|
|
Un
viaggio alla ricerca dei segni trascendenti, nella storia degli
albori della mia vita, vissuti a Salerno e in Provincia e sulle note
di un mio Padre Nostro. Salerno, voi ancora non lo sapete, ma è
la città del Salvatore, del Santo Liberatore, che sembra il
naso di un gigante dormiente. Per cercar di capire il divino, in modo
trascendente la realtà, bisogna partire dal suo nome, che
deriva da due Rii, i due fiumi Sele ed Irno, che diedero il nome
all’antica Selirno.
SELE "trascende",
ossia “divinamente
allude”
al S. ELE... al Santo
Dio Ele, Iahve.
IRNO
“trascende” addirittura l’acronimo INRI
(Iesus Nazarenus Rex Iudeorum),
laddove al posto del Re dei Giudei oggi c’è il Re di
tutti: "Omnium".
SaleRNO, che
è stato il Paradiso Terrestre della dorata infanzia di Me
Romano, sembra che, senza “o” (ossia senza alternative) e
senza “ma” (ossia senza dubbi) sia in fine, in RNO, il
“sale” di R(oma)NO. SALE che è il “gusto”
cui Gesù agganciò la sua predicazione e che è,
in modo assolutamente evidente, il centro di GeruSALEmme.
Questa GeruSALEmme
allora ha in sé due figure ed un sol gusto: Gesù,
SALE(rno)
e "MME"
(R.no ME,
il rafforzamento della prima consonante, come si usa in questa parte
dell’Italia). Anche GESU
ha in sé la R
d'un enfatico e rafforzato "MME!"
E, poi,
occupandoci di Salvezza e Liberazione, volendo andare a caccia del
trascendente, c'è quanto risulta dalla lettera greca P,
letta RO.
Cristo, infatti è XP
sovrapposte, (Hi-Ro tutt'uno), ed è chiara metafora al 10
Ro-mano.
P/Ro,
Ro Alto/basso,
è RO
Padre/Figlio
e il rapporto è giudicabile lo “Spirito santo”, la
RATIO, la Ragione, per cui la relazione P/Ro è alla base della
Ratio che poi è la Filosofia, ossia lo SPIRITO SANTO DIVINO!
L' Essere,
Jahve qui nacque, ad Elea, e le 3 Fedi in Jahve non s'accorsero!
Così,
"sine Ratio", (senza Spirito santo) non si RA-Giona (con
quel che trascende in relazione a RA e al Giona simboleggiato in
Gesù). Sfugge, se non si Ragiona, la vera santità di un
Socrate, povero cristo ante litteram!
Il Nostro
viaggio verso la fonte della salvezza, ci porta in Cilento, ed
è la terra dei Miti: Palinuro, Ulisse, Giasone, Ercole, il
Vello d'Oro... Gli Argonauti chiamarono "Piana di Dei"
quella del Sele. Dal monte Cervati, che è la vetta più
alta del Cilento, il Tanagro e il Calore alimentano il Rio Sele che,
come già notato, trascende il Santo Ele, ossia Jahve.Noi, che
stiamo cercando tutto quanto c’è, ma di solito sfugge
(perché trascende la realtà), dobbiam rilevare che
Tanagro e Calore, con “Tana G.RO” e “Ca' lo re”,
alludono al “Re che è qua” ed alla “tana di un
Gesu-RO” (la RO di XP, Cristo, ma anche la RO di un Romano come me).
Anche il Rio
ALento divinamente trascende l'Ente AL... e non a caso, alla sua
foce, nata a Elea (che ha il Dio Ele dell'Essere già nel suo
nome) è nata la filosofia del “Fondamento”
dell’Essere, ossia la fede nel suo “Assoluto Dio”. Ed
è una Filosofia, quella nata ad Elea alle pendici del Monte
della Stella e per mano di 3 grandi Magi d’Oriente, che
ripercorre 5,5 secoli prima la stessa nascita del Figlio del “Dio
Essere”, del Jahve della Fede religiosa. Ebbene questa
“prassi fondante” dei Magi e della Stella di Gesù
c’è stata anche nella mia famiglia.
Sì, nel
Cilento c'è la Montagna della Stella, e c'è Lustra ...
Alla luce della Stella, a Lustra, i Lebano, grandi Magi venuti da
lontano: uno da New York, col suo mitico Stradivari; un altro
insegnava lontano, e, da lungi nel tempo, altre voci insegnavano
Gesù e la Madonna e a ripetere con insistenza:
“Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria Vi dono il cuore
e l’anima mia!” Nonna e mamma, dai grandi Magi della Stella
proprio dell’omaggio a Gesù, s'infusero di questo divino Amore.
Ma questa
storia, qui sulle rive dell’Alento, molto nasconde ed ha da
svelare: da Alento a Cilento, si va in un modo che, in fine, è
lento lento da A . . . a C, e sembra che sia stata saltata la B, ma
non è così! La B fu infatti a Betlemme! B ET (anche)
lemme! E Gerusalemme ! Il flusso fu anche, in fine, “lemme
lemme” e non solo “lento lento”! E che Gesù, a
Betlemme, sia stato di già il Romano DOC e non il
“provinciale” Ebreo che briga per sfasciarne l’Impero,
fa parte della storia: egli doveva solo mutare l’impero di Roma
in quello dell’Amor, per conversione dello stesso termine, e
arrivare così all’Amor che molto ha da spartire con me,
Romano ed Amo. R.!
(continua)
|