Casella di testo: 	Deve essere stato previsto in modo eclatante anche di recente

A Montesilvano, padre Diodati e Maria Fioritti attesero un grande segno nel 28 febbraio 88, San Romano. Giorno in cui io avevo 50 anni, superati da 33 unità e mi decidevo a mettermi sulla croce del Fallimento personale ed aziendale, che , preparato in poco più di un mese, chiesi ad aprile e mi fu accordato dal Tribunale di Milano il 3 maggio 88.

Il Nuovo Segreto di Montesilvano e dell’attesa del Sole della Croce

Un evento risultato in apparenza un Miracolo mancato, della Madonna, il 28-2-1988, ma in verità centrato in pieno, ma condannato da Dio all’apparente irrisione, per smascherare poi tutti coloro che hanno mancato nella fede ed hanno intimato: “Da adesso in poi basta con queste sciocchezze e cose ridicole!

Una croce fatta portare al Padre e al Figlio, nella persona del Padre DIOdati e della figlia in Cristo, FIOritti, che hanno avuto scritto perfino nel nome e per il loro ruolo di essere l’immagine stessa impersonata di DIO Padre e Figlio FIO dati ritti, elevati sulla croce del loro mancato riconoscimento.

Cominciò a Fatima il grande segreto, d’un Dio reincarnatosi il 25 gennaio 1938, come il RO-SAR-IO di un IO nato a SA e  trasferitosi infine alla SARonno in cui ci sarebbe stato il Nuovo Presepio il 24-10-1999, quando a 22.222 +330 giorni avrebbe Vinto la morte e dato il Giudizio Universale ad una Chiesa che, per il Segreto voluto da Dio sulla questione, non avrebbe aderito al Convegno indetto da questo Rosario figlio vero della Madonna, da quel 4-6-1940 in cui gli diede una nuova vita, alla quale seguì poi di nuovo la grande Strage degli Innocenti (stavolta precisamente degli Italiani, coinvolti 6 dì dopo, il 10-6-1940, nella Seconda Guerra Mondiale).

Il Rosario da tener sempre vivo è stato d’allora il Figlio, Padre e consorte stesso di Maria SS., e la Russia per la cui conversione pregare è stata la resurrezione del Signore, il 7-7-007 (codice internazionale della Russia), dopo 33 dì nella Balena che ingoiò Giona (il Gioshua di Napoli, in segno della nuova città celeste).

Ebbene a Montesivano i due profeti non sbagliarono nulla:

1. l’apparizione il 24-6-1987 a Maria Fioritti, della Madonna in cucina, corrispose al dì esatto in cui questo Rosario percepì nitida la fine, a Milano, del vincolo affettivo che aveva sfasciato il suo matrimonio.

2. Gesù, che è apparso a lei con tunica oro o tunica rossa ha corrisposto, in segreto, a Tu, N.I. cà, o RO (tu, Nazarenus Iesus, qua, o RO) e a Tu, N.I. cà, RO SS. A. (tu Nazarenus Iesus qua, Romano SS. Amor ... Amodeo Romano).

3. Il sole nel cielo era in segreto Romano Amodeo (R.A., Dio del Sole), di Luigi nato il 7-7-007 (Re Sole, egli pure, come il Luigi 7+7 XIV, e il Re santo Luigi IX, 3+3+3 ...

4. Ma c’era in cielo una cosa reale, che apparve quel giorno: il San Romano, uno che trascende il suo nome, perché era solo un soldato Romano, già rotto alle battaglie e alle uccisioni, ma che preferì perdere la testa per non perderla davvero nell’eseguire il comando di cuocere a fuoco lento San Lorenzo. Il Santo del cielo, festeggiato in questo giorno, è chi sa, prima che gli sia spiegato, il Vangelo di Gesù che recita che è meglio sia tagliato quanto è oggetto di scandalo. Così è un San Romano come uno che prepara la strade (al Ro-Sar-io di poi), come il Battista, ugualmente decapitato, la preparò per Gesù.

5. Quel 28-2-88, questo ROsario presentò in Tribunale, a Milano, la sua richiesta: “Chiedo la Croce del Fallimento perché la riconosco come la sola via che può impedirmi l’eterna schiavitù per debiti.” Era RA, il Sole divino di quel giorno, splendeva ovunque, ma era visibile solo a Milano; a Montesilvano era San Romano.

6. La scritta in cielo, che attesero di Notte, era il fallimento decretato per iscritto dal Tribunale, in presenza del tentativo sublime, di Romano, di dar corpo al Cristo.

7. Questa scritta di notte, come già ho rilevato, ci fu evidentemente ma fu oscura. Furono Dio Padre e lei Fio, il Figlio, coppia di profeti dati ritti ed elevati in croce nella grande notte delle anime che, anche in presenza di segni evidenti, non san mai coglierli, perché Dio li esprime a modo suo, spesso indistinguibile. Ci vuole un Maometto a distinguere come il miracolo della montagna quello che per l’uomo disincantato è pura cinematica (come se essa non fosse un miracolo dell’apparire).

 

Ebbene il SEGRETO DI MONTESLVANO segnò il momento iniziale dell’ultimo spazio intero e tempo intero mancanti all’Apocalisse del 22-12-2.012. Segnala l’inizio di un conto alla rovescia di 9.064 giorni che sono: 9.000 (tutto lo spazio percorso dal 1.000 nel 10.000) +64 (un 2^6 che indica i 2 tempi della base nella  potenza 6 dell’unità, che percorre tutte e 6 i versi che ci sono nelle linee direttrici dello spazio-tempo, quando in tutto esse sono 3 e ciascuna ha due versi).

Pertanto aveva ragione Diodati, quando affermava che il segno che sarebbe stato dato a Montesilvano avrebbe fatto impallidire quelli dati con il Segreto di Fatima. Il Segreto di Montesilvano avrebbe consentito all’uomo, una volta svelato, di approntare le difese rispetto al giorno dell’Apocalisse. I due profeti furono davvero stimolati a segnalarlo alla stampa, perché poi fosse conosciuto, al momento giusto come un Segreto tanto più Segreto dei 3 di Fatima da essere apparso come nemmeno dato!

   

 

Quella croce non vuol esser vista, per ora! Io ho cercato di fotografarla, ma sul Colle della Vecchia, pur essendoci, essa non si è fatta ritrarre nemmeno dalla mia macchina, pur avendo uno spessore apparente superiore a quello visibile del filo della luce… Per poterla mostrare, come appare nel particolare, ho dovuto introdurvela a mano!