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Dimostrazione che eseguiamo questo calcolo numerico, riferito al kg: 900/100 x 10^-30 x 10^-1 kg  

900/100 x 10^-30 x 10^-1 kg risulta dal rapporto 10^10, lineare, tra 1/10 del metro (figura spaziale di 1 kg) e 1/10 del lato di una unità atomica cubica avente il lato 10, u.m.a. che a sua volta è linearmente 1/10 di 1 Angstrom cubico, questo perché 10^10 unità atomiche messe in perfetta sequenza lineare sono 1 dm di lunghezza. Se osserviamo il cubo dell'u.a.m. esso è un volume avente il lato 10 e composto da mille unità corrispondente all'elettrone. Per trasformare questo volume in una pura lunghezza 10 dobbiamo dividere 1000 per 100. In tal modo, però, avremmo tutta la lunghezza 10, di 10 cubetti di elettroni sovrapposti uno sull'altro, come nel disegno a lato.
Noi invece dobbiamo avere la distanza 10 che esiste all'alto al basso, con la particella collocata in basso, quella colorata in rosso. Essa è appoggiata sul piano di una virtuale bilancia che la pesa e la trova pesare 1. quando fossero considerate anche le 9 particelle collocate sopra, che formano con quella rossa tutta la lunghezza 10, la bilancia conterebbe il peso 10 e si accorgerebbe di aver avuto una energia in sovraccarico pari a 10 -1 =9. Ora la massa della particella esercita la sua massa non nella condizione di riposo, ma di moto. Se io sono di fianco ad un veicolo fermo, io non posso osservarne la massa. Posso osservarla solo quando il movimento del veicolo pone la sua massa contro di me. Così è anche la massa della particella. Non risulta quando essa sta ferma nel suo spazio rosso, ma solo quando virtualmente si sposta nei 9 spazi verdi, premendo, ma non potendo realmente occuparli come se fosse in orbita terrestre. Un corpo in orbita cade perennemente verso la Terra, ma non si avvicina alla Terra, perché la sua caduta ottiene solo l'effetto di incurvare la fuga tangenziale, tanto da realizzare l'orbita curva come il segno reale della sua continua caduta. Pertanto l'energia di caduta della particella elettrone, che riesce solo a curvare la sua orbita, vale solo quanto i suoi 9 spostamenti della presenza rossa che vale 1. In tal modo la massa 1 di una particella ha un contenuto 9 di energia di caduta, e in tal modo tutta la linea 10 è rappresentata da 1 posizione statica sommata a 9 posizioni dinamiche.
In tal modo il lato di 10 decimi, dell'unita della massa, si è ridotto ad una sola pura linea che, rispetto al dm è 10^-10. Poiché un dm^3 è il volume della massa di 1 kg, 10^10 x 10^10 x 10^10 u.a.m. formano 1 dm^3, e dunque 1 kg pieno tutto di u.a.m. Per conoscere quanti sono gli elettroni, masse che si muovono solo per linee, basta dividere 10^-31 kg per 10, e si scopre che sono 10^-31 kg in quanto al loro contenuto statico (evidenziato in rosso). Per aggiungere quanto manca a determinare tutti i 10 decimi di una u.a.m., è sufficiente precisare le 9 energie che esistono nella linea (la linea verde). In tal modo l quantità totale di posizioni (le verdi + la rossa che formano i 10 decimi dell'unità della massa) è data dalla formula espressa sopra.
Ora va detto che deve essere un dm^3 di acqua, perché anche la molecola di H2O ha un rapporto 9/1 tra l'energia e la massa. Infatti i due atomi di H hanno una energia di legame (pari al peso atomico) uguale a 2 +16, ossia alla somma del p.a. dei due atomi di H e dell'atomo di 0 che ha 16 come p.a. Il conto dell'energia, espresso tutti dall'attore H, è che ha una energia di legame pari a 2 +16 ) 18 p.a., mentre ha una massa di 2 p.a. Il rapporto E/m della Relatività Generale è dato da 18 p.a. / 2 p.a. ed è uguale al puro numero di 9 volte l'unità 1, ossia il numero unitario 9/1. Numero che è lo stesso numero del rapporto E/m osservato nell'elettrone.
Pertanto 1 dm^3 di H2O ha 9 volte 10^-31 kg di posizioni VERDI, pari alle sole energie dello spostamento della massa ferma evidenziata  con il colore rosso.

Ma possiamo far ricorso anche alla c^2 ASSOLUTA, uguale a 9 x 10^16 m^2 s^-2.
La massa dell'elettrone deve essere in moto nel tempo e non essere solo l'energia presente sulla sezione del flusso, una sezione che esprime solo l'ampiezza del flusso, ossia la sua PORTATA. Noi nella C^2, corrispondente a m^2 abbiamo un valore di area di presenza, essendo anche s^2. Si tratta di una presenza che è di 1 s x 1 s che sono tempi esistenti solo in relazione alla sezione e che non anno alcuna dimensione nella linea del flusso. Non esiste anche 1 s nella linea del flusso dell'energia, altrimenti avremmo 1 s^3.
Per cui questa sezione è tutta ROSSA, con riferimento al disegno visto sopra. E' un piano base che non si sposta in nulla verso l'alto, a precisare la massa di caduta tangenziale della particella elettrone. Per poter avere questa massa di caduta gravitazionale, espressa nella curva dell'orbita della particella, dobbiamo avere ancora un secondo quadro ed un altro m^2, perché l'orbita della particella esiste su un piano contenente il disegno circolare della sua perenne caduta. Ma dobbiamo avere la presenza anche della dimensione 10^16 della carica di moto della particella, che si esprimeva nella trazione della sezione trasversale. La carica di moto 10^16 non è altro che la dimensione statica 10^8, della luce, che si movimenta di un altro 10^8, e come 10^8 x 10^8 carica la sua posizione lineare di quella relativa all'area dell'espansione trasversale. Voi penserete, allora, che occorre anche moltiplicare per 9 l'energia, in quanto tutto il 9 x 10^16 m^2 s^-2 agisce sul piano dell'orbita. Avete ragione e torto nello stesso momento. Infatti se moltiplichiamo anche l'energia per 9, e la calcoliamo così' anche nell'area compiuta dall'orbita della particella, poi dobbiamo dividerla ancora per 9, in quanto l'energia sull'orbita è espressa da una particella e non dalle 9 di tutto il piano 3x3. In sostanza l'energia 9 è sempre la stessa, perché è solo relativa ad uno spostamento lineare, e non ad uno di tipo "esplosivo". Per cui quando la si determina sul piano trasversale, essa è la stessa che agisce invece sul dolo piano del flusso reale nel tempo.
Assodato che 9 x 10^32 m^4 s^-4 è il quantitativo riguardante i due piani, quello trasversale e quello del flusso nel tempo, noi abbiamo accertate le condizioni di tutta quanta la realtà spazio-temporale, avente 4 dimensioni di spazio/tempo, ossia (m/s)^4. In questa realtà del flusso nel tempo, la sola dimensione da considerare attiva è (m/s)^+1, perché (m/s)^3 è un dato relativo al volume che si sposta, e non alla pura linea dello spostamento. In quanto alla dimensione 10^32 essa resta tutta ed è riferita ai m/s della pura velocità lineare del flusso come una quantità di m. Sono 10^32 s^-1 che esistono come un rapporto N/s in cui la quantità N è misurata dalla quantità s. Ora considerate 160/80, tanto per indicare dei numeri, se noi dividiamo per 10 il riferimento 80, siamo tenuti a dividere per 10 anche il numeratore 160, perché 160/80 = 16/8 anche se i numeri sono differenti. Il numero, infatti, è un rapporto e quello vigente tra 160 e 80 è lo stesso 2/1 che esiste tra 16 e 8. Pertanto 10^32/s diventano 10^31/(s/10). Chiaramente se dividiamo nella velocità m/s per 10 il secondo dobbiamo dividere per 10 anche il metro... e otteniamo il dm lineare che esprime l'unità del kg. Tanto che sono 10^30 kg in tempi decimi del secondo uguali al tempo unitario, tanto che 1/10 di s ha la dimensione 1 ed è omesso il decimo di secondo come la dimensione relativa al kg. In sostanza il kg è FERMO, inchiodato alla posizione decima come il cubetto rosso del disegno sopra.
Il kg è la resistenza al suo avvio, misurata dalla bilancia, che lo valuta 1 nel mentre ha 9 energie di moto. Perché il dm^3 di acqua che forma 1 kg e non 9, ha nell'acqua il contenuto 9 di energia di moto e non di presenza di massa.
Questo kg assume il valore del denominatore 1 del rapporto 9/1, e si presenta FERMO e, in tal modo, adatto a misurare l'energia di moto.
A questo punto abbiamo 10^31 kg come il totale, e la sua unità è pari a 10^-31 kg che però hanno l'energia atomica 9/1 della molecola dell'acqua, e l'energia in tal modo, della particella atomica dell'acqua, è l'elettrone, e pesa di nuovo 9 x 10^-31 kg, stavolta ricavati dalla energia della c^2, riconosciuta nel suo VALORE ASSOLUTO di 9 x 10^16 m^2 s^-2.

Perché oggi questa particella risulta 9,109389754 x10^-31 kg ? Per la misurazione unitaria, che inserisce il vincolo geometrico esattamente uguale alla parte decimale. Infatti:
  • Alla dimensione 10^-1 il vincolo unitario è del tempo 1 decimo della massa-tempo e troviamo 1.
  • Alla dimensione 10^-2 dell'area trasversale la massa ha vincolo 0, non essendo quest'area espressa nella linea z del verso del tempo, ma solo in quella xy del piano trasversale. Quindi 0 vincoli.
  • Alla dimensione 10^-3 dell'unità della massa, ad essa sono unite le 9 energie di moto, per cui la quantità riporta le 9 energie di moto come il vincolo geometrico.
  • Alla dimensione 10^-4 della realtà spazio-temporale in linea, il rapporto esistente tra lo spazio e il tempo è che il volume dell'espansione spaziale ha la potenza 3, mentre il tempo dell'espansione di tutto il volume è il tempo 1 di ogni lato della terna. Dunque 3/1 è la reale velocità spazio-temporale della realtà e a questa dimensione reale troviamo il vincolo 3 della velocità assoluta spazio/temporale.
  • Alla dimensione 10^-5 dell'espansione del volume elettromagnetico, che è complesso, questo complesso è la base 2 del volume che è dato dall'indice 3, e 2^3= 8 è il volume unitario complesso in quanto elettro-magnetico e troviamo giustamente il vincolo 8 a questa dimensione.
  • Alla dimensione 10^-6 dello spazio complesso, questa complessità tra due volumi a potenza 3 è data dal prodotto dei due 3, ossia da  2^(3x3)= 2^9, e troviamo giustamente il vincolo geometrico della potenza 9 a questa dimensione dello spazio complesso 10^3 x 10^3, in cui 10^6 fissa lo spazio e l'indice 9 definisce la solita energia di spostamento 10^3 dello spazio 10^6, come il prodotto 10^3 x 10^6 = 10^9.
  • Alla dimensione 10^-7, che esprime la libertà della dimensione 3 presente nei 10^10 Angstrom di 1 m, troviamo la libertà 7. Essa è data da 10^10 : 10^3 = 10^7, la cui unità è 10^-7.
  • Alla dimensione 10^-8, che esprime la lunghezza massima in 10^10 (essendo 10^2 l'are unitaria), in cui l'indice 8 è relativo ad un volume complesso, si misura il vincolo derivante da 10^2, che è il "tempo" fissato nella sua pura ampiezza, e questo tempo si presenta come 1/2 ciclo 10, o come la realtà a potenza 1/4 di 10^2, tanto che (10^2)^1/4 = 10^(2/4) = 10^5. In sostanza, a questa dimensione che fissa la massa elettromagnetica nel suo complesso 8, il vincolo geometrico è dato dalla potenza 10^5 che è il quantitativo sia dell'elettricità, sia del magnetismo, all'interno del 10^10 totale di tutti gli angstrom nel metro.
  • Alla dimensione 10^-9, relativa ai 10 Angstrom presenti nei 10^10 di un metro, noi troviamo il ciclo 10, che si presenta nel suo ciclo come un perimetro avente il lato 10, e dunque come le 4 decine di decimi della realtà. Pertanto il vincolo reale a questa dimensione unitaria della 10^9, abbiamo il 10 visto in lunghezza nel contenuto 4 della sezione presente nell'area trasversale, che contiene tutto il tempo 4 della sua presenza come un'area complessa 2x2.
Fisicamente non è stato possibile ottenere altri numeri perché 9,109389754 sono 10 cifre e linearmente non possiamo conoscere unità aventi più di 10 cifre essendo di 10 il ciclo numerico. Una undicesima cifra (che pur esiste) non è ancora "presente", per le ragioni di Planck.