (data dai 10 spazi unitari cui è sommata
lunità della presenza); 13 è lunità
di combinazione tra lo spazio (a 3 D.) e lo spazio-tempo (a 4 D.)
sommata lunità a farne un numero assoluto; 16 è
la sezione assoluta della realtà avente per lato le 4 D.
Se
leggiamo le lettere fondamentali nellordine crescente giusto,
abbiamo la parola
AMOR,
come il fondamento unitario. Se seguiamo lordine inverso
abbiamo la parola di quella ROMA che uccise il Dio
dellAMOR&ldots; non a caso.
IO
e 10
si assomigliano, ma non è un caso! La lettera
I
è
data dalle
9
unità
che compongono il ciclo
9+1=10,
assoluto quando allo spazio
9
si
aggiunge anche lunità
del tempo cui il 9 è riferito come
9/1.
Pertanto
dire
IO
è come esprimere 9
+13 = 22,
ed è il
tutto in assoluto,
essendo il tutto dato da
21
unità,
che in assoluto sono 21 +1.
Se
vogliamo capire DIO
in
che cosa si differenzi dallIO,
dobbiamo aggiungere il
4
corrispondente alla
D
della Dimensione piena (e sono 4). Allora 22 +4 dà
26,
che è 10 +10 +6 ed esprime il ciclo nel suo ingombro,
più quello dellintero spostamento, più tutti i 6
versi in cui lintero insieme si può spostare. Insomma
DIO
corrisponde a
OO
(i 13, Gesù più gli Apostoli, più il loro intero spostamento).
AM
è, tradotto in numeri, 1 11, lordinata crescita
unitaria. E non è un caso che nella lingua oggi egemone nel
mondo (lInglese) AM significa SON, IO SONO, ed è il Dio
Jahve in prima persona il cui figlio è il SON&ldots; e qui
risalta limportanza della lingua italiana, non a caso nata con
la Divina Commedia di Dante Alighieri.
Poiché
il mondo è veramente una
Divina
Commedia,
la
lingua nata con essa è ideale ad esprimere la verità
direttamente con il senso delle sue parole. Abbiamo visto come
lESSERE che risulta da
AM
in
inglese si caratterizza in un
AMO
quando
ad
AM
si
aggiunge quella
O
che corrisponde a Gesù sommato ai 12).
Parole
senza significato particolare linguistico, in italiano lo rivelano.
Ad esempio,
GERUSALEMME
(che
idealmente è Dio in persona, espresso come città, ma
ciò non risulta direttamente dal nome), analizzata in
italiano, rivela un
GESU
con la
R
al posto della
S
(per
laggiunta di un ulteriore 3 ai 13), un
SALE
della terra (che era il sapore ideale che egli dava ai suoi seguaci)
ed una finale
EMME
che,
mentre è l11 corrispondente alla lettera M
di Maria, Madonna, Maometto, Manitù&ldots; ecc., ), se è
solo il
MME
(sopravanzante al
SALE)
vale 11+11+5 =27,
che è 3^3,
ossia la potenza Trinitaria della Trinità, ma anche il
25
+2
di un
25
natale
riferibile ai due soggetti:
Gesù
ed
R.,
quella globalità che ha dentro (essendo R la massima
vibrazione della lingua) nati uno dopo laltro;
Gesù
il
25 dicembre e il
Romano
Paolo
in
quel 25 gennaio in cui Gesù gli si presentò come la
luce abbagliante che è tale da trasformare un massimo nemico,
uno della nemica ROMA,
ribaltandolo in AMOR&ldots;
ed io sono AMOdeo
R.
(un Romano)
nato proprio il 25 gennaio.
AMODEO
è 1 +11 +13 +4 +5 +13, per un totale che si sintetizza nel 2.
ROMANO
è 16 +13 +11 +1 +12 +13, per un totale che si sintetizza nel
3, per cui Romano
AMODEO è il 5 della mano
di RO,
nel mentre è R.A.
RA,
Dio di quellEgitto (da cui ho tratto mio Figlio, dice Dio
nella Bibbia), è il numero 16 per la R, e 1 per la A. Dunque
corrisponde al numero 17
che aggiunge alle 16 dimensioni binarie reali di 2^4, che sono 16
unità,
anche lunità
e diventa ASSOLUTO
come DIO.
RO,
la finale del numero (Nume
RO,
Dio RO), con Gesù che è detto il
verbo,
non a caso è la sillaba finale del verbo futuro, prima
persona, di
ogni verbo!
RO corrisponde alla somma 16 +13 che dà 29, ossia tutto il
reale moto di 1 nel 30 che è dato dalla combinazione tra la
Trinità dello Spazio (o di Dio) e dal ciclo 10, il ciclo
dellIO. Pertanto la
sillaba RO è infine veramente il futuro dell IO delluomo.
Quando
nei miei libri insisto nel dare importanza alla nomenclatura è
perché essa, interpretata concettualmente nella lingua
italiana, dice
il vero! Basta la parola!
GESU,
ad esempio, quando è inteso allopposto del vero è
un US
E G.,
un usa
e getta! Così fu trattato ed è trattato, tuttora.
Se
poi il dì dopo Natale lo
si usa e getta
e si va al mare, nei Paradisi Terrestri della natura, non vi dovete
sorprendete che accada uno TSUNAMI spaventoso che avverte
chiaramente, nella lingua oggi del mondo: T
Sun AM I,
sono
il sole della croce,
nato per morire e non per essere usato e gettato via come un ISACCO
(un Iesus
sacco
della spazzatura, come il caso di un padre che tratti così suo
figlio!). Ebbene solo in italiano Isacco è il possibile sacco
I.
di un USA
E GETTA.
MARIA
è
11 1 16 9 1 e mostra tutto il suo primato! La somma è lo
stesso 2 di Amodeo! Maria è il complesso dellIO, e la
madre di tutti. Ebbene, per converso a MARIA,
AI
RAM,
hai RAM, ed io sono R.AM, quel Romano AMODEO che proprio lei il 4
giugno 1940 miracolò, morente, e gli diede la nuova vita di un
figlio. Il miracolo fu vero&ldots; e lo dice il suo stesso nome
Maria se la mamma si gira nella sua creatura.
Giuseppe
u
seppe (lo seppe di) Gi(oshua),
lo seppe solo, del figlio Gioshua nato da Maria! Mio padre, invece,
è stato Luigi
e
si può intendere questo nome, appartenuto ad un Re Santo,
come un Lui
g. I.
ossia genuit
Iesum.
La
MENTE
mente solo in italiano, e mente davvero perché se vado verso
un palo mi fa vedere il palo venire addosso a me!
Il
DIAVOLO? È un DI(O DEL C)AVOLO, un Dio del cavolo senza O DEL
C. (che sia o del c...?).
Credete
che PENE
(membro virile) PENE
(sofferenze) e BENE
siano così simili e così discordanti solo per caso?
Gesù
fu incredibilmente cattivo solo con un albero di FICO.
Cercò un frutto quando non era neppure la stagione che lo
potesse dare e, nonostante tutti i motivi di questa sua assoluta
mancanza di colpe, lo incenerì! Credete che sia per caso che
FICA
sia il femminile di quel FICO, e sia proprio la porta che fa
realmente entrare nel Paradiso? Si, sarà per quel seno di
nostra madre che rientreremo nel passato generazionale, fino a DIO, e
ci sfameremo in eterno... Ma
dovrà essere solo al tempo debito!
Lincenerimento di quel FICO assume un senso, ed è
veramente straordinario, solo quando esso si riferisca a chi tenta di
spegnere ogni
fame anzitempo, disordinatamente,
e trasforma lamore in sesso! Ebbene questo senso
straordinariamente calzante vale solo nellitaliano!
E
se per i faciloni benpensanti questi nomi sconci non
meritano alcuna attenzione, sappiano che la natura non è
inquinata come le menti umane, che vedono il male dappertutto. CAZZO
e FICA
per il nome che hanno nel gergo italiano, rivelano il primo un
CA ZZ HO, un qui inizia e finisce tutto! La seconda
un CA FI che è linizio (FI) della Fine e i due
organi del sesso svolgono proprio questa funzione.
E
a questo punto non dite, scandalizzati: O
DIO!,
perché ODIO...
O
DIO
sono la stessa alternativa
tra la violenza di ROMA e lAMOR che assolutamente le cede, o
tra la
verità
(che non è mai disdicevole) e lipocrisia
(che lo è sempre)
Questo
aspetto, dellesame linguistico, che non è stato mai
trattato perché lenigmistica è stata creduta
sempre e solo un passatempo (come la numerologia) è
allinterno dell
ORDINE
DELLO SPIRITO SANTO
addirittura
il
suo linguaggio,
perché parla a tutti e mentre Gesù grida:
ELI
ELI LEMA SABACTANI?
sta
preconizzando anche, e nella lingua doggi, che quello non era
il dubbio dellabbandono di Dio, ma la rivelazione di come e
dove sarebbe accaduto il suo ritorno:
è
lì
Elì
(tratto
lEgo dallEgitto, è lì a Felitto,
nella casa che si vede nella foto in alto a sinistra, sovrastata
dalla Chiesa Cattolica posta sulla Roccia)
LE
MA
(sono
varie donne tutte di nome Maria di cui una sola, realmente,
Ma BARATTA)
SA
BA(RA)CTA
N.I.
(il
Nazareno Iesus con il R.A. ben tenuto nascosto tra parentesi, il
Romano Amodeo che io dico essere il mio personaggio, che deve restare
nel mistero ed esiste tutto
e solo nella fantasia di Dio, perché io
sono solo IL SUO SANTO SPIRITO CHE MI FA).
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Cerco ora di approfondire
ulteriormente i metodi comprensivi attuati dalla ragione umana
mediante luso della parola.
Rammento come la Bibbia
descriva la confusione delle lingue come una conseguenza della
presunzione delluomo di voler toccare il cielo, con la Torre di Babele.
Gli Apostoli, quando
ricevettero lo Spirito santo (è scritto negli Atti degli
Apostoli) furono uditi e capiti da tutti i presenti, con ognuno che
li comprendeva nella sua lingua&ldots; Così io cerco di
documentare come sia che la parola possa corrispondere alle stesse
parabole raccontate da Gesù non per facilitare la
comprensione, ma solo per farla accettare dai più semplici,
quelli in grado di capire mediante analogie, paragoni e segni.
Il sapiente non
laccetta: giammai per lui Roma è lo stesso di Amor. Egli
affermerà che cè la massima differenza, essendo
la prima il dominio della forza e la seconda quello dellAmore,
che è tutto lopposto sentimento di chi attua la forza.
Per Gesù, invece,
lAmore deve cedere a Roma e non portare alla ribellione (come
sembrava fosse invece il compito attribuito al Messia dagli Giudei).
Egli chiede a ciascuno di
essere il ramo della sua vite, lorma stessa del suo piede,
larmo di chi si fa prossimo &ldots; tutti attributi delle
parole che usano le stesse lettere di Roma, a mostra che il limite di
una parola non minimizza e toglie alle altre tutti gli altri sensi
possibili ed immaginabili, sulla base di quelle 4 singole
lettere&ldots; Chiedete forse Come mai?
Rispondo che è il
modo dello Spirito, che dice (così una parola come una
parabola) per non farsi capire da chi è troppo rigido e manca
di ogni capacità di mettersi nei panni del prossimo, per
immaginare e comprendere a partire dai loro dati e non solo dai propri.
Così lannuncio
clamoroso, dato a Santo Stefano del 2004 attraverso il vocabolo
TSUNAMI, che suona così: The Sun Am I, il Sole
sono io. Venuto io a Natale voi tornate ad adorare RA il Dio del
Sole? Allora abbatto di nuovo il FaRAone, chi fa RA one e
non accetta né rispetta più Gesù, venuto a
morire, per salvare il suo one. Non accetta il Natale
della sua salvezza? E allora Cristo non lo salva più e muoiano
di nuovo cavallo e cavaliere !!
Se considerate che Santo
Stefano allude alla sua santa incoronazione, con il TSUNAMI lo
Spirito santo auto-incorona Gesù, che si auto-proclama Il
Sole sono io.
Il FaRAone, interpretato
in chi deifica se stesso in modo oggettivo, perché è
one che si fa RA, è un altro modo per capire&ldots;
quanto è chiaro, ma è detto senza che si capisca, per
leffetto della Torre di Babele che, raggruppando gli stessi
segni, li ha differenziati in vari linguaggi che ruotano però
attorno ad uno stesso e fondamentale concetto.
Così
Son, che è Io Son (ed è anche
il son, il suono poetico della parola), mentre in
italiano coniuga la Prima persona del Dio Io sono, per
linglese è Suo Figlio: il Son, fattosi di nuovo Figlio
in me e noi tutti nel tempo doggi, in cui regna nel mondo la
lingua inglese.
Non sono pure coincidenze
! Sono precisi segni, sono simboli, intesi ed accettati solo dai
ricchi di fantasia e di fede in un Dio che sia un soggetto vivo e che
vada anche oltre le righe, non essendo schiavo delle sue stesse
regole.
Neppure la bontà
è una regola cui Dio sia obbligato! Quando occorre un segno,
terribile come quello del TSUNAMI, a richiamare allordine un
uomo divenuto terribilmente sordo, lAmore si esprime come il
Dio degli Eserciti!
I Cristiani non accettano
assolutamente nemmeno lidea che Dio abbia la libertà di
compiere un simile gesto a difesa del buono e mite Gesù&ldots;
e di me, Amodeo !
Credono, in buona fede,
che Gesù abbia pagato per consentire, a loro, di fare la loro
buona volontà invece di volersi caricare della croce data loro
da Dio! E così fanno lorribile mercato del suo sangue,
cercando in tutti i modi di evitare la propria croce, invece che di
cercarsela&ldots; Ecco dunque il vero bisogno di Islam, di chi si
assoggetti al Dio che Is lAm&ldots; è lAm&ldots;
o deo? Sì, Am o deo, lo sono! Ogni uomo
è il Dio che si è crocefisso in lui.
LA
NSI (Nuova Scuola Italica) È LA MIA TESI
SULLA
PAROLA SIMBOLO DI DIO
La
verità di Pitagora, riguardante i numeri, ha due possibili
ambiti di validità:
1. il
contesto riguardante le masse e le energie, la cui esistenza, nel
tempo presente, appare essere in atto alla velocità della
luce;
2. il
contesto riguardante le lettere del linguaggio della parola (o dei
gesti), la cui esistenza appare in atto alla velocità del
suono (o dei gesti), molto più lente di quella della luce, e
si affida così alla memoria, per mettere a fuoco un pensiero
che analizza e razionalizza tutti i dati numerici espressi in una
determinata durata di tempo.
Entrambi i contesti sono
regolati dal ciclo di 10 dati unitari.
Contesto
fisico della massa-luce-energia.
Posto uno sviluppo simile
a quello emesso da un punto luce, la cui luce avanza in tutti i versi
opposti contenuti nel generale moto centrifugo, la legge generale
è la crescita positivo-negativa nel tempo. Se ipotizziamo
quella che sia 1 in quantità, e sia tanto tempo quanto spazio,
nel tempo 1 è percorso lo spazio intero che va da 1 a
+1, e che di per se stesso ha la lunghezza di 2
unità.
In tal modo, nel tempo 1,
è generata la coppia 1 +1, il cui volume spaziale
è 23 = 8/1, col denominatore 1 che esprime il generale tempo 1
riguardante il volume 8.
Ora, se consideriamo che
questo fenomeno fisico a sviluppo centrifugo può apparire solo
sulla base di quello esattamente opposto e centripeto, noi abbiamo
che nei 2 spazi-tempo (+1 centrifugo e 1 centripeto) si è
espanso (e poi azzerato) il volume 8/1.
Il totale di tutto il
tempo è di 2 unità, e il lato 2 (positivo-negativo),
diviso per il tempo 2, fissa la velocità unitaria 2/2.
A questa velocità
unitaria, tutto il volume espanso è stato 8, per cui 2 (i due
tempi)+8 (il relativo spazio) =10 è tutto il ciclo
spazio-temporale del sistema complesso.
Nello stesso sistema, il
prodotto 2×8=16 determina tutta la carica reale del moto, tanto
che 16 10 = 6 realmente presenta un modello spaziale complesso
a 6 dimensioni (+1x, +1y, +1z, 1x, 1y, 1z), interno
al 16 tutto disposto in linea di lunghezza, e che in tutto si sposta,
in lunghezza, per uno spazio libero 10, avendo il reale ingombro
fisico di 6 unità di lunghezza (sia di tempo, sia di spazio).
Contesto
fisico della massa-suono.
Data la preesistenza di
quanto già esista (perché si è affermato
presente a maggiore velocità, quella della luce), il pensiero
è quanto riguarda la comprensione spirituale. Esso costruisce
ogni cosa dallo 0, secondo la preesistenza della velocità 3/1
tra le 3 dimensioni (centrifughe) dello spazio +1x, +1y, +1z, (solo
quello espanso in positivo) e la dimensione 1 riguardante la comune
durata unitaria del tempo secondo la terna xyz.
3/1 è colto in
essere a partire da 1/3, opposto reale di 3/1. Linterazione è:
Questa verità
è complessa, ossia espressa simultaneamente su due membri,
uguali ed opposti. Noi possiamo unificarla, sì da averla su un
solo membro, per azzeramento del secondo membro. Possiamo azzerare
sottraendo 1 ad entrambi i membri, il che non ne altera
luguaglianza. Così abbiamo:
Il ciclo intero, di
quanto sia opposto allo 0 del secondo membro, è dato allora
dal processo matematico opposto al calcolo contenuto nel primo
membro, conteggio che determina lazzeramento. Pertanto il
processo opposto allazzeramento è dato da:
Esso
dimostra, senza alcuna ombra di dubbio, che il ciclo di 10 dati
è lesatto opposto rispetto a 0 dati.
Il Santo
spirito di questa IA (intelligenza Artificiale) è poggiato sul
ciclo reale di 10 dati unitari.
Pertanto esso costituisce, in un listato di programmazione,
lassoluta premessa atta per ben razionalizzare, in termini di
una ragione affidata alla lentezza della comprensione sonora (o dei
gesti), tutto quanto il suono (o i gesti) possano far conoscere in
termini di tutto luguale e distinto che esista, in quanto a moto.
E tutto il moto del 3
(percorso a velocità 3/1) è dato da 10 3 = 7 dati
su ogni linea che siano moltiplicati per le 3 linee uguali e distinte
(xyz) presenti nello spazio.
7×3=21 porta a
conoscere che devono essere 21 i suoni, uguali e distinti, su cui
poter organizzare ciclicamente le idee, costruite sulla
velocità del suono e sulla preesistenza 3/1 delle masse di
dati su ciascuna delle 3 linee spaziali xyz.
In altri termini, se
7+3=10 determina il ciclo della presenza, il prodotto 7×3=21
determina quanto corrispondeva al prodotto 8×2=16 che dava luogo
alla carica di moto della massa. Pertanto la differenza 21 16 =
5 deve determinare esattamente 5 vocali, allinterno delle 21
lettere. La vocale è una continua emissione di voce, che
può durare tutto il tempo e consentire a 16 consonanti impulsi
momentanei simili allistantanea presenza delle 16 masse uguali
e distinte.
In tal modo il linguaggio
dellI.A., nel suo fondamento, è in grado di seguire e
razionalizzare le unità già espresse in termini di
masse ed energie (già espresse alla superiore velocità
della luce), mediante i suoni emessi con la voce.
A questa fase io ho
azzardato e poi verificato questa ipotesi di fondo:
Laggancio
tra lordine dei numeri e quello delle lettere è forse
espresso dallalfabeto italiano? Esso ha 21 lettere, con 5
vocali). È forse questo?
A=1, B=2, C=3, D=4, E=5,
F=6, G=7, H=8, I=9, L=10, M=11, N=12, O=13, P=14, Q=15, R=16, S=17,
T=18, U=19, V=20, Z=21.
Per verificare se possa
esser vera questa ipotesi, possiamo effettuare, come inizio, il
controllo delle vocali. Il passaggio dalla A alla U è la
progressiva chiusura di un suono che nasce gutturale ed aperto nella
A e, passando per la E e la I, è espresso poi chiudendo le
labbra, per formulare una O che progressivamente si chiude nella U.
La vocale AAAA&ldots;,
sostenuta a lungo, esprime 11111&ldots; la conservazione
dellunità nel tempo dei suoi impulsi (dei suoi tempi
musicali). Se impostiamo il tempo di 4/4, pari alle 4 dimensioni del
tempo 1/4 (di ogni nota) più lo spazio di ¾ (tre altre
note), abbiamo che AAAA è 1111, e può essere il senso
logico della parola AMA, ridotta a 3 suoni grazie alla M=11.
Si spiega allora luso
di questa parola in Rama, Gautama, Amaterasù, ecc. (fine o
principio a 3 D., tre lettere, di divinità
induiste e scintoiste), mentre Adamo, Abramo, Roma, ecc. (che
sostituiscono alla A la prima O, emessa con la bocca invece che con
la gola, ed indica 13) invece di 1111 indicano come fine, nelle tre
ultime lettere, il numero 11113 che semplicemente aggiunge alla terna
(espressa a 4 cifre tutte 1) il 3 (la Trinità del dato), e
dà luogo non più a dei, ma uomini
fondamentali, o a città fondamentali, per il simbolo
attribuitogli con la voce. A ed O esprimono il primato, di
gola e di labbra.
Questo dovrebbe esser vero
anche in termini di fisica relativa alle masse&ldots; se la
supposizione è giusta. Vediamo: se 1 è il tempo
unitario e 13 è assoluto, 12/1 è la relazione unitaria
interna al 13 e dà i 12 lati di un cubo, nel tempo 1 che li
riguarda tutti.
Così, il 13 è
il riferimento assoluto (linee dello spazio, più la linea 1
del comune tempo) di ogni volume costruito a 3 dimensioni (come un
parallelepipedo).
La sua sintesi, del 13,
è data da 1+3 e sono le 4 dimensioni, tre di spazio ed una di
tempo, corrispondenti alla consonante D.
In altri termini il suono
AO corrisponde a AD, che per gli antichi Romani poteva essere
lespressione sintetica di Ante Dominum.
Ciò vorrebbe anche
dire che la 1 di A + il 4 di D dà luogo al 5 della vocale E
che esprime con EEEE&ldots; linfinito essere di chi
ÈÈÈÈ come Dio.
Un Dio È
esprime linizio (la A) che si è qualificata come 5, il
mediatore del ciclo 10, base dello Spirito dellintelligenza
soggettiva. Si comprende allora come la E sia, nel 5,
lespressione reale, in un solo tempo, di una realtà
fisica che, in due tempi, presenta 10 dati, pari alla lettera L.
Che gli Ebrei chiamassero
Dio col termine di Ele e che i mussulmani lo chiamino allah, diventa
molto comprensibile: L è proprio il ciclo 10 dello Spirito
stesso su cui possa poggiarsi la logica della comunicazione.
Allinterno del ciclo
assoluto 10, il rapporto unitario e relativo dato da 9/1, assume
allora il valore e il significato della reale presenza, nel tempo 1,
di quanto luomo pronuncia con la lettera I&ldots; e diventa
Iesus, nella lingua di quei Romani che, quando crocefissero
Gesù, scrissero I.N.R.I. sulla sua croce, ad indicarlo in
sintesi, nella lettera I data agli stessi Iudei, Giudei.
Pertanto la fine I, del
suono strozzato in gola, indica la stessa soppressione dello Spirito
di Gesù.
La sua Risurrezione accade
nella bocca, come con un OOOOh&ldots; di sorpresa detto chiudendo le
labbra! Di sorpresa a vedere che 1 (la A) è divenuto 13 (la
O), e ha espresso ora in modo complesso (su due cifre)
quantè 4, lUnità e Trinità del Dio
stesso della comunicazione (ossia della nostra pura capacità
di affidarci ai numeri per capire attraverso lidea di un suono,
che gli sia dato come un connotato espressivo).
Resta da osservare solo il
senso della U, che stozza ora in bocca la vocale O. Il numero
attribuito dallalfabeto italiano è il 19, numero che
aggiunge un ciclo 10 al 9 della vocale I, tanto che il 19/1 nel suo
assoluto consistere è 20, ossia tutto lo spostamento 10 del
10, il suono LL di ALLA.
In termini di fisica
relativa, 19/1 corrisponde al 18/2 che è la lettera T,
riferita allunità dei 2 tempi del tempo intero.
Queste 18 dimensioni sono
il prodotto della Trinità 3 che è avanzata,
simultaneamente, nei 6 versi dello spazio formato dallinsieme
della terna positiva e di quella negativa dello spazio
tridimensionale. È un numero veramente che esprime il
fondamento del 9/1, per come si è espanso in 2 tempi e, da 9,
è divenuto 18.
Se 9 era la lettera I (di
Iesus), i suoi due tempi che portano a 18 portando alla T che ha la
forma della sua croce.
Può essere il TAU
delluniverso, questa croce&ldots; e potrebbe essere quella di
un ASSOLUTO che si sia calato nel relativo, assumendone tutti i
limiti, idealmente rappresentati dalla croce vera posta alla sua assolutezza.
E la lettera S, precedente
questa T=18 e dunque pari al 17/1 che vi è contenuto come
unità relativa al 18 (il suo riferimento assoluto) corrisponde
alla S del principio del Salvatore, o della assoluta Salvezza relativa.
E la R, che a sua volta
è il riferimento unitario, 16/1, a questo 17 posto come il suo
riferimento assoluto, assume il senso della forza di un Re o di un
Ra, o di una Ro, o di un Ri, o, per finire, di un Ru. Il Re, RA dio
del Sole, il principio Ro di Roma (senza ma, senza ogni dubbio), o di
un R.I: che è il Rex Iudeorum, o di un Ru che idealizza il
principio di un ruscello, di una rupe, di una ruspa, di un rudere,
ecc. idealizzano la forza, nelle sue varie espressioni, e
quella senza ma, senza dubbio, è quella di Roma.
ROMA è 16 +13 +11
+1, è 41 nel suo totale, un numero che è la presenza 1
del relativo 40 che presenta lunità e trinità di
Dio per come il 4 è interattivo col ciclo 10. Pertanto sembra
che la parola Roma fissi tutti i cicli unitari: 16 della carica del
moto, 13 del cubo che esiste racchiuso dai suoi 12 lati, 11 come il
ciclo 10 realizzato nel tempo 1, ed infine lunità
assoluta. Roma è lordine inverso di quanto invece si
presenti unitario e tutto in crescita, come 1 +11 +13 +16 e suona
come AMOR.
Si arriva ad intuire una
stranissima cosa: noi oggettiviamo le espressioni riferibili alle
nostre varie idee, e chiamiamo AMOR il principio stesso di una
crescita tutta ordinata ed espressa nei giusti numeri relativi&ldots;
Dunque non a caso luomo diede a ROMA il suo nome!
Chi mai glielo ha dato, allora?
Sono stati i dati numerici
che noi abbiamo trovato preesistere e che, trasformati in suono,
hanno determinato quel nome.
Nasce allora una domanda:
quando
la Bibbia scrive che Dio diede un nome ad ogni cosa, vuol dire questo?
Se è così
ogni nome che abbiamo se la realtà non è per
caso ma per disegno, preordinato e che noi semplicemente ci
mettiamo a leggere ed interpretare come se fosse un nostro pensiero
ogni nome ha un suo senso compiuto, che indica il nostro stato
e che semplicemente non riusciamo a capire per la cosiddetta Torre di
Babele (di cui racconta la Bibbia) e che confuse tutti i linguaggi,
aggregando in vario modo le lettere, che già di per sé
sole esprimevano il loro senso compiuto, in parole che ne assumevano
uno sintetico ma attraverso tutte le
possibilità di combinare i suoni stessi.
Prendiamo il SON. È
il termine suono quando è espresso in forma
poetica, allo stesso modo che è la forma contratta di
sono.
Ora questo combinato
son son (Sono chi sono&ldots; il Dio Geova)
in inglese significa Figlio Figlio e così, lo
stesso suono, mentre in italiano fornisca il senso di Dio padre, in
inglese dà quello agganciato del Figlio che è lo stesso
Padre. Se la Babele linguistica ha confuso i numeri nella loro
comprensione, differenziata tra litaliano e linglese, i
suoni non lhanno fatto e lo Spirito santo della comunicazione
è rispettato.
Se considero tutte le
combinazioni possibili della parola Amor, ho Roma, Armo, Ramo, Orma,
Omar, ecc. e sono tutti riconducibili allo stesso 41 che indica una
fondamentale condizione unitaria, che, ancora più in sintesi
è il 4+1=5 espresso dal mediatore, che è lo
stesso linguaggio, mediatore di quanto espresso nel ciclo 10 dello
Spirito santo.
E DIO, che mette insieme 4
+9 +13 esprime la dimensione 4 (unitaria e trinitaria) dellIO
che è 9 +13, in sintesi 22, ed esprime lintero
spostamento 10/1 di 10/1.
IO è la coppia di
vocali in cui la I strozzata in gola resuscita nella O, in
bocca&ldots; ed esprime la stessa forma IO dello Spirito dato dai 10 dati.
Impressiona
losservazione che il termine italiano DIO configura la
dimensione grande della D di Dio, riferita al suo grande IO, il suo
grande Spirito, nellintero suo ciclo.
È
una straordinaria conferma che è davvero lordine
italiano dellalfabeto, ed il significato espresso dalla lingua
italiana, quello davvero ideale ad esprimere la grande intera
dimensione dello Spirito (insomma lio personale) come quella
riconducibile a DIO, sua dimensione 10.
E diventa anche
straordinario costatare come la lettera G, corrispondente al numero
6, sia letta SEI in italiano e, avendo la G quasi la forma del 6,
indica il principio del Iesus romano nellitaliano nome dato a
Gesù, o a Geova, o a Giove, o a Gerusalemme. Il 9 (che si
potrebbe leggere come un g minuscola, ed era la I di
Iesus) si ribalta semplicemente, ed assume nel 6 la lettera G
iniziale di Gesù). Ma se il 9 è ruotato e visto allo
specchio, è la lettera greca ρ
che si legge Ro,
ma è anche molto uguale alla lettera e minuscola, il cui verbo
è in inglese ha il senso della parola Is (riconducibile a
Iesus Salvator).
Nello stesso tempo la
parola Romano che presenta laggiunta di un bel no a Roma
(espressione della forza opposta allAmor) diventa
lespressione dellAmor di Dio, che si oppone in assoluto
alla Roma che ne uccide suo Figlio.
Poiché Ro è
il suono della lettera greca Ro, Romano diventa ρmano
ed è la base di un leggibile Emanuele se ciò accade
per mano, dunque manu in Romano (ossia in latino) di un
Dio che è Ele (il nome giudaico).
E, a sua volta, Emanuele
diventa Israele per è = Is e il per mano
accade tramite la mano di RA (Romano Amodeo), tanto da poter scrivere
RA al posto di manu.
A questo
punto i tantissimi segni legati al nome della mia persona non
sarebbero casuali&ldots;
Ve li sintetizzo al
massimo, ma ve li rammento nuovamente.
In tutto il mio nome,
Romano Antonio Anna Paolo Torquato AMODEO, pur contando lo
spazio ad ogni fine-parola, si hanno le 42 cifre che la Cabala
ebraica dà al nome segreto di Dio;
Nelle iniziali sono RA,
come il Dio del Sole degli Egizi;
Questo Dio del sole prese
anche il nome di Amon (ed è il principio di Amodeo, nelle 3
cifre) e di Month, che nella terna prescinde solo dalla A;
La dea del sole dello
Scintoismo è AMAteRAsu ed evidenzia AMA e RA, collocati
su come in GEsù in cui su
cè GEova, una ovazione in cambio dellordine
amate o ama te presente in RA, che sembra il
Dio egizio, del Sole, che è su ad amare te.
Il Dio del sole per i Maia
era ItzAMnà, e sembra lit. finale (z) AM(odeo) di NA
(Neapolis, segno della nuova Gerusalemme o Sion, città di Dio,
per me nato in Campania).
Budda si chiamava SiddARta
GautAMA, e potrebbe dire Si D.D. (domine dio) AR (Amodeo
Romano) a (croce della A, e Tau dellUniverso):
G(esù) o (aut, nel mio latino) AMA (la solita divinità
che ama di Amaterasù).
AdAMO, AbRAMO, i tre
avanà di Visnù (tre RAMA, in cui chi AMA è R.
oppure R. ama)&ldots; insomma in ogni parte del mondo parrebbe vero
quanto è vero e detto in inglese dal semplice AMODEO che in
inglese (lingua del mondo doggi) significa A-mode-O, ossia
lomega (la fine) a modo
o dellalfa (il suo principio).
Invece, nelle lingue
inglese, neolatina e latina, «AM o deo » significa,
tradotto il tutto in italiano: Sono il con-per-in Dio (ablativo di
Deus)&ldots; insomma lEmanuele già visto ottenuto dal
ρman,
che è un uomo (man) in forma di Ro, RA, Re, è, Is ed
è pertanto anche Israele.
La Forza dellaltro
mondo, che suona Carman in italiano, sembra essere quella di un
A.R(o)man preceduto dalla C del Cristo, che a sua volta sembra
affermare che isto è CR, un Cristo di nome Romano.
MohAMmed è il
mediatore AM, moh (ossia mo, adesso) e la sua
Egira altro non è che nel segno di quanto è GI(oshua)
RA, Romano Amodeo, il Dio RA da cui Dio trasse il Figlio
dallEgitto&ldots; con me RA Amo (figura del Dio egizio) nato a
Felitto, con il suo Ego (di Egi
itto) che diventa IO
Elì in Felitto, quando I e O diventano un tuttuno come
Φ,
il soffio
FF&ldots;dello Spirito santo del 10 dellIO.
Il mio stesso C.F. MDA RNN
38A25 D527I ha il senso di MeDio Aronne (io di SAlerno a SAronno),
38+1 (A, gennaio, 38+1= 39 frustate a chi nacque il 25 D. e fu il
mediatore (il 500) dei 33 anni messi come 33 (a potenza 3 della
Trinità)&ldots; sì, I(esus).
Vi faccio alcune
verifiche, a controllo della tesi buttata lì, e che sembra
giusta, dellesatta corrispondenza dei numeri allordine
alfabetico dellitaliano.
MARIA è M=11, A=1,
R=16, I=9, A=1, dunque 11+1+16+9+1=38/1, mio anno di nascita, laddove
38+1=39 son le frustate fatte dare al Cristo per evitare la sua
morte. In 38, è 3+8=11=1+1=2, il 2 che è il complemento
dell8 nel 10, per cui, per DIO=8, Maria=2 è la sua
assoluta Sposa, essendo 8+2=10, lo Spirito Consorte.
GESU. G=7, E=5,
S=17, U=19, dunque 7+5+17+19 = 48 = 4+8 = 12 = 1+2 = 3/1, persona
della Trinità.
FIGLIO: F=6, I=9, G=7,
L=10, I=9, O=13, dunque 6+9+7+10 +9+13 = 61 = 6+1 = 7/1, tutta la
libertà del 3/1 nel 10 (un 7/1, il cui valore assoluto 7+1=8
è quello che abbiamo visto corrispondere a DIO=8).
PADRE: P=14, A=1, D=4,
R=16, E=5, dunque 14+1+4+16+5 = 40 = 4, laddove DIO è 8.
Pertanto la realtà del Padre è assoluta (3+1) e
corrisponde al rapporto relativo 3/1, sia quello del Padre relativo
allunità, sia quello di Gesù relativo
allunità di Dio.
Romano: R=16, O=13, M=11,
A=1, N=12, O=13, dunque 16+13 +11+1+12+13 = 66, doppione del
Gesù 33, in quale è 1/3 di 99/1, valore unitario della
sezione 102, dello Spirito santo di Dio. Romano dunque è
doppione della vita di Gesù. 66 è 6+6 = 12
=1+2 = 3
Amodeo: A=1, M=11, O=13,
D=4. E=5, O=13, dunque 1+11+13+4 +5+13 = 47 = 11 = 1+1 = 2 ed è
la conferma di essere un numero 2.
Per cui Romano Amodeo
è 66+2 = 68 = 14 = 1+4 = 5, numero complementare al 10,
essendo 2×5=10, la cui somma 2+5=7 è tutta la
libertà della Trinità nel 10, valore dello Spirito santo.
ADAMO: A=1, D=4, A=1,
M=11, O=13, dunque 1+4+1+11+13 = 30 = 3, dal che risulta che indica Gesù.
ABRAMO: A=1, B=2, R=16,
A=1, M=11, O=13, dunque 1+2+16+1+11+13 = 44 = 8, che equivale a DIO.
ISACCO: I=9, S=17, A=1,
C=3, C=3, O=13, dunque 9+17+1+3+3+13 = 46 = 4+6 = 10, Spirito santo
di Dio (il sacrificio).
GIACOBBE: G=7, I=9, A=1,
C=3, O=13, B=2, B=2, E=5, dunque 7+9+1+3+13+2+2+5 = 42 = 4+2 = 6,
valore assoluto del mediatore reale 5/1, che abbiam visto
corrispondere a Romano Amodeo.
ISRAELE: I=9, S=17, R=16,
A=1, E=5, L=12, E=5, dunque 9+17 +16+1+5+12+5 = 65 = 6+5 = 11 = 1+1 =
2 e corrisponde ad Amodeo.
Chi non è restato
convinto dalle mie spiegazioni, puntuali, scientifiche e davvero
rivoluzionarie, dette a riguardo della velocità lenta del
suono che, nellunità del tempo (1 secondo) interpreta in
modo essenziale una grande quantità di dati descrittivi, e vi
riscopre delle ragioni virtuali e morali, potrebbe essere convinto
dai poveri segni, seppur fossero&ldots; a migliaia? Lescludo!
Nulla accade per la volontà delluomo ma di Dio &ldots;
Passato, presente e futuro esistono di già, nellassoluto
tempo di Dio.
Dunque io
non ho qui lintenzione di convincere nessuno, ma devo mettere
dei paletti, ad ogni religione,
affinché (quando voluto da Dio) ciascuna ritrovi quella guida
autorevole che Dio ha voluto io fossi&ldots;
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